“Mamma o papà?”: remake spuntato di una commedia francese

Antonio Albanese e Paola Cortellesi in una guerra dei Roses in salsa italiana, tutta da ridere

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Un film di Riccardo Milani. Con Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi, Matilde Gioli, Anna Bonaiuto, Carlo Buccirosso, Stefania Rocca, Claudio Gioè. Commedia, 98′. Italia, 2016

Valeria e Nicola sono pronti a divorziare, d’accordo su tutto, e si preparano a comunicare la loro scelta ai tre figli: un adolescente no global, una pre-teen incollata allo smartphone e un piccolo nerd, tutti egualmente ostili nei confronti degli imbelli genitori. Ma quando viene accettata la richiesta di Nicola di esercitare la sua professione di ginecologo in Mali per sette mesi e contemporaneamente a Valeria, ingegnere edile, viene offerto un trasferimento in Svezia di analoga durata, quella che era una trattativa civile si trasforma in una lotta all’ultimo sangue non già per ottenere la custodia dei figli, bensì per rifilarla all’altro, e partire verso l’estero in tutta libertà.

 

I figli sono piezz’e core, per dirla come i napoletani, una benedizione del Signore, l’elemento fondamentale per far sì che una coppia diventi una famiglia. Ma quando l’amore finisce e marito e moglie decidono di separarsi, è proprio intorno alla custodia dei figli che si scatenano le più aspre battaglie.

Chi ha detto però che la fine di una storia debba tradursi in drammi e rancori? Esistono anche coppie che decidono di concludere il loro percorso insieme in modo civile, di comune accordo. È questo il caso di Valeria (Cortellesi), brillante ingegnere, e Nicola (Albanese), valente ginecologo, che dopo 15 anni di matrimonio e tre figli hanno deciso di porre fine alla loro unione.

Gli sceneggiatori hanno firmato una versione italiana, antitetica della celebre pellicola di Robert Benton “Kramer contro Kramer”, che sulla carta ha l’obiettivo di sdoganare l’idea tradizionale di famiglia e il sopracitato tema de “i figli prima di tutto”.

Sulla carta, dicevo, perché poi la pellicola nello sviluppo narrativo perde molto della sua incisività e profondità, di quel cinismo e quella cattiveria che in teoria sarebbero dovuti essere gli elementi fondanti della drammaturgia.

Si ha la sensazione che gli sceneggiatori, partiti con l’intenzione di usare la sciabola, abbiano finito per ricorrere al fioretto, dando vita a un intreccio debole, prevedibile, solamente a tratti convincente e funzionale al progetto iniziale.

Nonostante la sceneggiatura balbetti, perdendosi in alcune sotto-storie senza sbocco – vedi ad esempio quella della coppia di amici composta da Roberto De Francesco e Stefania Rocca, o quella dell’ingegnere Bertelli, splendidamente interpretato da Carlo Buccirosso – il film nel complesso risulta godibile grazie alle buone performance di Antonio Albanese e Paola Cortellesi.

Meritevoli di una sentita menzione Luca Marino, Marianna Cogo e Alvise Marascalchi, che interpretano i figli della coppia in crisi con naturalezza, talento e personalità nonostante la giovane età.

La regia di Riccardo Milani è lineare, semplice, pulita, esperta, di evidente respiro televisivo e sebbene il prodotto finale sia più che dignitoso si nota l’assenza di un quid artistico che faccia compiere il salto di qualità alla pellicola.

Il finale, buonista e consolatorio, sicuramente soddisferà chi continua a ritenere la famiglia il centro del mondo, ma lascerà in parte insoddisfatto chi invece ritiene che un divorzio senza spargimenti di sangue non sia cosa di questo mondo.

 

Il biglietto da acquistare per “Mamma o Papà?” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

 

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