“Sottovoce”: a Cannes presentata l’opera di Fabrizio Benvenuto

Un mediometraggio con Stella Egitto e Marina Crialesi sul potere del passato e il coraggio di guardare avanti

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Un mediometraggio di Fabrizio Benvenuto. Con Stella Egitto, Marina Crialesi, Alice Pagotto, Titti Cerrone, Nicole Sposini, Victoria Pucchiarelli, Antonio Tebisonda, Vincenzo Iantorno.

Coprodotto da Francesco Scura, Antonio Trebisonda, Giuseppe Benvenuto e Fabrizio Benvenuto

 

Sarebbe bello se il passato potesse essere soltanto una delle tre unità di tempo in cui suddividiamo l’esistenza, se si potesse lasciarselo alle spalle, dopo averlo vissuto.

Sfortunatamente, rappresenta invece il peggiore esattore che possa esistere… ma lui non ci porta via denaro, ma serenità, pace ed equilibrio interiore, perché torna sempre a chiedere il conto.

Il passato è un tipo paziente, può impiegare anche anni prima di farsi avanti, ma state sicuri che prima o poi lo farà. Magari quando decidiamo di fare un passo indietro e riscoprire le nostre radici, tornare a casa.

È il caso di Anna (Egitto), un lavoro in una rivista di moda, la noia per la monotonia cittadina e le fiacche relazioni, che decide di tornare per qualche giorno ai Laghi di Sibari, un luogo magico, a lei molto caro, dal quale manca da oltre 15 anni.

In questo viaggio alla riscoperta dei profumi e dei panorami della sua infanzia la accompagneranno due colleghe.

Ai Laghi di Sibari incontrerà causalmente Melania (Crialesi), ragazza introversa che sembra nascondere qualcosa, con cui nascerà un forte legame.

Una gita in barca sul lago si trasformerà nella scintilla emotiva per avvicinare le due in modo totale, proiettandole in un vortice di emozioni e ricordi della loro giovinezza.

“Sottovoce” è una storia delicata, intrisa di passione e dolore in cui emergono con forza e incisività le emozioni e soprattutto le sofferenze interiori dei personaggi.

Fabrizio Benvenuto firma una sceneggiatura suggestiva, calda e avvolgente costruendo attorno ad ogni carattere un plot drammaturgico di spessore e grande potenzialità.

Però, paradossalmente, il limite della pellicola sta proprio nella ricchezza di spunti che presenta, così tanti da impedire lo sviluppo chiaro e lineare di una qualche linea narrativa. Il fil rouge che tiene insieme il tutto sfugge, trame e personaggi sembrano slegati tra loro.

La regia di Benvenuto è pulita, fluida, precisa e allo stesso tempo creativa, sensibile e capace di costruire una storia sentimentale e introspettiva.

Assolutamente da sottolineare la bellezza delle location scelte, brillantemente esaltate dall’ottima ed efficace fotografia.

Stella Egitto, nel ruolo di Anna, si conferma attrice e donna di grande talento e sensibilità, dando al suo personaggio una bellezza non solo fisica ma morale.

Quella formata con Marina Crialesi è una coppia artistica convincente, credibile e d’impatto.

Non si può fuggire dal passato, ci insegna il malinconico finale, ma una volta che lo avremo affrontato potremo almeno sperare di avere gli strumenti per non esserne più schiavi.

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