Libri e copertine: tutto quello che c’è da sapere sull’arte della cover

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di Federico Oggioni

 

Di solito ci piace parlare di quello che i libri raccontano – delle trame, dei personaggi, delle emozioni che suscitano in noi quelle lettere messe in colonna una accanto all’altra – ma se per una volta cambiassimo prospettiva e ci soffermassimo sull’aspetto esteriore?

Ogni buon lettore sa che non si dovrebbe mai giudicare un libro solo dalla copertina, eppure proprio lei è il biglietto da visita di ogni tomo, racconta una storia, può decretarne il successo o il fallimento.

Se le immagini vengono scelte per la capacità di evocare l’atmosfera del libro ma soprattutto per quella di incuriosire i lettori, ogni Paese e ogni casa editrice fanno scelte a sé. Per questo può capitare che una stessa storia abbia vesti grafiche molto diverse, a seconda della lingua in cui viene pubblicata.

In Italia i romanzi del Commissario Montalbano hanno il classico aspetto dei libri Sellerio: di piccolo formato, con la copertina blu e un’immagine molto piccola al centro, molto evocativa. All’estero, invece, le cover dei gialli di Camilleri sono molto meno classiche e rigorose e nella maggior parte dei casi richiamano le atmosfere raccontate nel libro. Vediamone alcuni esempi,

Anche i romanzi di Murakami Haruki offrono un vasto campionario di come, una stessa storia, possa essere rappresentata sulla cover in modo totalmente diverso.

Prendiamo il caso di “Norwegian Wood”. La versione rumena ha in copertina un albero contorto illuminato dalla luce della luna, che richiama il titolo dell’opera senza però esplorarne il contenuto. Scelte opposte nel resto del mondo, con immagini più evocative e vicine al testo: spesso una ragazza, sola e trasognata, proprio come la Naoko del romanzo.

Interessante e bizzarra anche la scelta fatta dalla francese Le Clercle Points per un altro libro di Haruki, “Nel segno della pecora”. Se in Italia, come nel resto del mondo, la copertina mette in primo piano la pecora del titolo, vera protagonista dell’opera, in tutte le sue possibili sfaccettature…

… in Francia hanno optato per una soluzione più neutra, e francamente meno comprensibile, richiamando la M di Murakami e ricamandola con motivi floreali in stile giapponese.

Chiudiamo il nostro approfondimento con due interessanti classifiche.

La Academy of British cover design (ABCD) ha recentemente stilato quella delle più belle copertine del 2016, suddivise per genere.

Basta un’occhiata veloce per capire che, generi diversi, sono definiti da copertine con caratteristiche diverse: colori pastello e leggerezza per i libri per bambini, rosso e immagini geometriche per i thriller e i romanzi.

Salta però all’occhio anche una sorta di filo conduttore che attraversa tutte le categorie: la presenza di uccelli. In tantissime copertine selezionate dalla ABCD vengono raffigurati volatili. Sono loro la vera e propria cifra stilistica del 2016. Si confermeranno anche quest’anno?

La CNN, invece, ha stilato la Top10 delle cover più belle di sempre. La regina delle copertine? Secondo il network statunitense è quella di “Arancia meccanica”, realizzata nel 1972 da David Pelham per la Penguin.

Se l’argomento vi stuzzica vi consigliamo di dare un’occhiata anche al blog “L’investigatrice di copertine di libri”, troverete tantissime curiosità.





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