Megan L. Collins, nonostante lo pseudonimo dal sapore internazionale, è italianissima, e deve il suo successo all’auto-pubblicazione.

Ha esordito online con il romanzo “Basta un istante per ritrovarsi”, a cui sono seguiti “Non posso perderti”, la duologia “Sin and darkness” e la novella “Marcus”.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei per parlare della sua esperienza con il self publishing, delle possibilità dell’editoria moderna e di molto altro ancora.

 

Ciao Megan, grazie per aver accettato questa intervista per Parole a Colori. Inizio col chiederti come ti descriveresti come persona e quando e come nasce la tua passione per la scrittura.

Inizio con il ringraziarvi per questa intervista, ne sono onorata. Sono una persona riservata, una sognatrice, amo cibarmi di parole, di tutto ciò che riguarda il mondo della lettura. La mia passione per la scrittura è nata quando ero bambina. Conservavo il classico diario segreto dove riversavo i miei pensieri, le mie gioie, le prime cotte e fantasticavo. Dentro quelle pagine sono nati i miei primi scritti.

Megan L. Collins non è il tuo vero nome ma uno pseudonimo. Perché hai deciso di nascondere la tua vera identità? E come hai scelto questo nom de plume?

Ho scelto di scrivere usando un nome d’arte per esprimere al meglio la mia fantasia. Così mi sento libera, non devo preoccuparmi del giudizio delle persone o cose simili. Megan L. Collins è un nome che mi affascina e lo sento un po’ mio, per questo l’ho scelto.

Di recente hai pubblicato la novella “Marcus” che si inserisce nella linea della tua duologia “Sin and darkness”. Perché la scelta di tornare a quest’ambientazione? E per il futuro dobbiamo aspettarci altri approfondimenti?

La scelta nasce dalle mie lettrici. In molte mi hanno domandato novelle sui protagonisti della serie e visto che sono legata in particolare modo alla duologia, ho pensato di accontentarle. Per me è un onore e si, ci sarà una seconda novella, “Derek” .

Hai esordito con il romanzo “Basta un istante per ritrovarsi”. Com’è nata la storia?

“Basta un istante per ritrovarsi” è nata da un sogno e la mattina, appena mi sono alzata, ho preso il mio taccuino e ho iniziato a scrivere di Dennis e Sara, due ragazzi diversi.

Con “Non posso perderti” hai raggiunto un buon successo di pubblico. La cosa ti ha sorpresa, dato anche la particolarità del libro?

Questa è la storia, di quelle che ho pubblicato fino a oggi, a cui tengo maggiormente. Dentro a queste pagine c’è un pezzetto della mia vita, è qui che ho riversato il dolore per la perdita di una persona a me cara. Per questo mi sento di dire che non è un libro per tutti. È una storia di amicizia, amore e rinascita, di occasioni perse e seconde possibilità che permetteranno ai protagonisti di riprendere in mano il proprio destino, quando pensavano che tutto fosse perduto per sempre.

Tutt’altra storia con la duologia “Sin and darkness”, “L’effetto del peccato” e “Darkness – il peccato ritorna”, e la novella “Marcus”, vero?

Eh sì. Si tratta di storie particolari, oscure e piccante, che sfidano le convenzioni. Consiglio di avvicinarsi a questi testi con mente aperta: dentro troverete tanta passione e amore, ma anche tanta violenza.

Come definiresti i tuoi romanzi, per chi ancora non li conosce? Nonostante le diverse tematiche, c’è un fil rouge che unisce tutta la tua produzione?

I miei sono romanzi folli, piccanti, sentimentali ma con una vena tragica. Non amo trattare temi leggeri, forse il comune denominatore delle cose che scrivo è proprio questo.

Quando scrivi hai in mente un pubblico di riferimento, oppure pensi che i tuoi libri siano adatti a tutti?

Sicuramente le mie opere si rivolgono a un pubblico maggiorenne.

I tuoi libri sono usciti tutti in self publishing. L’auto pubblicazione è sempre stata la tua prima scelta? E quali credi che siano i pregi e i difetti di questo tipo di pubblicazione?

Io credo che il self sia la strada migliore al momento. I pregi di questa opzione sono sicuramente l’autogestione, il non dover render conto a nessuno, poter uscire online quando si vuole. Il più grande limite è invece il non poter arrivare anche nelle librerie.

Com’è Megan L. Collins quando scrive? Segui uno schema preciso di lavoro oppure di volta in volta ti comporti in modo diverso?

Quando scrivo seguo sempre uno schema, lo definirei quasi un rituale: musica, silenzio e manuale di scrittura a fianco. Per ogni romanzo ho una canzone diversa che mi accompagna nel mio viaggio folle.

Prima di lasciarci, quali sono i tuoi progetti in ambito letterario? Stai già lavorando a qualche nuova storia?

Al momento sto lavorando a due progetti, una nuova novella sul personaggio di Derek, simile nella tipologia a “Marcus”, e un romanzo a quattro mani. Di quest’ultimo posso anticipare che sarà una storia in parte vera, che parlerà dei social newtork e delle confidenze tra due amici che, in realtà, si amano.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, Tiziana Iaccarino e grazie a Parole e colori per questa splendida opportunità.

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