“Wonderstruck”: Todd Haynes arricchisce la graphic novel di senso

Tratto da "La stanza delle meraviglie” di Brian Selznick, una favola moderna in concorso a Cannes

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Un film di Todd Haynes. Con Oakes Fegley, Julianne Moore, Michelle Williams, Millicent Simmonds, Jaden Michael, Tom Nooan. Avventura, 120′. USA 2017

Tratto dal libro “La stanza delle meraviglie” di Brian Selznick

 

Chi l’ha detto che le favole, oggi, non piacciono più e che il mondo è avvolto da un impenetrabile mantello di cinismo?

Todd Haynes spiazza i suoi numerosi fan portando in concorso a Cannes 70 un film sulla carta ben lontano dalla sua idea di cinema, ispirato a un romanzo molto apprezzato tra i giovani.

Il regista, mai come questa volta, dimostra, oltre a una buona dose di coraggio o incoscienza, a seconda di come vogliate chiamarla, un quid artistico che lo distingue da molto suoi colleghi.

“Wonderstruck – La ragazza delle meraviglie”, per come è stato ideato, scritto e messo in scena, potremmo definirlo una fiaba moderna.

Lo spettatore conosce e segue in modo alternato le vicende di Ben e Rose, cronologicamente distanti 50 anni.

Ben non ha mai conosciuto il padre e di recente ha perso anche la madre in un incidente. Una notte, mentre sta rovistando in un ripostiglio, si trova tra le mani un prezioso indizio per scoprire qualcosa sul padre.

Prima di poter fare qualcosa, però, rimane quasi fatalmente fulminato e si ritrova in ospedale sordo. Nonostante l’handicap, Ben scappa per raggiungere New York.

Ha inizio così la svolta drammaturgica che scuote il film, fino a quel momento esteticamente bello ma un po’ lento.

La storia si fa in due. Nel 1922 Rose viene isolata per via della sua sordità e per la smodata passione per un’attrice – passione che la porterà persino a scappare dalla casa del burbero padre.

Una Julianne Moore incredibilmente invecchiata, nel film di Todd Haynes. 2017

Lo spettatore segue le alterne vicende dei due ragazzi che seppure sulla carta non hanno nulla in comune e vivono le rispettive ricerche in epoche diverse vengono misteriosamente spinti uno verso l’altro.

Rose si muove in una New York in bianco e nero, Ben sgomita e cerca indizi nella stessa città ma a colori.

La scelta di Todd Haynes di differenziare il mondo dei due protagonisti usando o meno il colore si rivela felice e funzionale alla godibilità della storia. Questo, insieme a una bella colonna sonora, permette di creare un sincero e intenso legame tra i personaggi il pubblico.

“Wonderstuck” è una storia delicata, ben scritta, capace di regalare un brivido e un filo di commozione, anche per il talento dimostrato dai giovani interpreti.

I legami familiari sono probabilmente i più importanti per un individuo, e come ci dimostra il commovente e poetico finale non è mai troppo tardi per scoprire le proprie radici.

La storia di Ben e Rose vi donerà insieme un sorriso e una lacrima, non male per una favola, no?!

 

Il biglietto d’acquistare per “Wonderstruck – La ragazza delle meraviglie” è: Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

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