Quello che la Disney non dice: le storie “vere” dietro ai cartoon più amati – 3

Le mille peripezie di Reperonzolo e del principe, la fine tremenda della Regina Cattiva e molto altro

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Terza e ultima parte della rassegna macabra – ma anche affascinante, bisogna dirlo – dedicata a quello che i cartoni animati Disney non ci hanno mai detto, ovvero i dettagli delle storie originali che sono stati fatti sparire dai film di animazione.

Chiudiamo l’argomento analizzando tre storie: “Rapunzel“, “Il re leone” e “Biancaneve e i sette nani“. Conoscevate questi dettagli poco rassicuranti?

 

RAPUNZEL

L’adattamento disneyano di questa storia è molto approssimativo, ma vale comunque la pena spenderci sopra due parole. Nella versione dei fratelli Grimm, Raperonzolo viene messa incinta dal principe prima del tentativo di fuga. La strega malvagia capisce quello che è accaduto, le taglia i capelli e la manda nella foresta. Quando il principe si presenta alla torre per vedere la giovane, la strega usa i capelli recisi come esca per attirarlo e dice che non rivedrà mai più Raperenzolo.

Il principe, dalla disperazione, si getta dalla finestra e si acceca con le spine che sono lì sotto. Inizia a vagare senza meta (ricordate che è cieco). Intanto Raperonzolo dà alla luce due gemelli. Guidato dal suono della voce di lei, il principe riesce a trovarli e le lacrime della ragazza gli rendono la vista. Poi tutti e quattro tornano al reame del principe e vivono per sempre felici e contenti. Questa è la dimostrazione che esistono anche fiabe con un lieto fine – anche se nascono bambini fuori dal matrimonio.

 

IL RE LEONE

Siete tra quelli (come me, lo ammetto!) che non hanno mai pensato che questo cartone animato altro non è che un adattamento molto libero dell’Amleto di Shakespeare? Il fratello geloso uccide il re, il figlio di quest’ultimo lo scopre e cerca vendetta. Rosencrantz e Guildenstern – volevo dire Timon e Pumba – lo distraggono dal suo proposito. Ma alla fine, il ragazzo riesce a uccidere lo zio cattivo. Piccola differenza? Nella tragedia di Shakespeare muoiono tutti, non solo il malvagio di turno. Bellezza del lieto fine targato Disney.

 

BIANCANEVE E I SETTE NANI

Nella versione dei Grimm, la Regina cattiva chiede al cacciatore di andare con Biancaneve nel bosco e ucciderla. Ma a differenza del cartone chiede di avere non solo il cuore, ma anche il fegato della ragazza. Il cacciatore, però, non riesce a portare a termine la missione, e dà alla regina gli organi interni di un cinghiale – che lei mangia.

Nel libro, poi, la regina fallisce ben due volte nel suo tentativo di uccidere la giovane, prima di darle la famosa mela avvelenata. Biancaneve la morde, perde i sensi e non può essere risvegliata. Viene messa in una teca di vetro. Un principe passa di là, la vede e vuole portarla via con sé (anche se lei dorme ancora). I nani, a malincuore, lo lasciano fare e mentre Biancaneve viene spostata il pezzetto di mela avvelenata le scivola via dalla gola. Chiaramente lei e il principe si sposano. Viene invitata anche la regina cattiva. Come punizione per la sua condotta, viene costretta a indossare scarpette infuocate e a danzare fino alla morte. Anche i buoi hanno le loro cadute di stile. O no?!

 

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