Berlinale 2017 | Hao ji le – Have a nice day

di Valeria Lotti

 

Un film di Liu Jian. Animazione, 77′. 2017

Ultimo tra i film in lizza per l’Orso d’Oro a essere presentato, “Hao ji le” (Have a nice day) è anche l’unico animato.

Secondo lungometraggio dell’animatore e pittore Liu Jian, mostra con schiettezza e semplicità il potere che il denaro ha sull’animo umano.

Una borsa contenente un milione di Yuan (circa 137.000 euro) è l’oggetto del desiderio di alcuni personaggi, spinti da diverse motivazioni: dai criminali locali alla coppia che vuole rifarsi una vita in un posto idilliaco e lontano, dal giovane che vuole rimediare alla chirurgia mal riuscita della fidanzata a un inventore che si è imbattuto per caso nei soldi.

Tutti i protagonisti non si risparmiano colpi bassi per accaparrarsi la maledetta borsa, che un susseguirsi di eventi porterà dall’uno all’altro in un macabro ping pong.

In fondo sono tutti dei morti di fame – permettetemi di dirlo -, anche i criminali, e cercano solo una via d’uscita dalla loro insignificante esistenza.

La borsa, solo la borsa piena di quei soldi insanguinati è la vera protagonista del film: ambita da tutti, si fa prendere e si fa lasciare, consapevole della sua posizione di potere su ognuno di loro. Se potesse, sorriderebbe sprezzante della miseria dei suoi pretendenti.

La Cina che vediamo in “Hao ji le” non è quella dei grattacieli scintillanti di Shanghai o dei business da capogiro, ma è la Cina delle piccole città di provincia dove le speranze portate dal capitalismo rimangono, appunto, solo vane speranze che alimentano l’ossessione per il denaro.

Un personaggio filosofeggia in modo particolare sulla libertà, dicendo ne esiste di tre livelli: la prima è quando vai al mercato dei contadini e puoi comprare quel che vuoi senza preoccuparti della spesa; la seconda quando compri tutto quel che vuoi al supermercato senza preoccuparti dei prezzi; e la terza quando puoi fare shopping online senza limiti.

Denaro, denaro, denaro. Anche la libertà, dunque, si misura soltanto col potere d’acquisto?

Nel film di Liu Jian ci sono diversi riferimenti cinematografici, al “Padrino” e a “Rocky”, per esempio, e la musica gioca un ruolo per niente secondario. In conferenza stampa il compositore sino-americano David Liang ha svelato di averla creata ad hoc per sottolineare gli aspetti più importanti del film, dopo un incontro con il regista a New York.

Il film è stato da alcuni definito una black comedy, ma forse sarebbe più giusto posizionarlo a metà strada tra la black comedy e il thriller. Quale che sia la categoria più adatta per definirlo, è stato una piacevole sorpresa alla fine di questo festival.

“Hao ji le”, sebbene il titolo inglese tradotto sia “Have a nice day”, in realtà significa “ottimo, molto bene”. Proprio ciò che mi viene da dire, dopo aver visto la pellicola. Bel lavoro, hao ji le!





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