I The Jackal si mettono a nudo… sul palco di Roma

I comici napoletani, mattatori di YouTube, presentano il loro primo film, "Addio fottuti musi verdi"

di Pasquale De Carlo

 

Nello spazio di Casa Alice, gli sciacalli più famosi del web hanno raccontato cosa significa confrontarsi con il grande schermo per la prima volta, in occasione della proiezione in anteprima di Addio fottuti musi verdi.

I The Jackal hanno parlato dei retroscena che hanno caratterizzato quella che per loro si è rivelata una sfida inedita, colorando l’atmosfera intellettuale della conferenza con la loro irresistibile comicità.

In particolare l’incontro con i giornalisti è servito ad approfondire la ricerca dei modelli cinematografici a cui i ragazzi si sono rifatti per mettere a punto un progetto che unisce e concilia il gusto della loro “napoletanità” con gli action movie di fantascienza.

In tal senso il regista Francesco Capaldo ha spiegato di aver voluto trovare un punto d’incontro fra elementi ripresi da video come “Lost in Google”, “Vrenzole” e “30 anni” , trasferendoli in un contesto cinematografico che unisce film come “Indipendence day” alla comicità di Troisi ed Edgar Right.

Capaldo ha voluto specificare che la cifra comica dei The Jackal non sta affatto nella retorica de “a’ pizza, o’ mandolino e o’ babba” quanto nel dissacrare questi stereotipi un po’ ridondanti.

Gli strumenti per ristrutturare, se vogliamo, lo stile architettonico della “napoletanità” sono sicuramente i due super tenori del gruppo: Ciro Priello e Fabio Balsamo. Se “Noemy” riprende, senza imitare, la comicità sempre un po’ perplessa di Troisi, Ciro ha detto di ispirarsi all’espressività fisica di Jim Carrey e Will Smith ai tempi del “Principe di Bel Air”.

Al regista abbiamo fatto una domanda sulle difficoltà incontrate nel confrontarsi per la prima volta col cinema e sul modo in cui il gruppo di video maker si è adattato a questo cambiamento di mezzo e di pubblico.

“La principale difficoltà – ha spiegato Capaldo – è stata nella preparazione di un montaggio che doveva coprire l’arco dei novanta minuti, molto più dispendiosa rispetto a una post produzione fatta su un corto di dieci o un “Nipple” di tre”.

Non fatevi ingannare dall’aria guascona dei ragazzi: i The Jackal hanno una cura maniacale per i dettagli, ed è questo che forse costituisce parte del segreto del loro grande successo.

Ha parlato di questo Riccardo Tozzi, produttore del film: “I The Jackal sono un vero orologio svizzero, quanto a precisione e professionalità”. Cattleya ha notato Ciro e Co. grazie ai video “Gli effetti di Gomorra sulla gente” e dopo averli “scoperti” è arrivata la chiamata per passare da YouTube al grande schermo.

Al pubblico dire se la sfida è stata vinta o meno.

 

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