Prisca Turazzi: una scrittrice dalla carriera multiforme

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Prisca Turazzi ha alle spalle una carriera multiforme. Ha partecipato ad alcune antologie auto-prodotte, tra cui, nel 2012, 365 storie d’amore, edita Delos Books e curata da Franco Forte. Il suo racconto La Cura è stato selezionato per il “Terzo Almanacco” di Lettere Animate Editore. Nel luglio 2013 ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Nadia Arabeschi il romanzo Breaking Destiny, mentre nell’ottobre 2013 ha esordito con il titolo Hernest, che affronta il tema dell’autismo. Il primo aprile 2014 è approdato su Amazon il racconto auto-pubblicato Pidgin. Nel giugno 2014 è uscito il romanzo L’amore e altri guai, edito da Milena Edizioni.

Come è nata in te la passione per la scrittura?
Da adolescente amavo molto le storie, sia da leggere che da inventare. Anche ora, certo. Diciamo che la decisione di prendere in mano la penna per mettere su carta le mie fantasie è stato solo il primo, lontano passo verso ciò che ora è a tutti gli effetti un impegno, un obiettivo e un viaggio appassionante.

Dalla tua biografia vedo che hai alle spalle diverse esperienze di scrittura, sia auto-prodotte che per un editore. Cosa ti ha spinto a scegliere una strada piuttosto che un’altra? E quali credi che siano i vantaggi del self publishing e, di contro, dell’editoria più tradizionale?
Nella mia personale esperienza, il tutto è dovuto soprattutto alle opportunità che ho potuto cogliere. Agli inizi, poter collaborare con altri autori per concorsi o antologie è un ottimo modo per farsi le ossa e avere un confronto diretto. Penso che il vantaggio (e allo stesso tempo lo svantaggio) principale del self publishing, invece, sia il fatto di poter avere pieno controllo della trasformazione del manoscritto in un romanzo dedicato ai lettori, mentre nell’editoria tradizionale hai la possibilità, se colta con sguardo disincantato e critico, di affidarti a professionisti. Credo che dipenda tutto dalle capacità delle figure coinvolte.

Hai anche pubblicato un romanzo sotto pseudonimo. Perché questa scelta?
Essendo la mia prima esperienza, non ero sicura di come sarebbe stato accolto il manoscritto e per queste paure e insicurezze ho deciso di sondare il terreno con calma, senza espormi troppo in prima persona.

Parliamo per un attimo del tuo nuovo romanzo, che verrà mandato in stampa a breve. Vuoi presentarlo al pubblico?
L’amore e altri guai è una commedia a tematica LGBT ambientata a Milano. Come dice il titolo del primo capitolo, ho deciso di scrivere di ciò che conoscevo meglio: di conseguenza ho parlato della confusione nell’identificazione di sé, dell’ambiente milanese sia gay friendly che non, e dello spirito melodrammatico dei giovani scrittori.

Come valuti il mercato editoriale italiano? Per un esordiente gli spazi ci sono, basta saperli trovare, oppure imporsi è davvero difficile come dice qualcuno?
Per emergere ci vuole sguardo lungo e tanta grinta. Gli spazi ci sono, ma sono per lo più interstiziali e sono da scalare in modo capillare senza mai mortificarsi o perdersi d’animo. Ci vuole anche tenacia, insomma.

Che consigli ti sentiresti di dare ai giovani autori che sperano di arrivare al pubblico? Esiste una ricetta per il successo?
Se esiste una ricetta per il successo, io non la conosco – altrimenti l’avrei già messa in pratica. Per arrivare al pubblico immagino ci siano molte vie. Io percorro quella del tentare, tentare in tutti i modi di migliorare e mettermi in gioco.

Quali sono adesso i tuoi progetti?
Ho abbastanza materiale da parte per permettermi una piccola pausa e dedicarmi allo studio e alle altre mie passioni, oltre che alla promozione. Prenderò in mano la penna solo per sistemare quel paio di manoscritti già pronti e sperare di renderli convincenti per l’editore.

E il tuo sogno nel cassetto?
In ambito scrittorio mi piacerebbe molto imparare a redigere dei buoni testi teatrali e aprirmi così questo nuovo percorso alternativo alla narrativa.

 

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