Profumo di Zagara: esordio per la siciliana Sara Purpura

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Un titolo particolare e una copertina ad effetto, chiara ma anche evocativa: Profumo di Zagara, l’opera desordio di Sara Purpura, si presenta così.

L’autrice, siciliana e amante della scrittura, con la quale si sente libera di esprimersi e di interagire, coltiva da sempre il sogno di pubblicare un libro. Per farlo si è affidata a una nuova realtà digitale, la Genesis Publishing di Milano. Un esordio molto interessante, quello di Sara, che il pubblico ha accolto da subito con favore. Ma il suo viaggio letterario non si ferma qui, ed è già disponibile su Amazon una seconda opera, Oltre il buio (Il Prequel).

Sara Purpura, insomma, si sta facendo apprezzare un passo alla volta, con storie che uniscono qualità e originalità. Ma parliamone con la diretta interessata, in questa intervista esclusiva rilasciata per noi.

Ciao Sara, è un piacere conoscerti. Raccontaci, innanzitutto, quando e come nasce la tua passione per la scrittura.
Ciao a tutti, il piacere è mio e ne approfitto per ringraziarvi dello spazio che avete deciso di riservarmi. La mia passione per la scrittura nasce intorno agli otto anni. Ricordo con tenerezza qualche tema alle elementari, accolto con stupore dalle mie insegnanti. Quindi sì, ho conosciuto questa mia vena artistica presto. Non è una frase fatta, forse molti scrittori diranno lo stesso, ma credo che quello che ci accomuna sia il bisogno. Scrivere, per me, è una necessità oltre che un piacere, così, fin da piccola, affidavo i miei pensieri a un diario. Da adolescente la cosa è diventata più di una passione. La mia camera era piena di post it. Ero la prima a partecipare alla creazione del giornalino della scuola o a qualche concorso letterario. Una volta, in seconda liceo, ne vinsi uno di poesia. Questa passione cammina di pari passo con quella per la lettura. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti. Ho sempre letto. Non c’era e non c’è tuttora un genere che disdegno anche se, come tutti, ho le mie preferenze. Qualcuno mi chiede, visto che è da poco che mi sono presentata al pubblico, come mai avessi già tanti lavori pronti. La risposta si ricollega a quella di prima: ho sempre scritto, ma non trovavo il coraggio di mettermi in gioco. Adesso, all’età di 33 anni, ho capito che i sogni non devono rimanere a lungo chiusi in un cassetto. Così, eccomi qua.

Ho letto nella tua biografia che il tuo motto è :“Chi legge vive storie che non potrebbe vivere in una vita sola”. Ci commenti questa bella frase
Certamente! Vivo delle mie storie. Sono una romantica, una sognatrice di professione. La mia vita, seppure appagante, non mi basta. Insomma, chi non vorrebbe vivere ogni giorno il grande amore, le emozioni dei primi tempi, quelle che con il tempo scemano un po’? Così affido ai libri e a quello che scrivo il compito di farmi evadere, di rendere la mia esistenza più ricca. Questo motto recita il vero. Una vita non basta e, purtroppo, noi umani ne abbiamo a disposizione una soltanto. Consiglio a tutti di appassionarsi alla lettura: è un modo sano per non spegnersi.

Leggiamo che sei siciliana. Quanto deve alla tua terra la storia raccontata in “Profumo di Zagara”?
La storia racconta di un abuso familiare e dellomertà che spesso circonda questi episodi abominevoli. Sovente, nelle regioni del sud ma credo sia un male comune -, si tende a proteggere più il carnefice che la vittima. Si vive la vergogna più che lo sdegno. Molte cose sono cambiate nella mia terra, ma altre ancora devono mutare. La voglia di ambientarlo a Palermo è nata dal desiderio che avevo di descrivere un ambiente profondamente mio, di farlo conoscere non solo per gli aspetti negativi, ma anche per la bellezza dei suoi luoghi e per la giovialità della sua gente. Farvi immaginare i colori, gli odori e parte dell’amore che nutro per la mia Sicilia era il mio intento più grande, secondo soltanto all’argomento sociale che volevo proporre.

La copertina del tuo libro è accattivante, chiara ma anche evocativa. Chi è la donna ritratta?
È la protagonista, Sofia. La vedete, con la valigia in mano, percorrere un binario deserto. È una donna cresciuta in fretta. La classica ragazza della porta accanto: bella ma semplice, nata in una famiglia umile ma onesta. A Sofia non manca nulla: ha degli amici, una famiglia equilibrata, dei sogni e un amore segreto, Marco, il migliore amico di Andrea, suo fratello. Le giornate scorrono piene nella sua Palermo, finché una sera di maggio suo cugino, di cui si fida ciecamente, compie l’azione più atroce che un uomo possa rivolgere nei confronti di una donna: abusa di lei. Sofia sarà costretta ad allontanarsi per un po’, nell’intento di mettere a tacere le malelingue. Passano, invece, quattro lunghi anni in cui la ragazza rimane sola a combattere i suoi demoni. Ma il destino la richiama a Palermo per lavoro. Qui, Sofia riprende la sua vita da dove l’ha lasciata. Affronta il suo passato, gli amici che l’hanno rinnegata e ritrova l’amore, che non aveva rivelato allora e che però covava sotto la cenere anche per Marco. È una storia di rinascita, il riscatto che ognuna di noi vorrebbe per sé. Sofia è forte, è una donna che riscopre l’amore e il desiderio e che è disposta a tutto pur di riavere indietro la vita che aveva.

Se dovessi descrivere ai lettori, che non lo conoscono, il profumo di zagara, che da il titolo al tuo libro, cosa diresti?
La zagara è il fiore dell’albero di limone, tipicamente siciliano, e ha un profumo dolcemente agrumato. Nel mio romanzo ha avuto, invece, il profumo della vittoria, della forza e della caparbietà. La zagara è Sofia, quando appassisce ma anche quando rinasce a maggio. È Sofia quando si stacca dal suo albero, o quando dà i suoi frutti. La zagara diventa il fiore della speranza: il simbolo dell’abominio, che uccide l’innocenza di una ragazza, ma anche quello della rinascita di una donna data ormai per sconfitta.

Parliamo di “Oltre il buio” (il Prequel). È venuto prima o dopo?
Questo libro è nato dopo, ma è stato pensato come regalo per i lettori di Oltre il buio (il romanzo) che, invece, era stato scritto prima di Profumo di zagara.

Raccontaci ora qualcosa di questa seconda opera. Cosa significa il titolo e cosa c’è, oltre il buio, per te?
Oltre il buio è uscito per la Genesis Publishing il 10 Luglio. Racconta di uno strano destino. Spesso si creano disegni magnifici, ma altre volte vengono fuori degli scarabocchi indecifrabili. Questo è quello che accade a Rachel e Stephan. Entrambi hanno avuto una vita travagliata: Stephan si porta dietro molti sensi di colpa, Rachel ha vissuto una vita a metà. Apparentemente sono troppo problematici per stare insieme, eppure un’attrazione travolgente li spingerà l’uno fra le braccia dell’altro. Cosa può esserci di più giusto, per rischiarare una vita di tenebre, dell’amore? Purtroppo, a volte, nemmeno questo sembra bastare. Cosa c’è per me oltre il buio… oltre il buio c’è la vita che meritiamo, quella che desideriamo. C’è il nostro futuro, ci sono le nostre attese. Ci siamo noi e i nostri sogni. C’è l’amore, quello vero, la voglia di essere madri, il diritto di vedere crescere i nostri figli. Oltre il buio c’è la nostra dignità, il nostro orgoglio. C’è tutto quello che siamo e che abbiamo costruito. Oltre il buio c’è la speranza.

Per finire, c’è qualcosa che vorresti dire al pubblico? Perché dovrebbero scegliere di leggere le tue opere?
Domanda impegnativa. Purtroppo non ho una risposta – sinceramente non so perché dovreste leggermi. Posso solo dire che quando scrivo ci metto il cuore e che lo faccio con onestà intellettuale, cercando di fare un buon lavoro nel rispetto del lettore. Il mio desiderio è che vi rimanga qualcosa, che possiate emozionarvi almeno quanto mi emoziono io quando scrivo le mie storie. Questo è l’augurio che faccio a me stessa ogni giorno e che oggi giro a voi: che possiate sempre emozionarvi e che non perdiate mai l’intenzione di lasciarvi stupire.


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