Chi pronosticava per il libro di carta un lento e inesorabile declino, simile a quello che ha interessato i dischi in vile e le videocassette, ha dovuto ricredersi. Il comparto editoriale, al momento, gode di discreta salute, merito anche della sua capacità di rinnovarsi e sfruttare a proprio vantaggio le novità e gli strumenti che offre oggi il web.

Tra le nuove figure nate negli ultimi anni, un discorso a sé meritano sicuramente i book blogger, che dalle colonne dei loro spazi virtuali portano avanti la mission di diffondere il più possibile la passione per la lettura e i libri.

Abbiamo deciso di aprire un nuovo filone di interviste su Parole a Colori, invitando a raccontarsi proprio loro, i book blogger. Com’è nata la loro passione? Quanto è complicato gestire un blog? E l’imparzialità, quando si tratta di recensioni, è pura utopia oppure è possibile? Lo abbiamo chiesto direttamente a chi scrive di libri per passione.

La prima a rispondere alle nostre domande, e raccontarci la sua attività, è Stefy Trotta che potete trovare sui blog Nel mondo di 50 sfumature e The dream in the novel.

 

Ciao Stefy, grazie per aver accettato questa intervista.

Partiamo dall’inizio. Quando hai deciso di diventare una book blogger e quando è nato il tuo spazio virtuale?

Grazie a voi per l’opportunità. Ho iniziato come blogger qualche anno fa. La passione per i libri ha unito me, Mary, Rosy, Giulia e Jessy. Siamo una squadra molto compatta, ci completiamo l’un l’altra. Abbiamo iniziato con Nel mondo di 50 sfumature, che prendeva il nome dalla nostra pagina. Però abbiamo riscontrato qualche problema, proprio per via del nome usato, quindi lo scorso anno abbiamo aperto il nuovissimo The dream in the novel. Oggi portiamo avanti entrambi i progetti: il primo è incentrato solo sui libri della James e i film, il secondo è più generico.

Anche i book blogger hanno delle preferenze in fatto di generi, e di libri, oppure leggi di tutto e ti senti imparziale come un saggio maestro Yoda?

Assolutamente sì alle preferenze. Io adoro i romance divertenti, però leggo anche new adult, qualche erotico di quelli fatti bene e non volgari, qualche dark di quelli leggeri. Diciamo che mi piace leggere in generale, ma preferisco divertirmi e rilassarmi, piuttosto che farmi venire l’ansia o il magone per qualcosa che sta succedendo nel romanzo. Finisco sempre per entrare in sintonia con i protagonisti dei libri che leggo, quindi se loro hanno un brutto momento anche io non la vivo bene.

Di blog di libri, oggi, ce ne sono migliaia. Ma cosa deve avere, secondo te, un blogger per distinguersi in questo campo?

Prima di tutto deve essere sempre aggiornato sulle nuove uscite. Poi parlare di libri in modo più ampio possibile, e non preferire un genere solo perché va di moda. E poi assolutamente evitare di fare pubblicità a un libro o a un autore solo per amicizia, e di contro stroncare per antipatia. Un buon book blogger dovrebbe evitare per quanto possibile di avere preferenze.

Immagina di raccontare la tua attività a qualcuno che proprio non ha idea di cosa stiamo parlando…

Be’, un book blogger legge libri, ma non solo. Mentre legge cerca di farsi un’idea della storia, dello stile, dell’autore, per poi poter scrivere recensioni che siano utili per altri lettori. Se un determinato libro non mi convince, non mi piace, io cerco di capire se è per via del genere oppure proprio per com’è scritto. Dare un giudizio negativo non è mai semplice, ma ciò che conta è non farlo per amicizia o simili, come ho già detto, ma sempre in modo costruttivo.

Aiutate anche un po’ gli autori, vero?

Nel nostro piccolo cerchiamo di dare ad autori ed editori visibilità. Io per prima, quando compro un libro, parto sì da titolo, sinossi e cover, ma subito dopo leggo qualche recensione, quindi diciamo che i pareri che si danno sui romanzi oggi hanno un certo peso nelle scelte di acquisto altrui.

Chi legge vede soltanto il prodotto finito, ma quanto è difficile portare avanti un progetto con costanza, far sì che tutto funzioni?

Devo dire che non è facile. Nonostante le idee siano tante, metterle in pratica è complicato. A gestire gli spazi siamo in cinque, cinque donne, e come tutti abbiamo problemi e vite private. Non possiamo stare dietro a tutto e tutti, però facciamo il possibile. Fortunatamente abbiamo dei collaboratori validi che fanno recensioni in modo sublime. Ognuno di loro ha un genere preferito, quindi si compensano e aiutano noi a portare avanti le tantissime uscite giornaliere.

Libri letti al mese?

Sai che leggo tipo 5 libri a settimana? Venti circa al mese, quindi.

Un titoli in particolare che ti sentiresti di consigliarci?

Non è facile, ma ho alcune bellissime scoperte da proporre. C’è la trilogia di Asia da Costa, composta da “Il coraggio di perdonare”, “Il coraggio di restare” e “Il nostro infinito coraggio”, quest’ultimo ancora inedito. Non è proprio il mio genere, ma leggendo i primi due sono rimasta colpita e soddisfatta. Più sul romance con un pizzico di suspense c’è il romanzo di Fina Sanfilippo “Hackerami il cuore”. Il titolo mi ha incuriosita e devo dire che il libro ha soddisfatto in pieno le mie aspettative. Per il resto mi cucio la bocca. Riesco a trovare difetti nelle storie addirittura alla Hoover, quindi è molto difficile sceglierne altri. Ho adorato “Niente regole” di Emma Chase, secondo capitolo della “Sexy lawyers series”.

Parliamo un attimo di nuove uscite. Il libro che non può mancare sotto l’ombrellone quest’estate?

Amore reale”, sempre di Emma Chase, che uscirà il 22 giugno. Il mio consiglio, poi, è di cercare tra i libri self published, ce ne sono tanti che meritano di essere letti.

Cosa spera Stefy Trotta per il futuro?

Be’, spero di trovare un lavoro che mi consenta di vivere bene con mia figlia, un lavoro che mi permetta anche di continuare a seguire il blog. Per quanto riguarda il blog, la mia speranza è quella che continui a crescere.

Prima di salutarci, c’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Su The dream in the novel siamo felici di dare spazio a tutti gli autori e gli autrici, con segnalazioni e recensioni. Per qualsiasi cosa, contattateci!

Grazie a Stefy Trotta per essere stata con noi e in bocca al lupo per tutto.

Grazie a voi per la possibilità di parlare un po’ del nostro lavoro che, anche se non retribuito, noi consideriamo un mestiere a tutti gli effetti. E grazie in particolare a te, Tiziana, per la gentilezza e la disponibilità.

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