LeggerMente | Libro di marzo | Strane creature, Tracy Chevalier

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L’ultima avventura letteraria del nostro club del libro 2.0 LeggerMente ci aveva lasciato un po’ l’amaro in bocca. Ve lo ricordate? Avevamo letto “Cari mostri” di Stefano Benni: ad alcune era piaciuto, altre erano scappate a gambe levate!

Succede. I libri hanno il magico potere di far viaggiare e sognare ma possono anche deludere fortemente, dipende da cosa ci si aspetta. Dopo un libro deludente appassionarsi ad un nuovo romanzo o trovarne uno che sia “giusto” può risultare complicato. A volte ci vuole un po’.

Noi del club siamo state fortunate e dopo il temibile Benni ci siamo avventurate in Inghilterra insieme a Tracy Chevalier e le sue “Strane creature” … e ce ne siamo tutte follemente innamorate!

In questa autrice abbiamo trovato qualcosa di Jane Austen, a cominciare dal le atmosfere romantiche ottocentesche, e qualcosa di Charles Dickens, soprattutto la caratterizzazione dei personaggi.

 

LA FORZA DELLE DONNE, TRA AMICIZIA, INVIDIA E… DINOSAURI!

Adoro leggere storie che parlano di donne: quelle vere, quelle forti, quelle che non si nascondono.

Tracy Chevalier è stata bravissima a raccontare il mondo femminile. Ha messo in scena tutta la fragilità di una donna che combatte contro i pregiudizi della società solo perché non ha un uomo accanto a sé, la grinta di una giovane che tira dritto per la sua strada senza mai guardarsi indietro.

La Chevalier ha saputo raccontare l’amicizia, quella vera, fatta di amore e di un pizzico di invidia.

Le protagoniste del romanzo sono Elizabeth Philpot e Mary Anning, due donne che non potrebbero essere più diverse una dall’altra eppure unite da un profondo rapporto di amicizia. Ad avvicinarle, la passione per i fossili, ma in realtà è il filo della vita che le tiene legate e – in qualche caso – riesce anche a dividerle.

 

IL VOTO DEL CLUB: 10

“Strane creature” supera l’esame a pieni voti. È stata una lettura intensa, piacevole e molto appassionante.

Tra i tanti commenti che le ragazze del club hanno lasciato, riprendiamo quello di Naila:

È stata un’ottima compagnia questo mese. Una lettura che mi ha trasmesso spensieratezza, oltre alla curiosità che hanno suscitato in me queste strane creature, quali l’ittiosauro e il plesiosauro. Ho anche assaporato il disagio provato dalle protagoniste nel loro essere donne in un’epoca in cui il sesso femminile veniva preso in considerazione solo per prendere marito e sfornare figli. Questo romanzo rappresenta, invece, la vittoria dell’intelligenza femminile sulla stupidità e ignoranza di alcuni uomini.

Viva la forza delle donne, insomma, che nel libro di Tracy Chevalier hanno saputo dimostrare di essere perfettamente in grado di vivere e sopravvivere anche senza l’aiuto di un uomo al proprio fianco.

 

DONNE FORTI, MA L’AMORE?

Come abbiamo detto, Elizabeth Philpot e Mary Anning condividono la passione per i fossili. Insieme lotteranno contro i pregiudizi maschili per cui è difficile accettare che siano state due donne a ritrovare due esemplari unici di dinosauri.

Maschi dipinti solo come antagonisti o c’è di più? Anche se di uomini nel libro ce ne sono tanti, la Chevalier non si sbilancia mai: niente storie romantiche, non è questa la sede adatta.

Ecco un aspetto che ad alcune lettrici è mancato, la storia d’amore. Come ci dice Elena:

Ho davvero sentito la mancanza di risvolti e sviluppi sentimentali. Capisco però la scelta dell’autrice che ha voluto queste donne intraprendenti ed autonome, libere è un po’ controcorrente!

Ma noi riusciamo a perdonare anche questo a Tracy Chevalier, perché “Strane creature” è un piccolo capolavoro che regala grandi emozioni, atmosfere alla Jane Austen arricchite da una descrizione dei personaggi incredibile.

 

LA PROSSIMA LETTURA

Sulla caviglia dello stivale Italia, là dove sta l’osso pezzillo, nasce il nostro eroe, Isidoro Sifflotin. Nella casetta di Mattinella, che sta su da trecento anni e “non crollerà mai”, il prodigioso guagliunciello Isidoro affina una dote miracolosa, ricevuta non si sa come da Quirino, il padre strabico, poetico e comunista, e da Stella, la mamma pastaia. Qual è questa dote? La più semplice: Isidoro sa fischiare, e fischia in modo prodigioso. Con il suo inseparabile merlo indiano Alì dagli sbaffi gialli, e l’aiuto di una combriccola stralunata, crea una lingua nuova, con tanto di Fischiabolario, e un messaggio rivoluzionario comincia magicamente a diffondersi. Proprio quando il progetto di un’umanità felice e libera dal bisogno sta per prendere forma, succede qualcosa che mette sottosopra l’esistenza di Isidoro. “Tutto quello che cresce si separa”: con addosso questo insegnamento di mamma Stella, Isidoro, ormai ragazzo, scopre Napoli e si imbatte, senza neanche rendersene davvero conto, in un altro linguaggio prodigioso e muto: quello dell’amore.


Vi ricordiamo che il club del libro LeggerMente è aperto a tutti gli amanti della lettura, basta scrivere una mail a melissa.ceccon84@gmail.com per entrare a far parte del gruppo.

Ci trovate anche su Facebook.

Non è mai troppo tardi per unirsi all’avventura!

 




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