Chi ha scritto un libro lo sa bene: la settimana dell’uscita – che sia in formato cartaceo o digitale poco importa – è una delle più difficili in assoluto. Il dado è tratto, il prodotto è confezionato e ora la palla, dalle mani dell’autore, passa al pubblico, che decreterà successo o disfatta del romanzo.

Se i commenti e le recensioni on-line possono essere delle vere pugnalate, avere un confronto diretto con i lettori e con la critica non è detto sia più semplice.

In caso però vi capitasse di trovarvi dall’altra parte, nella veste di pubblico in sala, ecco 10 frasiriprese da un post dell’Huffington Post – da non dire a un autore che ha appena presentato un libro, a meno di non voler provocare una reazione incontrollabile.

Writer

1. Stai per pubblicare un libro? Congratulazioni! Troverò certamente il tempo per leggerlo.

2. Insomma hai pubblicato un libro, eh? Buono a sapersi. Potresti aiutarmi con il mio. Non è ancora pronto per la stampa, ma ho già completato un migliaio di pagine. Gli daresti un’occhiata?

3. Ho sentito dire che ricevere recensioni negative è meglio che non riceverne affatto.

4. Dove andrai per il tour promozionale? In Italia? All’estero? Deve essere fantastico muoversi in limousine.

5. Non ho mai avuto abbastanza tempo libero per scrivere un libro.

6. Ehi, adesso che hai pubblicato il tuo libro non è che puoi darmi una fascetta pubblicitaria da aggiungere al mio?

7. Sono sorpreso che il comparto dell’editoria non sia ancora fallito – sai, per via dei video-game e di Netflix. E hai sentito che hanno chiuso da poco quella libreria storica in centro?

8. Cercherò il tuo libro su Amazon. È incredibile quanti libri abbia scaricato gratuitamente sul mio Kindle.

9. Ho sentito che per fare davvero i soldi scrivendo devi provare con la letterature erotica.

10. Quando uscirà il film tratto dal tuo libro?

 

Allora, cosa ci dite amici scrittori? Vi è mai capitato di sentirvi rivolgere qualche frase improbabile, alla presentazione del vostro romanzo? Quali sono, secondo voi, le cose peggiori da dire e da ascoltare? Siamo curiosi di conoscere le vostre storie e le vostre disavventure.

16 COMMENTS

  1. Il mio libro sta per uscire. Ho paura di frasi tipo: Non ho mai avuto abbastanza tempo libero per scrivere un libro.
    A questo punto, credo che appunterò sul mio moleskine tutte le domande più divertenti che mi verranno proposte.

    • In bocca al lupo! ^^
      Se appunti qualcosa di divertente… non dimenticare di farcelo sapere. Siamo sempre alla ricerca di nuovi spunti. 😉

  2. Ogni anno partecipo (a volte come organizzatrice a volte come semplice lettrice) al progetto lettura che si organizza nel liceo dove lavoro. Il progetto consiste nell’incontro degli studenti che hanno letto i libri con i rispettivi autori. Per ogni incontro, il rappresentante di uno degli “sponsor” a cui – ahimè -siamo costretti a ricorrere per finanziare parte della spesa dei libri acquistati prende la parola e dice: ” Non ho avuto tempo di leggere il Suo libro, a causa del lavoro, degli impegni familiari, ma sembra interessante infatti io penso…” e l’intervento dura mezz’ora!
    Che brutto esempio di fronte agli autori (Dorfles, Maraini, Molesini, Augias, Gamberale…) e di fronte agli studenti (tantissimi) che il libro lo hanno letto, apprezzato e recensito…

    • vado spesso a presentare i miei libri nei licei, ma – per evitare – invio un paio di copie cartacee e offro loro gratuitamente il pdf. Almeno sono certa che i ragazzi abbiano letto e talvolta riusciamo a evitare sponsor disinteressati alla lettura.

      • Be’ da ex studentessa non posso che apprezzare il tuo modus operandi. Non c’è niente di peggio che incontrare un autore di cui non si conosce nulla, che parla di un libro che nessuno ha letto. ^^

  3. Ho partecipato ad una presentazione sola. Era venuto Luis Sepulveda al mio paese a parlare di non ricordo quale libro. So che era il 2003. Una delle ultime edizioni di ChiaroScuro. Non mi ricordo però domande idiote, forse perché eravamo più attenti ad ascoltare quello che ci stava dicendo che a pensare a fare domande. Interessante! Veramente interessante!!!!!

    • Il Salone del Libro di Torino docet: qualche volta le presentazioni dei libri possono essere bei momenti di condivisione di esperienze e di ascolto. ^^

  4. Capita spesso di organizzare incontri con autori per adulti e ragazzi.
    Le domande più divertenti le pongono i bambini, gli adulti non escono mai dallo standard:”Quando scrivi?” “Il tuo libro preferito?” “Quel che accade nel libro l’hai vissuto tu?”…
    Ma capita spesso questa affermazione, direi che non è piacevole:
    “Ho acquistato il suo libro perchè la copertina/ il titolo, mi attirava…”
    aiutooo!!! kikka

  5. “Allora, come sta andando il tuo libro?” è una delle peggiori domande che spesso mi vengono rivolte, come se io ogni giorno ricevessi dall’editore un rendiconto dei libri venduti, come se il mio libro si trovasse ai primi posti delle classifiche di vendita. E poi mi chiedo spesso: qual è il criterio per decidere se un libro sta andando bene o no? “Cosa significa per te scrivere?” è un’altra domanda che mi irrita un po’, a cui risponderei: “Significa prendere in mano penna e carta e mettere giù qualche parola, oppure prendere in mano il computer, e battere i tasti cercando di seguire un criterio logico”.

    • Caro Luca, sulle domande banali da rivolgere a uno scrittore (ma anche ai lettori) si dovrebbe aprire un capitolo infinito… Purtroppo non è facile trovare spunti originali, anche da giornalista, e talvolta si cade vittima del già detto e già sentito.

  6. Alla pubblicazione del mio primo libro un tizio che mi contattò su facebook mi chiese dei consigli per uno suo. Ritengo la scrittura una forma d’arte piuttosto personale, altrimenti saremmo fotocopie l’uno degli altri. Tuttavia mi provai a spiegare tre o quattro cose e a dargli delle dritte per pubblicare in self-publishing.
    Sono al quarto libro pubblicato, ma di questo signore non ho avuto più notizie. Chissà se è riuscito nel suo intento.

    • Be’ certo condividere esperienze e consigli può non essere un male. Poi bisogna vedere se gli altri fanno tesoro della nostra esperienza. ^^

  7. Come casa editrice organizziamo eventi per i nostri autori e in occasione di una presentazione è successo che un altro potenziale autore sia venuto per propormi il suo manoscritto, visto che era in zona. Non ha partecipato alla presentazione, prima di iniziare era già andato via e davanti al tavolo con i libri ha chiesto se fosse ordinabile su internet, togliendosi forse l’imbarazzo davanti all’altro autore. L’ho trovato scortese, certo non si può obbligare nessuno ad acquistare libri, infatti non lo ha mai ordinato neanche su internet, ma sarebbe stato meglio stare zitto. Se per qualsiasi motivo vado alle presentazioni personalmente una copia la compro, anche se non dovessi rimanere fino all’ultimo.. oltretutto è lì disponibile, più comodo di così.. ma forse a qualcuno piace più scrivere che leggere… mi è tornato in mente leggendo la nr 8 🙂 In generale penso che non ci si renda molto conto di cosa vuol dire scrivere e pubblicare un libro, altrimenti non si farebbero certe domande..

    • Cara Cinzia, purtroppo concordo profondamente con la tua riflessione: in Italia ci sentiamo tutti un po’ scrittori, e poco lettori. La maggior parte della gente, però, come hai notato tu, non ha proprio idea di cosa voglia dire scrivere e pubblicare un libro – per questo, nei confronti degli altri esordienti, non c’è quel cameratismo che uno potrebbe aspettarsi.

  8. I punti 1, 8 e 9 per me sono dolenti, assieme alla domanda: “Allora, come vanno le vendite?”. Avvilente, specie quando mi viene detto che farei soldi scrivendo robacce pesudo-porno o fregole adolescenziali e che scrivendo gialli a tinte forti o storie dell’orrore non andrò da nessuna parte. Poi magari chi me lo dice non sa nemmeno da che parte si apre un libro perchè “non ho mai tempo, ho il Kindle, scarico gratis, ordino solo online”. Eh beh.
    In una cosa però sono stato fortunato: nessuna di queste domande mi è mai stata rivolta durante la presentazione di un mio libro. Le hanno tenute tutte quante per dopo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here