“Vita degli elfi”: Muriel Barbery alla prova del romanzo per ragazzi

Due ragazzine di 12 anni scoprono l'esistenza di un mondo segreto e vivono mille avventure

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di Sara Cappellini

 

Dopo il successo planetario riscosso da “L’eleganza del riccio“, Muriel Barbery è tornata a scrivere, cimentandosi con un genere totalmente diverso: il romanzo fantasy, pensato prima di tutto per un pubblico giovane. “Vita degli elfi“, uscito il 12 marzo 2015 in Francia, è finalmente arrivato anche in Italia, edito da E/O.

Tra le pagine è la magia la vera protagonista. Due ragazzine di dodici anni, una francese e una italiana, scoprono l’esistenza degli elfi, che vivono in un mondo segreto. Dopo aver fatto simultaneamente questa sconvolgente scoperta, per loro inizierà una serie di avventure: dovranno collaborare per salvare il mondo degli uomini, messo in pericolo dai diabolici piani di un elfo cattivo.

Uno scenario completamente diverso rispetto a quello del libro che ha fatto conoscere la Barbery al grande pubblico. “L’eleganza del riccio” è un racconto commovente e divertente al tempo stesso, portato avanti attraverso gli occhi di una ragazzina di dodici anni che ha pianificato il suo suicidio, e di una sciatta e apparentemente ignorante portinaia, che in realtà nutre una grande passione per la letteratura.

Il romanzo ha conquistato pubblico e critica, vendendo 2 milioni di copie in Francia e 6 milioni nel resto del mondo e diventando un best-seller del New York Times.

Visti questi numeri, non stupisce che l’uscita di “Vita degli elfi“, nonostante la differenza di genere e di target, sia stata accolta con grande entusiasmo, in Francia e adesso anche in Italia. C’era infatti già chi inseriva Muriel Barbery tra le scrittrici da un solo grande romanzo – al pari di Harper Lee, per intenderci – dal momento che dal 2006 non avevamo più avuto sue notizie.

Lungi dallo stare con le mani in mano, la scrittrice francese in questi anni ha viaggiato molto, vivendo due anni in Giappone e tre nei Paesi Bassi. In un’intervista ha ammesso che questo suo percorso itinerante è stato fatto in parte per sfuggire agli editori e proteggersi dalle aspettative dei lettori. Ma c’è dell’altro: “Avevo perso il desiderio di scrivere”, ha dichiarato.

Il bisogno di riservatezza e la timidezza di Muriel Barbery ricordano molto quelle della protagonista de “L’eleganza del riccio“, Renée. “Ho sempre scritto in privato, senza pensare davvero alla pubblicazione – ha detto. – Proprio come Renée saziavo la mia fame di cultura in privato, senza condividerla con gli altri. La gioia di scrivere era abbastanza. L’idea di essere pubblicata mi ha turbata, come se fosse un’invasione della mia vita privata”.

Dopo aver fatto “il grande salto” nel 2006, l’autrice ha deciso di rompere gli indugi e tornare a pubblicare. Non ci resta che leggere, per capire se questo libro per ragazzi contiene la stessa forza del romanzo più maturo. E vedere se la Barbery tornerà a rifugiarsi in capo al mondo per anni, per sfuggire alla fama.

 

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