Per Chiara Parenti è stata… “tutta colpa del mare”

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Il titolo che avete appena letto potrebbe non suonarvi nuovo. Il libro di Chiara ParentiTutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito) – uscito in versione digitale per la collana YouFeel di Rizzoli, è infatti diventato in breve tempo un successo sul web. Il titolo richiama alla mente luoghi esotici e meravigliosi, un’atmosfera calda e invitante, e tanta avventura per due protagonisti davvero frizzanti – e anche amanti del mojito (il tipico cocktail cubano composto da rum, zucchero di canna, succo di lime, foglie di menta e acqua gasata).

Chiara Parenti non è solo scrittrice, ma anche giornalista e addetta stampa, quindi una persona preparata che ama tanto la scrittura quanto la lettura e si districa molto bene nei vari settori che le competono. In questa intervista che ci ha gentilmente concesso per Parole a Colori parleremo sia della sua carriera che del suo recente successo.

 

Ciao Chiara, grazie innanzitutto per aver accettato questa intervista. Sai che ti seguo con ammirazione e penso tu ti stia muovendo molto bene sul piano editoriale. In primis ti chiedo com’è nata la tua passione per la scrittura e quando hai iniziato a dedicarti seriamente a essa?
So bene che in questi casi bisognerebbe rispondere che leggo e scrivo da quando ero una blastula nell’utero di mia madre… Però non è così. È vero che a scuola ho sempre preferito l’italiano alla matematica (e infatti ho scelto il liceo scientifico per puro masochismo), ma ovviamente scrivere un tema o un romanzo non sono proprio la stessa cosa. Ho sempre inventato storie, questo sì. L’idea di scriverle, queste storie, è nata per caso – per gioco, in realtà. Un pomeriggio d’estate del 2008, scherzando con mio marito sul mutuo da pagare, mi disse che avrei dovuto mettermi a scrivere le mie storie, così sarei diventata famosa come la Rowling e ci saremmo trasferiti in un castello senza più il mutuo da pagare. Ovviamente oggi non abitiamo in nessun castello (il trasferimento non pare neanche tanto imminente, per la verità) e la rata del mutuo arriva puntuale ogni mese, però ho scoperto che scrivere mi piace sopra ogni altra cosa. Oggi i libri sono diventati la mia più grande passione e non so più come si fa a smettere.

Sappiamo che sei anche giornalista. Ci racconti qualcosa del tuo doppio lavoro?
Nel 2008 ho iniziato a scrivere per un quotidiano locale. Poi ha chiuso. Così sono passata a un altro, sempre locale. Poi ha chiuso anche quello. Quando mi è venuto il dubbio che potessi essere io a portare sfiga, ho smesso di fare la “giornalista d’assalto”, diciamo, e adesso collaboro con un bimestrale di arte… che, vi tranquillizzo, per adesso non pare sul punto di chiudere. Parallelamente, sono addetta stampa e mi occupo di comunicazione per la Confederazione Nazionale delle Misericordie. Il mio compito è promuovere eventi e attività, perciò capirete che la recente invasione della vostra “home” di Facebook con notizie riguardanti il mio libro, è dovuta a pura deformazione professionale.

Ti sei fatta conoscere in questi mesi grazie al tuo ebook “Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)”, ma prima di questo avevi scritto qualcos’altro?
Prima di questo libro avevo scritto un manuale e due istant-book per una casa editrice romana, Edizioni Galassia Arte. “Come correggere il proprio romanzo” (2012) è un manuale per aiutare gli autori alle prime armi a osservare con occhio critico la propria opera, affinché possano facilmente scovare i vari punti contraddittori, deboli, oppure grammaticalmente e sintatticamente scorretti. I saggi “Papa Francesco. Apertura, dialogo e umiltà. Ecco il pontefice della svolta” e “2013 Odissea in Parlamento. Ecco il Giorgio Napolitano Bis” (entrambi del 2013), sono due istant-book che ho scritto insieme a Rossella Monaco: il primo analizza i momenti subito successivi all’elezione di Papa Francesco e cerca di fotografare i caratteri della sua figura; l’altro segue lo stesso percorso, occupandosi però della rielezione del Presidente Giorgio Napolitano.

Il tuo ultimo lavoro è pubblicato da Rizzoli, nella collana YouFeel. Come sei entrata in contatto con questa casa editrice? Come è stata accolta la tua storia? Insomma, com’è andata?
Quanto tempo avete? No, scherzo. È una storia un po’ lunga, ma la faccio breve. Dopo anni di porte e portoncini sbattuti in faccia, nel settembre scorso ho avuto l’idea geniale di aprire un blog tutto mio, Il Giardino d’Estate, dove si parla di libri e di scrittura, con interviste, recensioni e segnalazioni. Questo mi ha permesso di conoscere tante (bellissime) persone che gravitano intorno al mondo dei libri e infine di approdare alla EWWA, European Writing Women Association. Tramite queste signore meravigliose ho avuto la fortuna di incontrare Alessandra Bazardi, che stava selezionando testi per la nuova collana YouFeel di Rizzoli. Il manoscritto le è piaciuto subito. E ora eccomi qui.

Parliamo invece nello specifico del tuo romanzo. Da dove nasce il titolo e che tipo di storia devono aspettarsi i lettori?
“Tutta colpa del mare” è il titolo della canzoncina che Marco, il protagonista della storia, ha scritto per Maia, il suo primo amore, nella magica estate dei loro diciassette anni. L’idea di utilizzarlo come titolo del romanzo è stata di Alessandra (la mia Fatina, come la chiamo io), che ha aggiunto pure la precisazione tra parentesi “e anche un po’ di un mojito”. All’inizio, io avevo proposto il manoscritto con il titolo “Mare senza memoria” (pensando alla sbornia di Maia che al mattino dopo non ricorda quasi niente). Per fortuna però la Fatina ha compiuto una delle sue magie… Passiamo alla storia. Quella raccontata in questo libro, è una storia fresca e divertente che parla di estate, di mare e del ritorno inatteso del primo amore. Una storia da gustare sotto l’ombrellone, dove ripensare con un pizzico di nostalgia a quell’incredibile vacanza al mare di tanti anni fa, sorridendo anche un po’. Tra le varie recensioni che ho ricevuto, ce n’è stata una in particolare che secondo me ha centrato in pieno il senso del romanzo, con una sola frase. È quella di Rosa Caruso del blog “La Fenice Book”, che ha scritto: “Leggero come una nuvola, frizzante come una coca cola”.

A che genere appartiene il romanzo? E quale definizione daresti di te come scrittrice?
Questa storia è romantica e ironica, proprio come me. Adoro scrivere di grandi amori, ma mi piace farlo con una nota di colore, diciamo, con uno spruzzo di ironia, che poi è la cifra che mi contraddistingue. A casa ho una mensola della mia libreria dedicata interamente ai libri di Sophie – The Queen – Kinsella. Penso di aver detto tutto.

Infine ti chiedo: meglio cartaceo o ebook? Il mercato editoriale certamente sta cambiando, ma cosa offre oggi di diverso rispetto a un tempo, quando gli autori emergenti faticavano tanto a farsi conoscere?
Questa è la domanda da un milione di dollari. Dunque, sia ebook che cartaceo, secondo me, hanno i loro pregi e i loro difetti. Senz’altro il supporto digitale è comodo e pratico. Richiede meno costi e tempi di trasmissione più brevi, non ha problemi di tiratura e di aggiornamento. E in più rispetta pure gli alberelli. Un altro grande vantaggio del digitale è, come dici tu, che permette agli scrittori esordienti di aver la possibilità di essere notati. Ultimamente sembra che le grandi case editrici vadano a “pescare” proprio dalle classifiche degli ebook più venduti e apprezzati dal pubblico. Per quanto mi riguarda, io pur leggendo in digitale, resto un’affezionata del cartaceo e non perché mi piace sniffare i libri, come dicono in molti (un po’ anche per quello vabbè!), ma per tutta una serie di motivi. Tra questi, c’è il fatto che dopo aver pubblicato un ebook, mi sono resa conto che, almeno dalle mie parti, non tutti sanno ancora bene come funziona. Mia zia, per esempio, è ancora convinta che sia qualcosa che si mangia. Ecco, un libro di carta non lo mangerebbe. Almeno credo.

 


 

Per saperne di più di Chiara Parenti e dei suoi libri, visitate il sito della scrittrice.

 

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