di Federica Rizzo

 

Un film di Matt Reeves. Con Gabriel Chavarria, Woody Harrelson, Andy Serkis, Steve Zahn, Judy Greer, Sara Canning. Fantascienza, 140’. USA, 2017

 

Capitolo conclusivo della trilogia prequel de “Il pianeta delle scimmie”, “The War” di Matt Reeves riprende la storia esattamente da dove si era concluso il precedente “Apes revolution” (2014).

La guerra tra la fazione degli umani e quella delle scimmie è agli sgoccioli, la malattia e la paura di estinzione di una delle due razze porta i rispettivi leader a comportarsi in maniera estrema e controversa.

Da una parte abbiamo l’ormai noto Cesare (un maestoso Andy Serkis), leader indiscusso della fazione delle scimmie e promotore della pace tra le due fazioni. Dall’altra Il Colonnello (un buonissimo Woody Harrelson), che invece sogna di riscrivere la storia, portando sul suolo americano un regime totalitario – con tanto di campi di lavoro – e conseguente sterminio delle scimmie.

Pescando a piene mani dalla saga classica, con conseguente riproposizione di idee, ambientazioni, citazioni, e utilizzando una regia vecchia scuola, che emerge ad esempio dall’ambientazione western che ricorda i film di guerra, “The War – Il pianeta delle scimmie” risulta il film più riuscito della trilogia.

Appassionante e commovente, la pellicola pone, per la prima volta, al centro della narrazione le scimmie: sono loro le protagoniste dell’opera ed esaltano la motion capture a livelli mai visti prima.

La storia inizia in media res: la guerra è iniziata ed è in pieno svolgimento. Le scimmie sono ormai evolute, ma mentre queste acquistano umanità, gli umani la perdono. Un’apparente lentezza introduttiva si fa strada, e aggiunge elementi man mano che si procede con la narrazione diventando l’elemento introspettivo della pellicola.

A Reeves poco importa la mitologia, è più interessato all’analisi psicologica, alle allegorie che questa saga può offrire sulla politica e sulla società. E quello che ne viene fuori è un’immagine di desolazione.

Nei suoi 140 minuti, “The War – Il pianeta delle scimmie” rielabora i topoi del genere bellico asservendoli a una critica socio-antropologica mai didascalica ma sempre vividissima.

Una storia di vendetta personale, di civiltà e di guerra, la guerra che si trova dentro ognuno di noi, in cui lo scontro nei cunicoli dell’animo viene consumato tra velleità pacifiste e brama di vendetta.

E il sospetto nasce spontaneo: forse chi sembra deputato a sostituire gli uomini non è così diverso né moralmente superiore? Eppure è proprio il continuo e pedissequo ripetersi degli errori umani – sempre quelli, sempre gli stessi – che suggerisce un’ulteriore domanda: le scimmie evolute, saranno una razza migliore di quella umana?

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