di Federica Rizzo

 

Un film di Jon Watts. Con Tom Holland, Marisa Tomei, Zendaya Coleman, Robert Downey Jr., Michael Keaton. Fantastico, 133′. USA, 2017

 

Dopo la trilogia diretta da Sam Raimi, il reboot con protagonista Andrew Garfield e tre Spider-Man diversi in sei pellicole, senza contare l’apparizione in “Captain America: Civil War”, l’uomo ragno è di nuovo tra noi.

Il Peter Parker interpretato da Tom Holland ha quindici anni, si divide tra scuola, amici, bulli, primi amori e le responsabilità da “eroe di quartiere”, con quei poteri che ancora non conosce del tutto.

Vivere una doppia vita non è facile per un teenager con super problemi, soprattutto quando l’unica ambizione è quella di venire richiamato dal suo mentore Tony Stark – alias Iron Man – per far parte della squadra degli Avengers.

Peter Parker si sente pronto al grande salto da supereroe. Ma lo è davvero?

“Spider-Man: Homecoming”, diversamente dai precedenti film, non mostra gli inizi del personaggio, con morsi di ragno e Mary Jane a fargli perdere la testa – anche se la scena del bacio a testa in giù, rimasta nel cuore di molti, viene simpaticamente omaggiata.

Il Peter interpretato magistralmente da Tom Holland è più vicino al ragazzino imbranato, timido e secchione dei fumetti che all’uomo maturo e sicuro di sé dello SpiderMan di Tobey Maguire.

L’opera si muove volutamene su scala ridotta, tra le strade del Queens e una gita scolastica a Washington. Questa dimensione meno spettacolare e dispersiva è il vero punto di forza della pellicola di Jon Watts, che racconta persone normali che, anche in possesso di poteri straordinari, continuano a conservare gelosamente la vita di tutti i giorni.

Un teen movie in piena regola, divertente e avvincente, che intrattiene con battute ben scritte e concetti semplici. Un film rivolto a un pubblico giovane ma che anche agli appassionati del mondo Marvel sapranno apprezzare.

La regia di Watts è esperta, capace di regalare un ritmo serrato e alcune scelte azzeccate.

Menzione speciale per l’Avvoltoio di Michael Keaton, la cui performance è semplicemente mozzafiato. Finalmente un villain con una storia da raccontare, lontano dai soliti stereotipi. Un lavoratore dai modi rozzi ma che cerca di darsi un tono, un imprenditore edile prima e un trafficante d’armi poi, il cui unico obiettivo è garantire un tenore di vita elevato all’amata famiglia.

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