“Mazinga Z – Infinity”: a 45 anni dalla nascita il ritorno di un mito

Drammaturgia rinnovata e profonda, e questioni moderne per il film d’animazione di Junji Shimizu

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Un film di Junji Shimizu. Con Ai Kayano, Shotaro Morikubo, Hanae Natsuki, Unshô Ishizuka, Uesaka Sumire. Animazione, 95’. Giappone, 2017

C’è pace in Terra nel mondo di Mazinga Z e del Grande Mazinga dopo le battaglie del passato, ma la meravigliosa ricostruzione realizzata grazie all’energia fotonica è minacciata dal ritorno del Dottor Inferno e dei suoi alleati: l’ermafrodita Barone Ashura e il conte Blocken con la testa separata dal corpo. La loro è una misteriosa resurrezione, che coincide con il ritrovamento nelle profondità del monte Fuji di un’enorme “divinità demoniaca” simile a Mazinga e pertanto denominato Mazinga Infinity, che sarebbe proveniente dall’antica Micene ma che in modo apparentemente inspiegabile è appunto sotterrato in Giappone.

 

Molti sostengono che essere bambini e adolescenti oggi sia una gran fortuna perché, rispetto al passato, gli strumenti tecnologici e i mezzi di comunicazione a disposizione si sono moltiplicati.

Forse è vero, ma chi è cresciuto guardando la saga dei Mazinga e le avventure dei grandi robot, tutti ideati e disegnati dal maestro Go Nagai, sarebbe disposto a rinunciare a quei momenti di felicità per un servizio di video streaming?

Il tempo passa anche per gli eroi, e Koji Kabuto, dopo aver salvato l’umanità dal Dottor Inferno e dai suoi terribili mostri meccanici da ragazzo è oggi un ispettore, restio a impegnarsi però con Sayaka.

Il mondo sembra pacificato e in marcia verso un futuro migliore, quando una nuova minaccia mette a rischio l’umanità e la Terra e richiede l’intervento di un protettore.

“Mazinga Z – Infinity” è solamente in parte un’operazione nostalgia e il tentativo di rilanciare il brand tra i giovani. La drammaturgia rinnovata, moderna e profonda, infatti, spinge a riflettere sull’umanità, i suoi limiti morali e civili e soprattutto l’incapacità dei nostri governanti.

Il mondo merita ancora di essere salvato? L’umanità è ancora capace di solidarietà, compassione e atti di vero altruismo? Go Nagai, con i suoi disegni, ha sempre voluto pungolare la coscienza collettiva e mettere in evidenza gli errori e la poca lungimiranza dei governanti, disattenti alla cura e al rispetto della natura.

In passato i mostri minacciavano il Giappone, reo di mettere in atto un’industrializzazione indiscriminata e inquinante. La vittoria di Mazinga Z non ha dato il là a politiche più ragionate ed eque, e il Dottor Inferno è quindi tornato, per punire una classe dirigente litigiosa e inetta.

Ancora una volta Nagai si dimostra un attento osservatore della società e un fine interprete dell’animo umano, firmando una sceneggiatura intensa, potente e attuale che trova il suo apice narrativo nello straordinario quanto terribile monologo del Dottor Inferno davanti a Koji Kabuto.

“Mazinga Z – Infinity” può essere paragonato, per contenuti e riflessioni, al film tedesco “Lui è tornato”, costruito intorno al ritorno in Germania di Adolf Hitler. Go Nagai non vuole infatti solo fustigare e condannare, ma anche suggerire una strada, una possibilità di salvezza e cambiamento per l’umanità.

La sua idea di un mondo diverso si concretizza in un finale straordinario sia sul piano visivo che su quello drammaturgico, che conquista e commuove il pubblico.

Il film, presentato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, è stato un regalo indimenticabile per i tanti fan italiani del Maestro e sarà per tutti l’opportunità di riflettere sul futuro e il presente, godendosi nuovamente Mazinga Z in azione.

 

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