“Tempo da elfi”: un noir tosco-emiliano dal ritmo d’altri tempi

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli firmano una storia di boschi, personaggi genuini e mistero

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BOSCHIVO. MISTERIOSO. ANTICO

Quando ho scelto di leggere “Tempo da elfi” di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, edito da Giunti, non avevo bene idea di cosa mi sarei trovata davanti – tanto che, contrariamente a quello che faccio di solito, ho pensato bene di dare una scorsa alla trama, così, per farmi un’idea, e non lasciarmi ispirare solo dalla copertina e poco più.

Manco a dirlo, il pensiero che mi ero fatta attraverso il solo titolo – che si trattasse di un fantasy o qualcosa del genere – era clamorosamente sbagliato.

Questo è un giallo italiano, anzi, tosco-emiliano, un giallo con il ritmo da libro di altri tempi, da storia di altri tempi. C’è una patina di antico, nelle parole dei due autori e nel loro modo di raccontare. Probabilmente la cosa si deve anche al fatto di descrivere una piccola comunità – quella di Casedisopra, nell’Appennino – quasi fuori dal tempo, cristallizzata in un presente simile al passato, un microcosmo che sembra trovarsi in un altro Pianeta.

Gli elfi a cui accenna il titolo, e che io avevo erroneamente immaginato con le orecchie a punta e gli archi, in realtà sono una comunità di “fuori dal mondo”. Avete mai visto la serie americana con questo titolo? Quella con protagoniste persone – bizzarre, nella stagrande maggioranza – che hanno scelto di vivere fuori dalla civiltà, in armonia completa con la natura? Ecco, leggendo il romanzo ho pensato che gli elfi di Casedisopra ci sarebbero stati benissimo, insieme a cacciatori nomadi e coltivatori.

Stanchi del mondo, del consumismo e della società contemporanea, uomini e donne, ragazzi e ragazze lasciano tutto e si rintanano nei boschi, andando ad abitare in vecchie cascine abbandonate, senza elettricità o acqua corrente. Per vivere coltivano la terra, scambiano i loro prodotti in Paese con ciò che gli manca, si ingegnano per tirare avanti senza denaro e comodità moderne. Insomma, fuori dal mondo!

Questa comunità di pacifici hippy di ritorno viene sconvolta – oppure anche no, visto che in apparenza nessuno sembra aver conosciuto e neppure incontrato il Ramingo – da una morte improvvisa. Un ragazzo senza documenti viene ritrovato sul fondo di uno strapiombo, nella foresta. Si è trattato di un incidente oppure qualcuno lo ha spinto di sotto?

A indagare Marco Gherardini, detto Poiana, trentenne ispettore della Forestale. Come dite? Ma la Forestale non è stata assorbita dall’Arma dei Carabinieri quindi, in sintesi, è scomparsa? Vero, il 31 dicembre 2016 è stata trasferita bel neonato Comando Unità Carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare.

Qui però il cambiamento deve ancora avvenire, e Poiana lo guarda con preoccupazione e malinconia – perché lui è un Forestale per scelta, e se avesse voluto far parte dell’Arma avrebbe scelto quella no?!

Questioni ideologiche a parte, tra false piste, nuove amicizie, scoperte e tante scarpinate per boschi e montagne, l’ispettore arriverà a fare luce sugli eventi. Non senza colpi di scena.

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, autori del romanzo “Tempo da elfi”, edito da Giunti.

Come ho detto prima, “Tempo da elfi” ha un ritmo da romanzo d’altri tempi, una sua lentezza e poeticità che lo rendono un noir originale. La trama è lineare: ci sono un morto misterioso su cui il protagonista è chiamato a fare luce, un’indagine scandita da false piste e buchi nell’acqua, una serie di aiutanti più o meno collaboratovi (Adùmas, l’elfa Elena, i colleghi), qualche avversario.

Ci sono soprattutto due comunità – quella paesana e quella silvana – che nonostante la diffidenza e le diversità convivono pacificamente, un bel messaggio di speranza per il futuro del mondo.

I personaggi sono credibili, ben delineati e caratterizzati, sia i principali che i secondari. Nessuno dà l’impressione di essere stato messo lì per sbaglio o come mero riempitivo, ognuno ha la sua rilevanza ai fini della storia, il suo peso nell’economia complessiva.

La soluzione del caso non arriva in maniera affrettata, non è frettolosa e soprattutto, cosa più importante nei romanzi di questo genere, non dà a chi legge l’impressione di essere stata tirata fuori dal nulla. Tutto si svolge con coerenza, con i tempi giusti.

Insomma, un bel romanzo noir/giallo dove alla fine non è tanto la caccia al colpevole ad emergere quanto l’ambientazione.

 

SCONSIGLIATO. PUNTO DI DOMANDA. . CONSIGLIATO. IMPERDIBILE

 

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