A Roma “Stanze d’artista. Capolavori del ‘900 italiano”

Alla Galleria d'arte moderna l'esposizione dedicata agli interpreti noti e meno noti degli anni '20 e '30

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di Elisa Pavoni

 

Fino al 1 ottobre la Galleria d’arte moderna di Roma ospiterà “Stanze d’artista. Capolavori del ‘900 italiano“, la mostra dedicata alle opere degli interpreti nostrani della prima metà del Novecento, con particolare attenzione agli anni ‘20 e ‘30.

Accanto a nomi noti del panorama artistico – Carlo Carrà, Mario Sironi, Giorgio de Chirico e suo fratello Alberto Savinio – l’esposizione si propone di far conoscere e valorizzare anche le opere di artisti meno conosciuti, come Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Massimo Campigli (pseudonimo di Max Ihlenfeldt), Fausto Pirandello, Ottone Rosai, Ardengo Soffici (noto soprattutto per essere tra i fondatori della rivista “Lacerba”), Marino Marini e Gino Bonichi (alias Scipione).

Circa sessanta opere tra dipinti, sculture e disegni, accompagnate da citazioni tratte da diari, lettere e scritti critici degli stessi autori, vanno a inserirsi all’interno di un iter espositivo suddiviso in stanze, ciascuna delle quali dedicata a un artista.

Dagli imponenti corpi che campeggiano nelle tele di Fausto Pirandello (Scena campestre, Palestra(Bagnanti) e Composizione) alla veduta di Poggio a Caiano realizzata da Ardengo Soffici in Marzo burrascoso; dalle sculture in terracotta e peperino di Marino Marini (Frammento e Bagnante) ai disegni realizzati da Scipione nel biennio 1929-30 raffiguranti il Colosseo, San Giovanni in Laterano, Ponte sant’Angelo e il Foro Traiano.

Fausto Pirandello, Composizione // Ardengo Soffici, Marzo burrascoso

Di Alberto Savinio si segnalano Senza titolo (Foresta tropicale), realizzata tra il 1945 e il 1946, e Autunno, che rientra nella serie di nature morte vicine al gusto pittorico seicentesco cui l’artista si accosta a partire dagli anni ’30.

Di Giorgio de Chirico è invece esposto Combattimento di gladiatori, nel quale i temi della classicità e del mito vengono reinterpretati in chiave personale.

Alberto Savinio, Autunno // Giorgio de Chrico, Combattimento di gladiatori

Tra le opere provenienti da collezioni private vale la pena ricordare Tre Figure (1935) e Paesaggio urbano con gasometro (1944) di Mario Sironi, Pandiramerinaio (1921) e Donna allo specchio (1922) di Ottone Rosai e Donna tra i sambuchi (1917) di Ferruccio Ferrazzi.

Mario Sironi, Tre figure // Ottone Rosai, Donna allo specchio // Ferruccio Ferrazzi, Donna tra i sambuchi

La mostra, curata da Maria Catalano e Federica Pirani, sarà aperta fino al 1 ottobre. Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale.

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