“Good time”: diseredati in fuga da una gabbia, fisica ed esistenziale

Josh e Ben Safdie firmano una versione crime di "Rain man", con un grande Robert Pattinson

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Un film di Josh Safdie, Ben Safdie. Con Jennifer Jason Leigh, Robert Pattinson, Barkhad Abdi, Ben Safdie, Marcos A. Gonzalez. Drammatico, 99’. USA, 2017

 

Il 25 maggio 2017 potrebbe essere ricordato come un giorno storico per il cinema internazionale, e probabilmente non è un caso che questo evento memorabile si sia verificato al Festival di Cannes.

Robert Pattinson – ammettiamolo, a sorpresa – ha dimostrato, dopo anni, che la parola ‘attore’ nella sua carta d’identità alla voce ‘professione’ non deve essere considerato un falso in atto pubblico.

Il merito va diviso in egual misura tra i fratelli Josh e Ben Safide, registi del film “Good time” presentato in concorso a Cannes, bravi a esaltare il belloccio di Twlight, tirandogli fuori doti interpretative del tutto inedite.

Connie (Pattinson) e Nick (Safdie), senza una famiglia alle spalle eccezion fatta per una vecchia nonna, per sopravvivere rapinano banche. Se non fosse che Nick è autistico.

Quando dopo una rapina finita male Nick viene arrestato, Connie inizia una folle e surreale corsa contro il tempo per salvarlo. Inizialmente cerca di trovare i soldi per pagare la cauzione del fratello, coinvolgendo l’eccentrica Corey (Leigh), poi escogita un piano per farlo scappare dall’ospedale dove è stato ricoverato.

Nel suo tentativo si ritroverà come involontario compagno Ray (Duress), inventore di una sostanza allucinogena, e finirà coinvolto in qualcosa di più grande di lui…

Immaginate di vedere la versione crime di “Rain man”, con al posto della coppia Cruise-Hoffman, questa giovane e del tutto inedita, che però sin dalla prima scena conquista il pubblico dimostrando una perfetta alchimia umana oltre che artistica, bucando lo schermo e risultando molto credibile.

L’attore Robert Pattinson sulla Croisette. Cannes 70

“Good time” è costruito su misura su Pattinson, che riesce con bravura, personalità e intensità a reggere la scena e il peso di un film che dal punto drammaturgico funziona solamente nella prima parte, perdendo poi credibilità, originalità e fluidità.

La regia dei fratelli Safdie è apprezzabile e degna di menzione per lo stile visionario, fresco e folle, e naturalmente anche per la capacità di esaltare le doti nascoste dell’attore protagonista.

Comunque vadano le cose nella serata conclusiva di Cannes e poi al box office, il film resterà nella storia per avere reso Robert Pattinson un attore con la A maiuscola – vi pare poco?!

 

Il biglietto da acquistare per “Good time” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto
(con riserva). Sempre.

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