Intervista all’autrice Sagara Lux

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Di lei si sa ben poco, perché quello che le piace fare è raccontare emozioni, sensazioni, storie, personaggi e vite parallele alla sua.

Nome d’arte Sagara Lux, opere edite “Di carne e di piombo” e “Inganno” (2015), “Riscatto” (2016) e “Fai il tuo gioco”, inclusa da Rizzoli nella collana al femminile YouFeel.

Il 21 febbraio è uscito il nuovo libro dell’autrice, “Non mentirmi“, che sta scalando le classifiche di vendita.

In questa intervista per Parole a Colori parleremo con lei dei suoi lavori, ma proveremo anche a scoprire qualcosa in più dell’autrice che si nasconde dietro la maschera.

 

Ciao Sagara, è un piacere averti con noi. Inizio col chiederti com’è nato il tuo pseudonimo, particolare e intrigante.

Ciao Tiziana, innanzitutto grazie di questa opportunità, sono davvero contenta di essere qui.

Sagara è nata tanto tempo fa, in un momento particolare della mia vita. Sentivo di avere dentro di me una storia da raccontare, poiché mi ero appena lasciata alle spalle un periodo piuttosto difficile. Si trattava di qualcosa di molto personale, ma che allo stesso tempo sentivo l’esigenza di condividere perché ero certa che altre stessero vivendo il mio stesso disagio. Ho escluso da subito di farlo con il mio vero nome, e così mi sono guardata intorno alla ricerca di un nickname. Non appena mi sono imbattuta in Sagara, è stato amore a prima vista.

Quando hai iniziato a cimentarti con la scrittura e qual è stata la prima occasione di far conoscere ciò che avevi scritto?

La prima storia che ho scritto è stata la mia più grande soddisfazione. L’ho scritta di getto, l’ho pubblicata subito su un sito di scrittura amatoriale ed è stata accolta in una maniera a dir poco sorprendente. Ancora oggi, a sei anni dalla pubblicazione e a quattro anni dal giorno in cui l’ho tolta da internet dopo avere subìto un brutto plagio, chi l’ha letta continua a chiedermi di pubblicarla in cartaceo per poterla rileggere e tenere con sé. È una storia che tratta un tema molto importante, ovvero quello della diversità, e che lo fa attraverso l’amore.

Parliamo delle tue opere. In primis ci sono state “Di carne e di piombo”, “Inganno” e “Riscatto”. C’è un filo conduttore che le unisce o non hanno nulla a che fare l’una con l’altra?

Questi tre libri fanno tutti parte della stessa serie, la Broken Souls. Parlano di temi per me importanti e, anche se il contesto delle storie talvolta è oscuro e violento, girano tutti intorno all’amore e portano un messaggio molto positivo. Ogni titolo ha un suo perché e ha a che fare con la storia raccontata.

Di carne e di piombo” parla della passione che esplode tra la psicologa di un carcere e uno dei detenuti che ha in cura. La carne richiama il desiderio che si scatena tra i due, mentre il piombo allude alle catene che circondano i polsi di Darren Swan. È una storia che parla di seconde occasioni e di quello che si è disposti a fare quando a essere in pericolo sono le persone che ami.

“Inganno” e “Riscatto” sono due libri che vanno letti insieme, in quanto costituiscono una duologia. I protagonisti sono un uomo che ha perso se stesso e una donna che ha perso la libertà. Lei inganna gli altri per vivere, lui uccide. La loro storia pare segnata in partenza, ma spesso le cose non sono come sembrano…

Se c’è una cosa in cui credo, infatti, è che nella vita si può fare tutto. Bisogna volerlo, mettersi in gioco ed essere pronti ad accettare le conseguenze delle nostre azioni, ma tutti noi possiamo avere l’occasione di riscattarci.

Poi è arrivata la chiamata di Rizzoli, che ha incluso “Fai il tuo gioco” nella collana YouFeel. Com’è nata questa storia?

“Inganno” e “Riscatto” sono dark-romance; un genere difficile da scrivere, che ti mette alla prova e ti costringe a fare i conti con molte delle cose di cui hai paura. Io vivo la scrittura in maniera molto personale; se c’è una cosa di cui sono certa è che non è possibile trasmettere emozioni se non ci si lascia andare. Vivo le storie sulla mia pelle, le sento.

Dopo un romanzo dark ho sempre bisogno di staccare con qualcosa di diverso. “Fai il tuo gioco” è nato, appunto, per gioco. Volevo divertirmi e allo stesso tempo viaggiare con la mente. Andare a Las Vegas è sempre stato un mio sogno, così come vincere alle carte… Il resto è venuto da sé, in maniera molto naturale. Ryan e Corinne mi hanno subito colpito, non sono più riuscita a staccarmi dai loro battibecchi e dai loro segreti.

Las Vegas, città di luci, casinò ed eccessi. Cosa affascina te della città del peccato?

Las Vegas è una città di pura luce, ma che allo stesso tempo nasconde molta oscurità. Quando porti avanti una scommessa sai che puoi vincere, o perdere. E che in entrambi i casi non dipenderà da te. Scommetti sul destino, non su te stesso. Sai che puoi avere tutto in un istante, e perderlo altrettanto in fretta. È il rischio collegato a ogni puntata a renderla interessante.

Come ci hai raccontato, ti piace spaziare con la scrittura. Ma c’è un genere con cui ti senti maggiormente a tuo agio? E uno invece che non ti convince particolarmente?

Mi porto dentro qualcosa di oscuro da tutta la vita. Non ho mai amato le storie rose e fiori, al contrario ho sempre letto (e apprezzato) quelle che ti portano a sentirti sempre sul filo del rasoio, in bilico tra bene e male; cuore e ragione; vita o morte. Mi trovo bene solo quando una storia non è scontata, non ne faccio questioni di genere, ma di contenuti. Odio le trame lineari, quelle che ti portano a pensare dall’inizio che sai come andrà a finire. Per il futuro non mi pongo limiti: mi piace sperimentare, provare… scontrarmi con nuovi generi e nuovi personaggi, ma sempre e soltanto se ho un’idea che mi prende al punto da costringermi a scrivere.

Se dovessi definire la Sagara Lux autrice in poche parole?

Uh, difficile. Molto difficile. La prima cosa che mi viene in mente di dire è imprevedibile. Quando scrivo sono il caos. So (più o meno) come qualcosa comincia, ma non sempre come finisce. Nella mia mente ho subito chiari quelli che sono i personaggi con le loro peculiarità, ma la storia… Ecco, questo è tutt’altro affare! Nei libri, come nella vita, cambiando un istante può cambiare tutto.

Prima di lasciarci, l’ultima domanda, che propongo a tutte le autrici che intervisto per Parole a Colori. Allunga una mano e tira fuori dal cassetto del tuo comodino un sogno, il primo che riesci ad afferrare. Cos’è?

Senza alcun dubbio del tempo. Se chiudo gli occhi visualizzo questo: una clessidra con i granelli che scivolano via lenti. Tempo per me. Tempo per le mie storie. Ma soprattutto tempo per le persone a cui voglio bene.

Grazie infinite a Sagara Lux per essere stata con noi, e in bocca al lupo per la tua carriera.

Grazie a voi, Tiziana, è stato veramente un piacere.





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