di Pasquale De Carlo

 

Un film di Sally Potter. Con Cillian Murphy, Emily Mortimer, Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Cherry Jones. Commedia, 71′. Gran Bretagna, 2017

Un appartamento, sette persone e mille segreti con altrettante bugie: il tutto nell’arco di una serata. È quanto accade a casa di Janet e Bill, pronti a ricevere gli amici più stretti per un party celebrativo: la donna è stata nominata ministro-ombra della salute per i laburisti. Mentre la moglie sembra pregustare la vittoria maneggiando tra i fornelli, il marito appare preoccupato e distratto. È sufficiente una sua confessione a scatenare fra gli ospiti un dirompente effetto domino.

 

Cinefili incalliti, preparatevi a vestirvi a lutto. A gennaio 2018 siete infatti tutti invitati al funerale degli ideali progressisti della sinistra radicale organizzato da “The Party”, una pellicola sagace, in bianco e nero, che in occasione della seconda giornata della Festa del Cinema di Roma, in anteprima stampa, ha dato estrema e dissacrante unzione a sanità pubblica, femminismo e arcobaleni.

Il film, scritto e diretto da Sally Potter, racconta l’evolversi di una conviviale festicciola fra intimi amici di partito che festeggiano la nomina di Janet (Scott Thomas) al ruolo di Ministro ombra dell’opposizione. La giornata sembra andare avanti tranquilla, finché il marito della festeggiata, depresso e alcolizzato, non fa un annuncio esplosivo che metterà in crisi l’intero sistema di valori che unisce la combriccola.

Un’opera dal gusto tragicomico e raffinato che brilla e diverte gli spettatori in sala, piegati in due dalle risate per il modo con cui l’elemento drammatico si smonta di fronte al British humor che insaporisce il film dall’inizio alla fine, e che viene magistralmente accompagnato dalla colonna sonora.

La vicenda è ambientata nella casa dei festeggiati, ed è ovvio che all’interno di quattro mura il successo del film sia più che mai legata alla genialità della Potter, che scandisce i tempi tragicomici di una pellicola sempre incalzante e mai banale.

Va poi messa in risalto l’abilità attoriale di un cast di primissimo livello. Ogni attore interpreta e smaschera un particolare archetipo della sinistra. C’è la dirigente di partito tenace e caparbia che lotta per gli ideali in cui crede (Scott Thomas), e il vecchio luminare universitario macerato dalla depressione e dall’alcool (Spall). C’è il “life coach” alternativo, seguace delle tradizioni Vodoo (Ganz) e la coppia di lesbiche che sta aspettano tre figli grazie alla fecondazione in vitro (Jones e Mortimer).

Non poteva mancare la disillusa che in un passato più o meno remoto ha creduto in ciò che ora è il motivo per cui sfotte il resto della comitiva (Clarckson),e per finire l’outsider, il finanziere capitalista cocainomane (Murphy).

La forte connotazione ideologica dei personaggi accentua la loro progressiva “destrutturazione”, poiché le contingenze drammatiche che affiorano all’improvviso mettono a nudo tutta l’inadeguatezza delle pompose massime che impregnano le conversazioni dei protagonisti.

Insomma, un mix perfetto di elementi che si fondono in un film entusiasmante.

 

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