Vittoria Tomasi: romanzi e avventure nel nome di Anita

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Vittoria Tomasi, nata a Codigoro ma abitante di Comacchio, ha iniziato a collaborare con alcune testate giornalistiche del ferrarese subito dopo il diploma. Nel 2012 si è laureata in Comunicazione pubblica ed è diventata giornalista pubblicista. Nel 2014 è uscito il suo primo romanzo fantasy, Anita e la Setta dei Padroni del Tempo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con questa 24enne, amante della scrittura e piena di voglia di fare, per scoprire cosa l’ha portata dal giornalismo alla narrativa e cosa vede nel suo futuro.

Coma è nata in te la passione per la scrittura?
Datemi una pagina di Word, un foglio di carta o un semplice tovagliolo e vi narrerò del mondo, anzi dei mondi! Sono una giornalista di 23 anni e scrivo racconti da quando ero bambina. La mia prima storia è ancora racchiusa in un cassetto della mia stanza, custodita da un piccolo quaderno a quadretti. Da eterna devota alla vita e alla fantasia, ho sempre amato narrare storie e avventure vissute da protagonisti reali o immaginari di questi o altri mondi. Naturalmente, devo farlo solo nel tempo libero: quando sono in veste di giornalista devo rimanere estremamente fedele ai fatti!

Parlaci del tuo percorso professionale…
Ho iniziato a collaborare con diversi quotidiani a 19 anni, subito dopo il diploma. Sono passata di rivista in rivista, fino a diventare corrispondente del Resto del Carlino di Ferrara. Grazie a questa continua collaborazione sono riuscita a ottenere i requisiti per iscrivermi all’albo dei giornalisti dell’Emilia-Romagna nel 2012. La mia prima avventura come scrittrice l’ho invece intrapresa quest’anno, nel 2014, grazie alla pubblicazione di diversi racconti su varie antologie e del mio primo romanzo fantasy-storico Anita e la Setta dei Padroni del Tempo (edito da Editore Mannarino).

Raccontaci qualcosa di questo primo progetto di ampia portata…
La storia è ambientata tra il Brasile e l’Italia e porterà il lettore a scoprire, insieme alla protagonista, alcuni dei misteri celati per secoli dalla Setta dei Padroni del Tempo. Nelle pagine del mio libro mi sono divertita a giocare con la storia e con la magia, rievocando anche alcuni momenti dello sbarco in Italia di Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Questo è un piccolo tributo alla storia del mio paese (Porto Garibaldi, Ferrara): un riferimento storico che si amalgama alle avventure della giovane eroina del romanzo, che si troverà ad affrontare numerosi pericoli e una ciurma di spietati mercenari per poter portare a termine una missione per la quale era stata prescelta da generazioni. Anita infatti è una ragazza nata in un villaggio della foresta amazzonica tormentata da un sogno ricorrente al quale però non riesce a dare alcun significato. L’unica persona capace di aiutarla è la veggente del villaggio, misteriosamente scomparsa dopo un loro incontro. Per risolvere questo enigma, la protagonista si troverà catapultata in una serie di eventi concatenati che la porteranno ad attraversare l’oceano Atlantico insieme a strani personaggi pronti a sostenerla nel compimento di una misteriosa missione che non sapeva nemmeno di avere.

Come è nata l’idea per Anita e la setta dei Padroni del tempo? Possiamo dire che la genesi è stata particolare… 
Il romanzo, uscito da pochi giorni in tutte le librerie e i canali on-line, è nato per caso. Circa un anno e mezzo fa, navigando su internet, ho scoperto l’esistenza di un concorso che richiedeva la stesura di un racconto su Anita Garibaldi. Non volevo lasciarmi sfuggire questa occasione, visto che ho sempre amato quella figura storica legata al mio paese, così ho iniziato a scrivere l’incipit della mia storia. Frase dopo frase, però, le idee hanno iniziato a svilupparsi sempre di più, fino a dar vita a un’avventura completamente diversa da quella che avevo immaginato. Così, ho trasformato la protagonista in un’altra “Anita” e ho cominciato a narrare la storia del suo lungo viaggio. Per non tralasciare l’idea iniziale ho anche mantenuto uno stretto legame con la storia di Anita Garibaldi, vissuta più di un secolo prima rispetto alla giovane eroina del mio romanzo, e ai luoghi storici da lei toccati. Il tutto naturalmente amalgamato in salsa fantasy, con un tocco di magia e un pizzico di mistero. Non ho mai partecipato a quel concorso, ma in compenso ho dato vita al mio primo romanzo.

Com’è stato l’avvicinamento al mondo editoriale? Hai trovato subito qualcuno che credesse in te oppure hai dovuto fare i conti anche con i rifiuti?
Come credo tutti, o almeno la maggior parte degli esordienti, il primo passo verso il mondo editoriale è stato una ricerca delle case editrici grandi e piccole “compatibili per genere e richieste” con il mio manoscritto. Una volta stilata una lunga lista, ho iniziato a propormi come esordiente con mail e raccomandate. Fortunatamente non ci è voluto troppo tempo per trovare qualcuno che credesse in me: dopo alcune proposte (alcune a contributo) ho preso i contatti con Editore Mannarino, una piccola casa editrice nel bresciano, con la quale ho avuto fin da subito un ottimo rapporto.

Come valuti il mercato editoriale per un giovane scrittore? Ci sono spazi? Oppure è molto difficile affermarsi?
Affermarsi nell’attuale mercato editoriale è senz’altro molto difficile. Basti pensare che molte librerie famose, se non sei un autore conosciuto e affermato, stentano a tenere ed esporre i tuoi libri. Resto tuttavia convinta che se uno scrittore ha la stoffa, prima o poi, riuscirà a emergere e trovare una casa editrice (anche se piccola) che crede in te è già un primo passo. E poi, da qualche parte bisognerà pur iniziare.

Hai pensato subito alla pubblicazione cartacea o hai preso in considerazione anche il digitale?
Il mio primo pensiero è stato quello di procedere per la via della carta stampata. Nonostante il mondo del digitale sia accattivante per la sua immediatezza e praticità e offra certamente possibilità nuove, infatti, ero più attirata da una pubblicazione tradizionale. Poter toccare con mano un libro scritto da me mi da la certezza che il mio sogno di diventare scrittrice stia iniziando a prendere forma.

Quali sono i tuoi progetti, adesso? Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?
Mi piacerebbe continuare a scrivere e pubblicare romanzi, anche perché la mia fantasia è in continuo movimento. In questo momento sto lavorando a un progetto che si discosta totalmente dal genere fantasy, ma ho già in mente di dare un seguito alle avventure della protagonista di Anita e la Setta dei Padroni del Tempo. Tra un impegno e l’altro cercherò di metterle giù su carta.

E il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di diventare scrittrice. Adesso che, in parte, sono riuscita ad aprire quel cassetto grazie alla mia prima pubblicazione, il sogno è diventato un po’ più ambizioso: vorrei potermi affermare come scrittrice ed esser capace di far emozionare tutti i miei lettori (che spero con il tempo diventino numerosi).

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