“L’intrusa” di Leonardo Di Costanzo: una storia dalla forte sensibilità

Raffaella Giordano e Valentina Vannino protagoniste di una storia dura ed emotivamente toccante

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Un film di Leonardo Di Costanzo. Con Raffaella Giordano, Valentina Vannino, Gianni Vastarella, Martina Abbate, Marcello Fonte. Drammatico. Italia, Svizzera, Francia, 2017

Data di uscita italiana: 28 settembre 2017

 

È giusto che le colpe dei padri ricadano sui figli? No, ma purtroppo spesso accade. I pregiudizi possono condizionare pesantemente le nostre valutazioni, le nostre azioni e i rapporti che instauriamo? Si, molto più spesso di quanto dovrebbe.

Aiutare il prossimo non rende persone migliori agli occhi degli altri, anzi, spesso se lo si fa si viene considerati esibizionisti oppure sognatori senza connessione con la realtà, persone da biasimare, insomma.

Da queste semplici e amare considerazioni sono partiti Leonardo Di Costanzo e gli altri due sceneggiatori per la sceneggiatura del film “L’intrusa” presentato al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine.

Si tratta del racconto puntuale, diretto e duro di come la nostra società, oggi, sia incapace da un lato di sostenere chi in modo volontario e con grande passione decide di mettersi al servizio dei più deboli, dall’altro di dare una seconda chance.

Giovanna (Giordano), del cui passato sappiamo ben poco, si adopera con impegno, forza e determinazione in una masseria in un quartiere degradato di Napoli per dare ai bambini un’oasi di svago lontana dalla strada e dalla violenza.

La donna crede profondamente nella sua missione, e non esita ad accogliere nella piccola casetta all’interno della masseria la giovane Maria (Vannino) con i due figli, un neonato e una bimba di sette anni di nome Rita.

Maria è la moglie di un feroce camorrista, arrestato di recente perché colpevole di aver ucciso per errore un padre famiglia durante un raid.

Agli occhi di Giovanna, però, è solo una donna fragile, che ha bisogno di un rifugio e di protezione, dopo aver rifiutato l’aiuto della famiglia del marito.

Giovanna difende con ostinazione e coerenza la sua scelta di accoglienza, ritrovandosi isolata e critica dalle mamme degli altri bambini, dagli insegnati della scuola che svolgono volontario nella masseria e dalle stesse forze dell’ordine, tutti uniti nella convinzione che moglie e figli di un assassino, per quanto innocenti, non abbiano diritto ad alcuna forma di umanità.

“L’intrusa” è una storia semplice, scarna, se vogliamo anche troppo povera sul piano drammaturgico – alcuni aspetti della storia e dei personaggi sarebbero certamente potuti essere approfonditi meglio -, ma comunque capace di trasmettere con efficacia il proprio messaggio sociale e civile.

Un film riuscito, nel complesso, interessante e intenso soprattutto per merito delle convincenti, carismatiche e credibili performance di Raffaella Giordano e Valentina Vannino, che hanno costruito i loro personaggi lavorando sui silenzi, gli sguardi e la fisicità. Due donne che, sebbene agli antipodi, hanno in comune grinta, orgoglio e dignità.

La regia di Leonardo Di Costanzo è secca, semplice, felpata, esperta e abile nel costruire con sensibilità e acutezza una storia d’emozioni in un contesto arido, dove l’illegalità è la vera coprotagonista. Peccato non essere riuscito a dare al film lo stesso ritmo dall’inizio alla fine.

Il finale, paradossalmente festante e sereno, racconta invece come nel nostro Paese ci sia sempre meno spazio per chi vuole solo seguire le regole e fare del vero e disinteressato volontariato.

 

Il biglietto da acquistare per “L’intrusa” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto
(con riserva). Sempre. 

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