Si chiama Chiara Albertini, è una giovane autrice romagnola, laureata all’Università di Bologna.

La sua tesi di laurea, in Lingua e letteratura inglese, è diventata un saggio, “Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters”, ha vinto il Premio Carver nel 2012 e si è aggiudicata il secondo posto al Premio Franz Kafka Italia.

Il romanzo “Nel cuore di una donna”, edito da StreetLib, ha segnato il suo esordio nel mondo della narrativa. A questo è seguito “Vento dall’Est”, pubblicata nella collana YouFeel dalla Rizzoli.

In questa intervista parleremo con Chiara Albertini dei suoi lavori, della sua formazione, ma anche della strada migliore per un autore per realizzarsi nel nostro Paese.

 

Ciao Chiara, grazie per essere qui con noi su Parole a Colori.

La tua tesi di laurea è diventata un saggio, che ha anche ricevuto dei riconoscimenti. Hai pensato sin dall’inizio di fargli prendere la via della pubblicazione?

Ho pensato di pubblicare la tesi in una sorta di omaggio a una scrittrice conosciuta in tutto il mondo (Ellis Peters, ndr), una scrittrice che ha toccato il cuore lettori e appassionati del genere poliziesco a sfondo religioso. Il fatto che in italiano non vi fosse ancora alcuno studio analitico sulla vita e sulle opere dell’autrice inglese è stata un’ulteriore spinta in tal senso.

Nel 2014 hai pubblicato invece il tuo primo romanzo, “Nel cuore di una donna”. Quando hai iniziato a lavorare a questo progetto?

La stesura del mio romanzo d’esordio è avvenuta poco dopo la pubblicazione del saggio. È stato un intimo bisogno, un processo naturale, del tutto spontaneo, desiderare di mettere nero su bianco il mondo che avevo dentro, per condividerlo con il lettore.

Come sono nati il titolo e la storia?

Nei miei romanzi la ricerca del titolo e la creazione della storia vanno sempre di pari passo, nel senso che non nasce prima l’uno e poi l’altra o viceversa, ma sono reciprocamente necessari. Non appena nasce l’idea di un’ipotetica trama, di rimando sviluppo il titolo, mantenendolo poi fino alla pubblicazione. È andata così anche in questo caso.

Il tuo primo romanzo è uscito in self publishing. Scelta consapevole, esperimento oppure piano b, dove il piano a era proporlo a un editore e farlo pubblicare da lui?

Ho proposto “Nel cuore di una donna” ad alcune case editrici, in effetti, ma quando non ho ricevuto proposte concrete da parte loro ho intrapreso il percorso del self publishing – che io considero parallelo, non di ripiego – e che ha saputo finora darmi belle soddisfazioni personali.

Oltre alla laurea, hai frequentato un corso di editing e correzione di bozze. Ci parli di questa tua esperienza?

Ho scelta di frequentare un corso editoriale, durato poco più di sei mesi, per maturare competenze adeguate per una mia eventuale introduzione nel settore editoriale, professionalmente parlando. Al di là di tutto, ho notato un arricchimento personale, che si è riflesso nella stesura del mio secondo romanzo, “Vento dall’Est”, un’opera più matura nel complesso.

Al momento stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Attualmente sono impegnata nella stesura del mio terzo romanzo, che avrà un’ambientazione italiana, non più estera come nel caso dei primi due.

Prima di salutarci, hai dei consigli da dare a chi sogna di fare lo scrittore e si trova per la prima volta ad affrontare il mondo dell’editoria? Pensi che frequentare dei corsi o dei master di settore possa aiutare?

Il primo consiglio che mi sento di dare è senz’altro quello di leggere molto – non è mai abbastanza! – e di tutto un po’: narrativa, poesia, saggistica, articoli di giornale, perché dalla lettura si approda alla (eventuale) scrittura, non il contrario. Frequentare qualche corso in ambito editoriale, anche laboratori di scrittura creativa, non può che essere positivo, ma prima bisogna sincerarsi che siano percorsi validi, strutturati, cose del genere.

Grazie a Chiara Albertini per essere stata con noi, e in bocca al lupo per tutto.

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