Non c’è bisogno di grandi presentazioni quando si parla di Leonardo da Vinci, genio assoluto del Rinascimento.

Artista, architetto, ingegnere, matematico, inventore, anatomista, ha lavorato in vita a un numero smisurato di progetti che ci sono arrivati, perlopiù, attraverso i suoi appunti, i codici vinciani.

Ed è a questi codici che si ispira la mostra permanente Leonardo da Vinci Experience – Il Genio universale come mai visto prima, inaugurata da qualche mese nel cuore di Roma, a pochi passi da San Pietro.

Una delle sale del museo dedicato a Leonardo da Vinci. ©alex attard

L’obiettivo dei curatori è racchiudere in un’unica galleria tutto l’ingegno dell’artista toscano, con un approccio espositivo originale.

Puntando a far vivere al visitatore un’esperienza completa, non solo visiva ma anche sensoriale, il museo propone la ricostruzione di macchinari, 50 per l’esattezza, la creazione di ologrammi e l’esposizione di opere e manoscritti che possano restituire un’idea globale del lavoro di Leonardo, nei molteplici campi in cui è stato protagonista.

Molti dei macchinari presentati sono funzionanti, prova tangibile (nel vero senso della parola: alcuni sono a disposizioni per chi volesse toccarli!) dei meccanismi studiati da Leonardo, e sono stati realizzati in legno secondo gli usi cinquecenteschi, per ricreare un contesto storico più realistico possibile.

L’innovazione degli ologrammi animati proiettati nelle sale, invece, mira a facilitare la comprensione dei fondamenti del pensiero e delle invenzioni di Leonardo su temi quali il volo, la guerra, la pittura e l’ingegneria, mentre la riproduzione di 23 capolavori pittorici del maestro, tra i quali La Gioconda, L’ultima cena e La Vergine delle Rocce, altro non è che l’ultimo, fondamentale, tassello dell’opera davinciana.

Non solo ologrammi e macchine, ma riproduzioni dei più celebri dipinti. ©alex attard

Leonardo da Vinci Experience, insomma, non è l’ennesimo museo, ma un vero e proprio percorso percettivo che offre una visione d’insieme del mondo sfaccettato dell’artista toscano. Sicuramente un approccio alternativo da provare.

1 COMMENT

  1. Leonardo da Vinci secondo Freud rappresentò nel quadro di Sant’Anna, Maria, Gesù bambino con l’agnellino, un bambino con una doppia madre, mentre nella prima Vergine delle Rocce (Louvre) si può supporre una madre con un doppio bambino. I due bambini sembrano gemelli. La mano rocciosa sullo sfondo riprende il gesto della mano di Maria e la contiene in un qualche modo. Il tema del doppio, dello specchio, dei processi inclusivi era insito in Leonardo che leggeva e scriveva a rovescio senza problemi. Della Vergine delle rocce esistono 2 versioni. Ma anche in Michelangelo, altro genio, il tema del doppio, dello specchio è presente. Nella Cappella Sistina, nella Creazione dell’uomo, le mani del Padre toccano il futuro Figlio dell’uomo, e sono protese verso Adamo, in modo similare. Simili nella Caduta dell’uomo sono l’angelo e il serpente tentatore. L’angelo e il serpente sono speculari. Sembrano dei gemelli. La ricorsività è il sigillo del genio. Cfr. Ebook/kindle. Leonardo e Michelagelo: vita e opere.

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