Scrittrice e blogger: Diletta, che esalta il made in Italy

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Diletta è una sognatrice, un’inguaribile romantica, un’amante degli animali, in special modo dei gatti. Nella vita di tutti i giorni studia Chimica all’Università di Pisa e fa anche parte di un gruppo musicale, gli “A tutta battuta”.

Ai libri, piccoli grandi tesori, è dedicato il blog Atelier di una Lettrice Compulsiva. Spazio a romanzi di tutti i tipi, con un occhio di riguardo però per i “made in Italy”, sia quelli pubblicati da case editrici che i self-published.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con questa blogger dai mille interessi, che ha nel canto la sua prima vera passione, ma che oggi si definisce una lettrice compulsiva.

 

Come e quando è nata l’idea per il blog?
Domanda interessante. L’idea è nata per caso, il 27 agosto 2011. Parlavo di questo progetto col mio fidanzato e lui mi ha detto “Buttati”. E io mi sono buttata, in tutti i sensi. Inizialmente è stato difficile capire come realizzare praticamente la cosa – inserendo tutti i codici e i widget – però alla fine ce l’ho fatta.

Perché hai deciso di cimentarti in quest’impresa? Avevi già delle esperienze analoghe alle spalle oppure questa è la tua “prima volta”?
No, è stata la mia prima volta, se così si può dire, e non mi pento assolutamente della scelta che ho fatto. Semplicemente avevo bisogno di dar voce ai miei pensieri sul mondo dei libri e dell’editoria. E leggendo in media più di 100 romanzi l’anno, avevo davvero tanto di cui parlare.

Navigando on-line, vedo che sei anche una scrittrice. Cosa è venuto prima, l’amore per la scrittura di romanzi o il blog? E com’è essere una blogger-scrittrice (nessun conflitto di interessi nel recensire libri di altri? E ti è mai capitato di parlare in prima persona dei tuoi lavori?)?
Prima è venuto l’amore per la scrittura. Ce l’ho nel sangue fin da piccola – ho partecipato anche a un Gioco Di Ruolo su Facebook e da lì ho sviluppato ancora di più la mia passione. Solo successivamente ho aperto il blog. Conflitto di interessi? No. Ho sempre detto che, nel bene e nel male, avrei dato il mio più sincero parere sui libri che leggo, valutando sia i punti di forza sia i punti deboli. Cerco di essere sempre garbata quando esprimo il mio pensiero anche perché leggere recensioni negative prive di motivazioni e soprattutto che criticano anche in modo pesante lo scrittore non è bello. Lo dico per esperienza. Per parlare dei miei lavori utilizzo la mia pagina Facebook autrice oppure il mio blog autrice.

libri, poltrona, verticaleQuali pensi che siano le maggiori difficoltà di gestire un blog?
Essere costanti nel tempo. Ho visto tanti blog partire in quarta e poi bloccarsi dopo pochi mesi ed è un peccato perché è come se il blogger in questione avesse perso la voglia di condividere le ultime novità. Ovviamente c’è anche la questione tempo. Una persona non può stare davanti allo schermo del pc per tutta la giornata, però, se si vuole, si possono dedicare anche poche ore e programmare i post.

Sul tuo blog dai ampio spazio alle recensioni – anche collaborando con diverse case editrici che immagino ti girino dei titoli. Quanto è difficile essere obiettivi, quando si scrivono commenti ai libri?
Come ho detto prima, chiarisco fin dal principio che quella che scriverò sarà la mia personale opinione sull’opera – può essere positiva ma può essere anche negativa. Principalmente tendo a selezionare testi che mi interessano davvero, tuttavia se un libro in cui ho riposto grandi speranze non dovesse piacermi, lo dico, motivando con cura tutte le mie opinioni.

Molti blogger lamentano il fatto che gli autori e le case editrici inviino sì i libri da recensire, ma poi accettano solo pareri positivi. In caso di commenti critici c’è chi ha ricevuto mail al vetriolo, pareri negativi sul blog e via dicendo. Ti è mai capitato qualcosa del genere?
Stranamente no, o meglio, non ancora. Ci tengo però a ribadire che non tutti i pareri possono essere positivi, e come autrice prima che come blogger dico che bisogna saper accettare tutto, e comunque mai e poi mai commentare una recensione negativa inveendo contro chi l’ha scritta.

Parliamo del rapporto con il pubblico. Quanto credi che conti ricevere commenti, per un blogger? Tra chi scrivere e chi legge si crea davvero un rapporto “personale”?
Ricevere commenti conta moltissimo, è un modo per stabilire un contatto col pubblico. Quando vedo un commento sul blog penso sempre che quello che scrivo viene apprezzato da altre persone, ed è fondamentale.

Oggi scrivere un blog di libri sembra diventata un po’ una moda. Cosa deve avere, secondo te, un blog per avere successo? Per distinguersi dagli altri e conquistarsi una fettina di pubblico?
Lo hai notato anche tu, vero?! Penso che alcune persone aprano un blog per passione, ma altri lo fanno solo ed esclusivamente per ricevere copie omaggio dei romanzi dalle case editrici – e lo si nota dal fatto che molti blog sono fermi da mesi. Per avere successo un blog deve essere libri coperteinnanzitutto sempre attivo, pubblicare post con costanza e creare rubriche nuove. Se non c’è motivazione e vera passione… il progetto va alla deriva in breve tempo.

E cosa proponi tu, nel tuo spazio, di speciale? Insomma, perché un appassionato di libri dovrebbe leggerti e tornare a trovarti?
Per distinguermi ho creato la rubrica Retellings Books e devo dire che sta riscuotendo un discreto successo. I lettori mi mandano e-mail per sapere quando verrà pubblicata la nuova puntata e queste sono soddisfazioni. Di recente, poi, avevo creato anche una rubrica dedicata ai telefilm, ma ci sto ancora lavorando.

Alcuni blogger, grazie a idee di successo e passione, sono riusciti a farsi notare da case editrici anche importanti oppure testate giornalistiche e avviare così una collaborazione (o scrivere un libro). Uno su mille ce la fa, oppure è una possibilità concreta? Sogni qualcosa di simile, oppure il tuo blog ti basta?
Secondo me è una possibilità concreta. Quando ho iniziato a collaborare con grandi case editrici come la Giunti mi sono sentita onorata di fare parte degli Y Ambassador. Penso che sia il sogno di tutti i blogger riuscire a farsi notare da un editore importante e pubblicare un libro, ma se non dovesse avvenire in tempi brevi non mi arrenderò di certo e continuerò a far crescere il blog con le mie sole forze. Penso sia la soddisfazione più grande.

E concludiamo con LA domanda: che progetti hai per il tuo blog? Come lo vedi tra 12 mesi e dove pensi che possa arrivare?
Ho intenzione di migliorare il blog, sia dal punto di vista grafico sia dal punto di vista delle rubriche. Tra 12 mesi spero di avere ancora più lettori fissi di quelli che ho adesso, di far conoscere tanti libri italiani e – perché no – magari di creare un’antologia dedicata proprio ai libri dove i protagonisti sono i lettori.

 

 

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