Premi letterari in Italia tra meritocrazia e marketing

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di Viviana Calabria

 

Il 13 Settembre si è svolta la finale del Premio Campiello, e con la premiazione di Giorgio Fontana e del suo Morte di un uomo felice (Sellerio) la stagione dei riconoscimenti letterari di casa nostra è giunta a conclusione.

Il Campiello, istituito nel 1962, forma insieme allo Strega e al Bancarella il trittico dei Premi più importanti e conosciuti nel nostro paese. Dal 2007 è stato istituito anche il Premio Campiello Giovani, un concorso rivolto ad autori di età compresa tra i 15 e i 22 anni, chiamati a presentare un racconto inedito. La vittoria, quest’anno, è andata a “Odore di sogni” di Maria Chiara Boldrini. Un altro premio speciale è stato assegnato, invece, a Stefano Valenti per il suo “La fabbrica del panico”, migliore opera prima.

A contendersi il Premio Campiello insieme a Fontana:  Michele Mari con “Roderick Duddle” (Einaudi), Mauro Corona con “La voce degli uomini freddi” (Mondadori), Giorgio Falco con “La gemella H” (Einaudi) e Fausta Garavini con “Le vite di Monsù Desiderio” (Bompiani).

L’autore di Sellerio, con 107 voti sui 291 inviati dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, ha vinto la contesa. Il verdetto è stato annunciato al Gran Teatro La Fenice di Venezia ed è stato messo in onda su La7, in differita, mercoledì 17 settembre.

Spenti i riflettori sulle premiazioni, però, restano i dubbi. Una forte polemica interessa infatti da tempo i risultati dei premi letterari assegnati nel nostro paese. In molti si chiedono quanto ci sia di autentico, nelle scelte dei finalisti e nelle decisioni delle giurie, e quanto invece sia tutto pilotato dalle grandi case editrici.

Nel 2014 sono stati premiati Francesco Piccolo con “Il desiderio di essere come tutti” (Einaudi) lo Strega, a Michela Marzano con “L’amore è tutto” (UTET) il Bancarella, e il Campiello a Fontana, con un romanzo edito da Sellerio.

Cosa ne pensate di questi risultati? Troppo prevedibili? Imporsi in una di questa arene ha ancora un valore? Vince il libro migliore, oppure la mano degli editori muove i fili e tanti saluti alla meritocrazia? Il giudizio delle giurie non è insindacabile, quindi fatevi avanti con pareri e commenti sui romanzi vincitori. Siamo curiosi di sapere il vostro pensiero.

 

 

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