di Concetta Piro

 

Anche la seconda serata del 68° Festival di Sanremo si è conclusa, se resterà o meno negli annali della televisione italiana è presto per dirlo. Ma gli elementi per iniziare a stilare i primi bilanci direi che li abbiamo tutti.

Iniziamo dal direttore artistico, Claudio Baglioni, che non si è distinto per scioltezza in queste prime apparizioni sul palco dell’Ariston. Se il ruolo del conduttore non sembra fatto per lui, non si può negare la sua capacità di mettere insieme un parterre di artisti in gara che, quest’anno come non mai, non solo sanno rivolgersi a spettatori di tutte le età ma garantiscono anche musica che abbraccia generi e stili diversi. La qualità dei brani presentati è molto alta, scegliere un migliore o quantomeno un peggiore è impresa ardua.

Se Baglioni non è un conduttore, se la cavano decisamente meglio Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. Favino sta dimostrando non solo di essere un grande attore ma anche uno showman a tutto tondo, capace di vestire uno smoking con classe e allo stesso tempo gestire al meglio la pressione che una diretta imponente come quella del Festival porta con sé.

Nonostante qualche piccola gaffe, prova superata anche per la Hunziker che con la sua ironia e il sorriso familiare e rassicurante sa mettere lo spettatore a proprio agio.

Suggestiva la scenografia, con l’orchestra ai lati del palco, e le famose scale che compaiono e scompaiono in base alle esigenze di scena.

 

PRIMA SERATA: FIORELLO BRILLA NONOSTANTE IL CONTESTATORE

Mattatore della prima serata – nonostante l’intervento non previsto del contestatore che ha rischiato di rovinare la sua esibizione – è stato senz’altro Fiorello. Il piacere di rivederlo in tv si mescola a quello dato dalle sue indubbie capacità; difficile trovare un altro personaggio capace di argomentare con altrettanta calma e chiarezza sui temi più caldi, politica inclusa.

Grande assente, invece, Laura Pausini, che a causa di una laringite è stata costretta a rimandare la sua ospitata a sabato. Passaggio sul palco anche per Gabriele Muccino e il cast del suo nuovo film – “A casa tutti bene” – che, contagiati dall’ambiente, hanno intonato “Bella senz’anima”.

11 milioni e 603 mila spettatori, con uno share che ha toccato quota 52,1%, per la miglior serata di Festival in termini di ascolti degli ultimi 13 anni. Merito anche della scaletta, viva fino all’ultima, con l’intervento a sorpresa di Paddy Jones, 83enne ballerina acrobatica che si è scatenata sulle note della canzone de Lo Stato sociale, e quello di Gianni Morandi, che ha duettato con Baglioni meritandosi una standing ovation.

Prima di calare il sipario c’è spazio per la classifica provvisoria dei big: in testa Annalisa, seguita da Lo Stato sociale e Max Gazzè.

 

SECONDA SERATA: TIENE BANCO IL CASO PLAGIO

Il caso Ermal Meta-Fabrizio Moro – sospesi per plagio ma poi riammessi in gara in quanto la loro canzone è stata giudicata nuova – ha aperto la seconda serata.

Tra gli ospiti, il trio di tenori Il Volo (apprezzati dal pubblico in sala, molto meno dagli utenti dei social), Sting (il cui accento italiano ha molto deluso) e Pippo Baudo. A brillare è stato Pierfrancesco Favino, capace di presentare, ballare, recitare e cantare senza perdere un grammo di grazie e scioltezza.

Per quanto riguarda la gara, avanti Ornella Vanoni, Diodato e Ron.

 

E questa sera? Cantano altri quattro giovani e i restanti dieci big. Tra gli ospiti Giorgia, James Taylore, i Negramaro e Gino Paoli.

 

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