Non si giudica un libro dalla copertina. O sì?

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Vi siete mai chiesti cos’è che spinge di solito il lettore ad acquistare un libro piuttosto che un altro? Quali sono gli elementi che possono attrarre e portare il pubblico a dare una chance al vostro prodotto?

Oggi vogliamo discutere di marketing, di come proporsi, di scelte importanti e ben precise, che potranno influenzare le vendite e anche l’impostazione generale della vostra promozione.

Parliamo quindi di copertine – chiamate nell’ambiente anche coverprendendo in prestito il termine inglese. Questo elemento è fondamentale per un libro, perché, visualmente parlando, è una delle prime cose che il lettore visualizza. A qualunque fascia di età appartenga, è dimostrato che una persona, prima di acquistare un libro, prende in considerazione:

1. la copertina;
2. il prezzo;
3. la quarta di copertina o sinossi.

Mi permetterei di aggiungere anche un quarto elemento: la biografia dell’autore (di solito presente in una delle alette del libro o in quarta di copertina), poiché a volte il pubblico presta attenzione anche al volto e alla storia di chi ha scritto quel determinato libro.

Il lettore, insomma, inizia a farsi un’idea ben precisa del prodotto, a capire se vuole o meno acquistarlo, già dal momento in cui getta il primo sguardo alla cover. Per questo abbiamo scelto di chiedere a cinque professioniste del settore editoriale tre autrici e due editori, di cui uno tradizionale e uno digitale, in modo da rendere il quadro il più completo possibile -, che importanza ha la copertina secondo loro. E quanto, la scelta dell’immagine e del layout, conti per la promozione e per la vendita di un’opera letteraria.

Hanno risposto alla nostra domanda le autrici Alessandra Paoloni, Laura Schiavini e Corinne Savarese, l’editore della Butterfly Edizioni Argeta Brozi e quello della flowerd-ed digitale di Roma e Michela Alessandroni.

Insomma, da uno a dieci, quanto influisce una buona cover sulla creazione di un prodotto interessante e di successo? Quanto conta la copertina, per incuriosire e invogliare il lettore all’acquisto?

Alessandra Paoloni autrice, La discendente di Tiepole per Butterfly Edizioni
«Quanto è importante una copertina da uno a dieci? Senz’altro undici. È sulla cover di un libro che cade l’occhio del lettore, ancora prima di leggerne la trama. È l’immagine a catturare la nostra attenzione non appena mettiamo piede in libreria, o mentre sfogliamo le pagine web alla ricerca di qualcosa da leggere e da ordinare online. Oggi più di ieri sono molto attenta alla ricerca di una copertina che ben rappresenti non solo l’opera in sé, ma l’anima stessa della storia. Secondo la mia onesta opinione, “regalare” un abito ben fatto a un libro che ci appartiene, sul quale abbiamo trascorso ore e ore della nostra esistenza, è un dovere che tutti gli autori dovrebbero rispettare. Oltre a quello di utilizzare un italiano corretto, ovviamente».

Laura Schiavini – autrice, A qualcuno piace dolce per Newton Compton
«La copertina di un libro rappresenta il primo impatto col lettore. Se cattura l’attenzione, se si fa notare in mezzo al mucchio, ci sono buone possibilità che il romanzo in questiore sia preso in mano e sfogliato. Questo vale ancor di più negli store online, dove la consultazione è più immediata e frettolosa. Quindi è un ottimo punto di partenza! Tuttavia, a mio avviso, una copertina “troppo bella” può essere un’arma a doppio taglio. Come per una donna affascinante che, a una conoscenza più approfondita, si rivela superficiale e vuota. In altre parole, una copertina accattivante crea alte aspettative e la delusione è più marcata se poi il libro non le soddisfa. Personalmente, anche se una copertina mi attrae, leggo sempre la sinossi e qualche pagina – se si tratta di un ebook un estratto ─ e non mi lascio condizionare dall’apparenza. Il mio voto è 7».

Corinne Savarese – autrice, Cara cognata, ti odio!, Finché suocera non ci separi!
«Io penso che la copertina sia fondamentale e l’ho sperimentato in prima persona con il mio esordio autopubblicato, Cara cognata, ti odio!, che era uscito inizialmente con una cover disegnata da un’amica. Quando ho deciso di fare un rilancio, cambiando la cover e rendendola più professionale, con immagini acquistate online, le vendite sono schizzate verso l’alto. Nel momento in cui ho dovuto pubblicare il secondo libro, Finché suocera non ci separi!, sono partita proprio con l’idea di una copertina esplosiva, dai colori vivaci, che attirasse e incatenasse l’occhio del lettore, dicendogli “Prendimi, mi vuoi!Comprami!”, e così io e mio marito, dopo qualche prova, siamo usciti con quella che poi è la copertina del libro. Quindi posso affermare con cognizione di causa che la copertina è la carta da regalo che invoglia il lettore ad aprire il pacchetto e vedere cosa contiene al suo interno. Senza dubbio il mio voto è 10 su 10».

Argeta Brozi editore della Butterfly Edizioni
«La copertina è importante, ma c’è da distinguere una cosa: da chi è pubblicato il libro? Pensiamo alle copertine poco attraenti di alcune case editrici che, però, si distinguono in qualche modo e attirano comunque l’attenzione del lettore. La cover è fondamentale per gli emergenti che si autopubblicano, perché è la prima cosa che salta all’occhio a un lettore distratto che spesso è online per comprare libri già sentiti; è molto importante per un emergente pubblicato da un piccolo editore; non conta poi così tanto se a pubblicare il libro è un grande editore. Pertanto, direi 7 per gli emergenti che si autopubblicano o che hanno alle spalle realtà piccole, e 3 per chi, invece, è pubblicato dai big o da un marchio noto».

Michela Alessandroni editore di flower-ed, casa editrice digitale
«La copertina di un libro è molto importante, da uno a dieci senz’altro dieci. Ma questo non significa che debba essere particolarmente bella ed elaborata; è fondamentale, piuttosto, che rispecchi l’opera. Un manuale può avere una copertina semplice ed essenziale e che risulti, allo stesso tempo, molto efficace. Un libro di favole o una storia d’amore, invece, dovrebbe averne una più emozionante ed evocativa. Personalmente trovo molto fastidiose le copertine ingannevoli, ossia quelle che illudono il lettore e lo inducono ad acquistare un libro che si rivela poi totalmente privo di spessore o pieno di errori: questo significa far leva sulle emozioni di chi compra, senza dargli però riscontro effettivo nel corso della lettura. Nel mondo dell’editoria c’è qualcosa che va oltre il mero aspetto commerciale e questo qualcosa, penso alla mia stessa casa editrice, è rappresentato dal progetto culturale che c’è dietro. Inoltre, una copertina dovrebbe rendere riconoscibile il marchio editoriale che ha pubblicato l’opera o la collana che la ospita».

 

Eccovi le opinioni dei cinque esperti del settore editoriale, professionisti che hanno toccato con mano e appurato personalmente l’importanza dell’immagine dei libri, e in generale del modo scelto per presentare il prodotto.

Analizzando le risposte che hanno dato, è evidente che la cura della copertina è fondamentale, soprattutto se siete autori emergenti che pubblicano in proprio il romanzo. Far da sé non sempre è la scelta migliore, soprattutto se non avete a disposizione programmi di grafica e strumenti appositi. In caso non vi sentiate all’altezza del compito, prendete in considerazione la possibilità di affidarvi a un buon illustratore, a un grafico esperto o a chi è del mestiere. Così avrete la certezza di non sfigurare e di offrire al pubblico un’immagine adeguata e ben realizzata che rappresenti al meglio la storia che avete scritto.

 

2 COMMENTS

  1. Scrivo e pubblico anch’io libri con il self-publishing. Però da lettrice, oltre che da scrittrice, io sono la prima che mi lascio guidare da una bella copertina.
    Quindi, anch’io concordo con l’opinione espressa qui: la copertina è fondamentale per un libro perché appunto cattura immediatamente l’attenzione di chi si appresta ad acquistare un libro.

    • Anche secondo me la copertina conta, soprattutto per attrarre il lettore. Poi, però, entra in gioco la trama. Un libro con una cover accattivante può spingermi a prendere il romanzo in mano, ma se poi quello che leggo non mi convince… ^^

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