di Alessandra Pappalardo

 

Una serie ideata da Judd Apatow, Paul Rust, Lesley Arfin. Con Gillian Jacobs, Paul Rust, Claudia O’Doherty. Commedia. 2016-in produzione.

Stagioni 2 – 22 episodi (26/45′)

«Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, un più preciso patto, una connessione che sigillar si vuole, un apostrofo roseo messo tra le parole t’amo; un segreto detto sulla bocca, un istante d’infinito che ha il fruscio di un’ape tra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, un mezzo di potersi respirare un po’ il cuore, e assaporarsi l’anima a fior di labbra!»

Ecco, avete presente queste parole tratte dall’opera “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand? Non pensateci, se decidete di vedere la serie originale NetflixLovedi Judd Apatow (“Quarant’anni vergine”).

L’amore che viene mostrato in questa comedy è tutt’altro che romantico e patinato; è reale, contraddittorio, discontinuo, instabile e precario come lo è l’equilibrio interiore della protagonista Mickey (Jacobs) che incontra fortuitamente Gus (Rust).

Da quel momento in poi, qualcosa che sembrava destinato a svanire diventa invece, a poco a poco, sempre più vero. Ma la verità non è tutta rose e fiori.

Mickey è alle prese con vari tipi di dipendenza: dalle droghe, dall’alcool, dalle relazioni poco sane, come quella appena conclusa. La ragazza lavora in radio dove, per completare il quadro, ha rapporti ambigui con il suo capo.

Gus è invece l’immagine del classico bravo ragazzo: un po’ nerd e insicuro, insegue il sogno di diventare uno scrittore di serie tv e sfondare ad Hollywood. Nel frattempo cerca di destreggiarsi nel quotidiano, tra alti e bassi personali e gli sbalzi d’umore della giovane protagonista della serie “Wichita” di cui è tutor.

Gillian Jacobs e Paul Rust in una scena. “Love”.

La domanda che Judd Apatow sembra porre all’inizio della prima stagione di “Love” è: riusciranno questi due improbabili anti-eroi a trovare un punto di contatto e stabilire una connessione?

Anche se il percorso non è semplice e all’inizio la situazione è impari perché Gus non conosce molti dettagli del passato e dalla vita di Mickey, la risposta alla domanda sembra essere si.

La costruzione di questa relazione viene seguita giorno per giorno, in un percorso di scoperta reciproca e di onestà che permette a due persone molto diverse di conoscersi, accettarsi ed equilibrarsi, non senza attriti e pressioni.

Nella seconda stagione, quando le acque sembrano più calme e l’amore sembra crescere, ecco che intervengono altri fattori disturbanti: le relazioni con terzi (familiari, amici, ex) e il tema del distacco.

Questo viene introdotto attraverso nuovi dubbi e nuovi scogli che Mickey e Gus devono superare per poter andare avanti e diventare quello che entrambi sembrano aver paura di essere fino in fondo: una coppia.

Più che una commedia patinata alla “Notting Hill”, guardando “Love” si ha l’impressione di “spiare” nel privato una coppia di amici, e di vederli crescere, insieme e separatamente, mentre ti domandi a ogni passo se il loro rapporto imploderà per le reciproche insicurezze, resistenze e paure o se, invece, continuerà a crescere, giorno per giorno.

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