Le recensioni on-line possono distruggere un libro?

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Avere tra le mani un libro nuovo è uno dei piaceri della vita, almeno secondo ogni book-lover che si rispetti (qui trovate le 15 caratteristiche che contraddistinguono questi appassionati di lettura, se per caso volete misurare il vostro grado di appartenenza al gruppo). Ma che tipo di compratore di romanzi siete? Andate in negozio e vi fate semplicemente guidare da titolo, copertina e trama, oppure non fate un passo senza prima aver compiuto un’attenta ricerca on-line? Preferite fare acquisti dal vivo oppure stando seduti comodamente di fronte al computer?

Lo shopping online può essere fantastico, soprattutto quando si parla di libri. Navigando su siti e blog si possono scoprire nuovi titoli e nuovi autori, ricevere consigli basati sulle nostre preferenze e anche conoscere nuovi amici. La domanda di oggi, però, è: quanto pesano le recensioni on-line e il giudizio (in stelle, numeri, cuoricini) che gli utenti esprimono su siti come Amazon sulle vendite di un libro?

Altrimenti detto, se un romanzo ha una valutazione generale inferiore a tre stelle si tende davvero a passare oltre, cercando una lettura migliore – e meglio valutata dal pubblico? Perché se è vero che ogni lettore è un soggetto a sé, e la nostra impressione su una storia non sarà mai identica a quella che ne hanno altri, 9 giudizi negativi su 10 non sono un buon biglietto da visita per un libro.

Internet influisce in maniera sempre più massiccia sulle abitudini di acquisto delle persone, questo nessuno può negarlo. E come abbiamo detto sopra, quando si tratta di libri gli spunti e gli stimoli sono pressoché infiniti. Ma se sapere prima qualcosa di un romanzo può evitarci fregature e delusioni, è anche vero che basarsi solo sulle parole di altri non è sempre una scelta saggia. Sul web, infatti, siamo tutti critici e recensori severi e accreditati, grazie alla libertà e all’anonimato garantito dalla rete. Ma proprio per questo, non ci sono garanzie che i commenti che si trovano in giro siano sinceri, accurati o scritti davvero soltanto per esprimere un’opinione.

Talvolta gli scrittori emergenti cercano di screditare uno il lavoro dell’altro, per cercare di emergere al meglio con la propria opera. Si leggono spesso commenti molto negativi su un libro, che non hanno però alle spalle una lettura attenta, ma solo il desiderio di gettare fango su l’altra persona (non sapete cosa non si viene a sapere, nei gruppi di scrittori su Facebook). E poi ci sono anche quelli che si divertono a lasciare commenti negativi così, per gioco. Non dover rispondere di quello che si scrive può portare anche a questo. Mettere la faccia – e la firma – su un pezzo, invece, è una forma di garanzia. Ma sul web questo non sempre viene richiesto.

Questo fuoco incrociato di commenti più o meno accurati si traduce chiaramente in un danno per le possibilità di successo di un autore. Vent’anni fa esistevano sì le recensioni negative dei critici sui giornali e sui periodici, ma prima di tutto erano firmate da esperti (garanzia di imparzialità? Magari no, ma sentirsi stroncare da qualcuno che ne capisce è meno frustrante che leggere parole al veleno di uno sconosciuto), e soprattutto non avevano la stessa diffusione dei commenti online. In passato non tutti i lettori entravano in contatto con queste stroncature (o promozioni). Oggi, invece, ogni parola scritta in giro per il mondo è a nostra disposizione. E vista l’importanza del denaro, è premura di tutti o quasi assicurarsi che gli acquisti fatti valgano la spesa. Quindi navigare qua e là per farsi un’idea prima di aprire il portafoglio è diventata una pratica diffusa. Così, però, si rischia di orientarsi tutti verso i cosiddetti best-seller (che hanno milioni di commenti positivi), mentre libri meno famosi e venduti finiscono inesorabilmente nel dimenticatoio, pur meritando.

Chiaramente non esiste una formula magica o la ricetta del perfetto compratore di libri. Io personalmente non do molta importanza ai giudizi che leggo on-line – quando li leggo, perché spesso non faccio nessuna ricerca preliminare all’acquisto. Se la trama di un romanzo mi attira, e posso permettermi la spesa, 9 su 10 do all’autore una possibilità. Chi se ne importa se qualcuno ha scritto che la storia è un fiasco o che è stato fatto troppo rumore per nulla (vedi La verità sul caso Harry Quebert, 50 sfumature di grigio, La principessa di ghiaccio, ecc. ecc. ecc.). Comportandomi così mi è capitato spesso di leggere libri e giudicarli buoni, per poi scoprire che “al mondo” non erano piaciuti, o viceversa. Non mi sconvolge il fatto di non concordare, spesso, con il pensiero comune. Anzi. Mi sento una lettrice indipendente.

Fare un giro, dopo aver letto e commentato un libro, su blog, siti di e-commerce e social dedicati, a dire il vero, mi diverte molto. Per me la bellezza della lettura sta proprio in questa discordanza di voci e di opinioni su una stessa opera. Non fatevi influenzare dai giudizi degli altri. Potreste perdervi una storia che avreste amato, solo perché ad altri non è piaciuta!


 

E adesso passiamo a voi la palla. Quanto contano, secondo voi, le recensioni e i commenti on-line? Possono stroncare la carriera a un esordiente o, di contro, garantirgli il successo? E come vi comportate voi, quando si tratta di scegliere un libro? Date ascolto alle opinioni degli altro o preferite fare sempre e comunque di testa vostra? 

 

12 COMMENTS

  1. Il mio comportamento è di certo mutato grazie al web. Se mi è possibile, cerco altre opinioni, ma solo se sono incerta. Normalmente, affido tutto al mio sesto senso, colpito a volte dalla fama dell’autore, dalla quarta di copertina, dal titolo…a volte sbaglia, altre volte ha sentito giusto. Per quanto riguarda il discorso sulla critica, credo che le cose siano molto complesse: in fin dei conti, il vero pubblico, che sia acuto o meno nelle sue considerazioni, è l’insieme di tutti coloro che leggono il libro; il critico è solo uno degli appartenenti al pubblico, ma da solo non costituisce l’opinione dell’opera in questione. Un critico, anche quello più competente, potrà anche dire “A” di un’opera, ma alla fine cosa conta? Non conta “B”, ossia l’opinione globale del pubblico?

  2. Non ascolto i commenti degli altri, preferisco seguire il mio gusto andando o sui classici o su uscite interessanti che trovo presso le librerie, anche se a me piacciono molto anche i saggi.
    Sono una compratrice non compulsiva avendo anche una mia biblioteca in casa ricca soprattutto di classici della letteratura sia italiana che straniera. I mie due blog sulla Lettura seguono spesso dei contest o dei GdL
    simonetta

  3. Io non guardo tanto le recensioni negative. Per molti queste hanno un peso e possono influenzare sulla decisione di acquisto. Io invece mi faccio trasportare dalle sensazioni, se mi piace in primis la copertina e la sinossi, compro senza batter ciglio. Può capitare che poi il libro non mi piaccia, ma questo è un giudizio individuale e di solito non mi fido per niente dei giudizi negativi dati da anonimi, perché penso che bisogna metterci la faccia in ogni cosa. Avere il coraggio di dire davanti a tutti: “Senti, quello che hai scritto è una porcheria!”.
    Per il resto, penso che ciascuno debba basarsi sui propri gusti, prima leggere poi giudicare.
    Ci sono autori noti e di successo che personalmente non mi sono piaciuti anche se per altri avevano scritto capolavori. Tutto è relativo.

    • Concordo pienamente. Il giudizio degli altri può essere uno spunto, ma per scegliere cosa leggere io mi baso su altro.

  4. Io sono una cacciatrice di recensioni, non acquisto quasi mai senza prima leggerne qualcuna, però più che il giudizio altrui mi interessano le informazioni aggiuntive sulle trame, qualche indicazione che mi aiuti a decidere o meno se investire i miei soldi.

    Non mi lascio influenzare dal solo giudizio perché troppo spesso non mi ha trovato affatto d’accordo, infatti se un romanzo non mi piace cerco di evitare di recensire in modo negativo, perché sono certa che ad altri piacerà.

    Una sola volta ho espresso un’opinione negativa per un ebook autopubblicato che era scritto in modo vergognoso, impossibile da leggere, e quella è stata la prima ed ultima esperienza coi romanzi che non hanno alle spalle una casa editrice.

    • Questo che hai sollevato è un argomento interessante, ne riparleremo. Tra tutti i vantaggi del self publishing, c’è anche un rischio – che lo stile non sia curato come quello di un romanzo edito da CE.

  5. Le recensioni e i commenti sui libri io li leggo, ma se la trama mi incuriosisce veramente o se si tratta del libro di un autore che amo non mi lascio scoraggiare da opinioni negative, semmai mi è capitato più spesso di comprare un libro che altrimenti non avrei preso in considerazione perché ne ho sentito parlare molto bene da tanti che non di non comprare un libro che mi interessava solo perché sono incappata in opinioni negative su quel libro.

    • Soni d’accordo. I commenti degli altri possono dare un’idea, ma poi alla fine la scelta resta personale.

  6. Bellissimo articolo, ho trovato esposti molti dei miei pensieri. Personalmente leggo le recensioni e i pareri altrui, ma alla fine mi lascio guidare dai miei gusti perché so perfettamente quali tipi di persone possono recensire un libro. L’invidia è una brutta bestia (nel caso di esordienti che votano libri di altri esordienti) e spesso nella maggior parte dei casi ci si dimentica che si sta recensendo un lavoro svolto da un’altra persona in carne ed ossa, che ha dei sentimenti e che potrebbe trovare fastidiose o offensive determinate parole. È vero che spesso chi pubblica un parere negativo lo fa da anonimo, ma c’è pure chi mette nome e cognome e, falsamente, costruisce recensioni ipocrite, votando magari con poche stelle senza motivare.
    Complimenti per il sito, l’ho appena scoperto! 🙂

    • Ciao Stefano. Grazie dell’apprezzamento. ^^
      Per quello che riguarda il tuo commento, sono d’accordo con te. Anche io scelgo i libri a prescindere dai commenti altrui, basandomi sul mio gusto. E concordo anche per ciò che riguarda il resto: scrivere recensioni critiche tanto per fare lo trovo assurdo. Che concorrenza è, screditare gli altri? Anche da autore io penso che, al massimo, mi asterrei dal commentare. Ma scrivere cose negative solo per far perdere punti agli altri… non lo concepisco.

  7. Onestamente il più delle volte vado a leggermi le recensione altrui, però leggo anche la sinossi di un libro e, se mi attira, nonostante i vari commenti, lo acquisto. A volte dico: “Mannaggia a me che non ho seguito i consigli altrui”, mentre altre sono ben felice di non averlo fatto. A quel punto scrivo la mia recensione e la valutazione. Io credo che un buon libro si venda da solo, se la sinossi è scritta bene… anche se l’autore non è molto conosciuto. Questo è il mio pensiero.

    • Anche io mi muovo allo stesso modo, solitamente. Leggo i commenti qua e là, ma poi mi faccio sempre e comunque guidare dall’istinto. Il giudizio su un romanzo è del tutto soggettivo, quindi non mi lascio mai scoraggiare dal parere degli altri. Voglio sempre e comunque giudicare da me. 🙂

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