“Enfants perdus”: infanzia violata e periferie degradate nel corto di Dantini

Nel quartiere di Tor Bella Monaca il piccolo Adriano è forza-lavoro per l'attività di famiglia: lo spaccio

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Un film di Ermanno Dantini. Con Christian De Martino, Andrea Tornisiello, Lidia Vitale, Patrizio Simoni, Manolo Fidanza. Cortometraggio, 16’. Italia, 2017

 

Il mondo è cambiato, dicono gli storici. La globalizzazione è stata prima salutata come il fenomeno che ci avrebbe condotti a un futuro migliore, poi condannata sia dagli economisti che dalle persone comuni come una piaga.

Internet ha aperto nuove frontiere, per la comunicazione, gli scambi, il commercio, ma presenta anche diverse criticità che i Governi faticano ad affrontare.

Insomma, il Terzo millennio è appena iniziato, ma al momento il bilancio di questi diciassette anni sembra in perdita.

Quello che maggiormente inquieta è constatare con quale velocità, nel nostro mondo che si bea di definirsi moderno, si cresca, come in certi contesti i diritti dei minori vengano violati – e no, non serve andare dall’altra parte del mondo, per vederlo.

La perdita dell’innocenza è da sempre un tema molto dibattuto da scrittori e registi. Ebbene oggi, nel nostro Paese, la realtà ha superato la finzione.

Ermanno Dantini, con il suo secondo, coraggioso cortometraggio “Enfants Perdus”, punta i riflettori su una piaga sociale: il degrado crescente delle periferie urbane, dove lo Stato ha abdicato al suo ruolo di controllo e imperversa la criminalità organizzata.

Adriano (De Martino), otto anni, vive nel quartiere di Tor Bella Monaca. Potrebbe sembrare un bambino come gli altri, ma invece di giocare con i coetanei, lui aiuta la madre (Vitale) e il fratello Stefano (Tornisiello) nell’attività di famiglia: il confezionamento e lo smercio di droga. Nello zainetto, insieme a un vecchio fumetto, Adriano nasconde la cocaina che ogni giorno deve consegnare a qualche corriere della capitale.

Una storia semplice quanto tragica, raccontata attraverso gli occhi sperduti e tristi di un bambino considerato come forza lavoro dalla stessa madre, impegnata più a gestire l’attività adesso che il marito è in carcere che a pensare all’infanzia rubata al figlio.

Adriano è il simbolo amaro e sciagurato di una società che ha perso di vista le priorità, come quella di proteggere gli indifesi.

Ermanno Dantini firma un cortometraggio urgente e potente, non solo sul piano artistico ma anche su quello sociale e politico, lasciando sincere e profonde emozioni nello spettatore.

Il giovanissimo Christian De Martino, 6 anni, merita una menzione speciale per la sua performance dove dimostra talento, personalità e presenza scenica.

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