Quando una lettura non basta: i 10 romanzi più riletti di sempre

Dai classici che conservano la loro bellezza alle storie che hanno sempre qualcosa da insegnare

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Perché rileggere, vista la quantità pressoché infinita di libri che non abbiamo mai aperto – e quella ancora più grande che non riusciremo mai, per ragioni di tempo, ad aprire?

Ebbene in realtà a favore della rilettura ci sono diverse ragioniqui ne trovate dieci – dal piacere di ritrovarsi in una storia che abbiamo amato alla curiosità di vedere come gli anni e le esperienze possano cambiare la percezione che abbiamo dei personaggi e delle loro avventure.

Avete mai riletto un libro? Pensate di farlo? Magari potreste pensare di iniziare da uno di questi 10, i romanzi più riletti di sempre, almeno stando agli utenti online. Scelti per il messaggio che contengono, per la loro carica di positività e buoni consigli, ma anche per lo stile e la storia in sé.

 

HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE, J. K. Rowling

Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilemte tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Un mondo dove regna la magia; un universo popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavolini di Bruxelles, ritratti che scappano.

Riletto perché: È come tornare a casa, rincontrare vecchi amici. Non importa quanti anni siano passati dalla prima volta, ogni rilettura della saga di Harry Potter è magica.

 

IL NOME DELLA ROSA, Umberto Eco

Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un’abbazia dell’alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.

Riletto perché: È uno dei capisaldi del romanzo storico, capace di conservare la sua magia e la sua vena intrigante anche dopo più di una lettura.

 

IL PICCOLO PRINCIPE, Antoine de Saint-Exupéry

“Sei anni fa ebbi un incidente col mio aeroplano nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me né un meccanico, né dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto. Era una questione di vita o di morte, perché avevo acqua da bere soltanto per una settimana. Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all’alba da una strana vocetta: “Mi disegni, per favore, una pecora?” E fu così che feci la conoscenza del piccolo principe.”

Riletto perché: Ha sempre qualcosa da insegnare.

 

IL RITRATTO DI DORIAN GREY, Oscar Wilde

Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d’accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

Riletto perché: È un libro che non invecchia, un po’ come il suo protagonista.

 

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON, Richard Bach

Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica. E con Jonathan il lettore viene trascinato in un’entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà.

Riletto perché: Ha un messaggio importante, che fa sempre bene ritrovare: essere diversi, particolari, unici non è qualcosa di cui vergognarsi!

 

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE, Milan Kundera

Tomás ama Tereza, Tereza ama Tomás: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz. Un quadirlatero amoroso perfetto. Le storie dei protagonisti s’intrecciano con le grandi domande della vita, come quelle sul valore delle scelte individuali, sul rapporto tra pesantezza e leggerezza, libertà e costrizione.

Riletto perché: Porta a interrogarsi sulle grandi questioni della vita. E trovare le risposte non è facile, per questo una lettura non basta.

 

DIECI PICCOLI INDIANI, Agatha Christie

Dieci persone estranee l’una all’altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island, senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l’invito. E ora sono lì, su quell’isola che sorge dal mare, simile a una gigantesca testa, che fa rabbrividire soltanto a vederla. Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli. Ma hanno trovato una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto di ciascuna camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l’inizio di un interminabile incubo.

Riletto perché: Non importa che si conosca già il finale – e il colpevole -, questo resta uno dei libri più intriganti di sempre. E anche dopo più di una lettura continua a inquietare, e sorprendere, per lo stile e per la trama.

 

SULLA STRADA, Jack Kerouac

Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell’Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l’Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall’amico, che torna negli Stati Uniti.

Riletto perché: Un solo viaggio in compagnia di Dean Moriarty non basta.

 

IL VECCHIO E IL MARE, Ernest Hemingway

Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago trova la forza di riprendere il mare: questa nuova battuta di pesca rinnova il suo apprendistato di pescatore e sigilla la sua simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi. nella lotta quasi a mani nude contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione finalmente sconfitta. Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura. E, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.

Riletto perché: È un libro profondo e bellissimo.

 

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, William Shakespeare

Fate e folletti popolano il mondo fantastico di questa commedia di Shakespeare, lieve e raffinata, in cui amori e tradimenti si susseguono con comicità e grazia incantevole. Dalla bellissima Titania, regina delle fate, innamorata perdutamente di un uomo dalla testa d’asino, al comico e irresistibile Bottom fino al capriccioso folletto Puck, i cui errori nel somministrare i filtri d’amore muovono le sottili trame della vicenda

Riletto perché: La lingua di Shakespeare è musica per le orecchie. E qui il genio del Bardo si coniuga con una storia a lieto fine, il che non guasta.

 

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