Le confessioni segrete di… Alessandra Paoloni

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La rubrica “Le confessioni segrete di…” si pone l’obiettivo di strappare un sorriso a chi legge e di far capire che il settore editoriale non necessariamente va preso troppo – o soltanto – sul serio. Gli scrittori non sono idoli lontani, intoccabili, ma persone come le altre, in grado di trasmettere emozioni e sentimenti con le loro parole. Persone che sanno divertirsi, ed essere critici verso sé stessi e il proprio settore.

Eccoci dunque qui a intervistare una delle autrici che sta riscuotendo maggior successo sul web negli ultimi tempi. Alessandra Paoloni è una che la sa lunga – scrive, commenta, edita, corregge, organizza eventi spassosi. Ha pubblicato romanzi di generi molto diversi tra loro, con case editrici diverse, passando dal fantasy all’erotico. E il bello è che, come scrittrice, non è ancora sazia.

 

Ciao Alessandra, pronta per questa chiacchierata semiseria, sarcastica, ironica e irriverente? L’obiettivo è far capire ai lettori che scrittura e lettura non sono parole seriose, ma possono essere associate anche a qualcosa di molto piacevole.

In primis ti chiedo: Alessandra Paoloni si identifica nelle sue protagoniste femminili? Se sì, scegli quella in cui ti rivede di più – soltanto una!
Tiziana, le parole che hai usato per descrivermi sono autentiche. Io sono proprio una scrittrice che salta da un genere all’altro, così come salta da una cotta all’altra di bellissimi attori Hollywoodiani. Perché? Mentre nella vita sono una persona piuttosto monotona, nella scrittura amo spaziare, sperimentare, mettermi alla prova e morire d’infarto ogni volta che un mio libro esce per arrivare al pubblico. Ma sto già divagando… Per tornare alla tua domanda: sicuramente la protagonista nella quale mi identifico più di tutte è Clelia, l’ultima arrivata nella schiera dei miei personaggi. Clelia è la protagonista di “Ti regalo l’amore” il mio nuovo romanzo di genere romance, ed è una ragazza comunissima, banale, senza lavoro, single. A differenza di me, lei non ha nemmeno un gatto con cui dormire la sera. Ma l’ho adorata, fin da quando ho iniziato a scrivere di lei. Per la prima volta non ho detto di un personaggio “vorrei essere come lei” ma “caspita, io sono lei”.

Meglio scrivere erotico o fantasy?
Bella domanda. Un giorno scriverò un fantasy erotico, ma, ops l’ho già fatto. Nelle Cronache dei Wendell miscelo un universo fantastico a scene di sesso lievemente velate. Ma se dovessi scegliere, opterei per il fantasy. Il primo amore che, come si sa, non si scorda mai.

Restando in ambito erotico, ti è mai capitato di sperimentare qualcosa di analogo a quello che hai scritto?
Nì e no. Diciamo che Elly, la protagonista del mio erotico, è molto più provocante e intraprendente di me. Ma forse perché ha a che fare con un fustacchione come Norman. In tal caso intraprendente lo diventerei anche io.

Il nome, solo uno, di una persona che ha ispirato uno dei tuoi racconti erotici.
In tutta sincerità? A ispirarmi certe scene sono attori di serie tv e di film. Eh già. Gli uomini reali, al momento, mi ispirano solo maledizioni e calci negli stinchi.

I tuoi libri fantasy, invece, nascono da…
Da una profonda volontà di evadere e di riscrivere il mondo. Oppure di parlare attraverso metafore e magari allo stesso tempo denunciare alcuni tipici comportamenti dell’uomo che non ho mai sopportato, come l’avarizia o l’invidia. Il fantasy è un’ottima maschera attraverso la quale spiare la realtà.

Qual è stata la frase più negativa che ti è stata detta sui tuoi lavori?
Che sono banale e che descrivo cose inverosimili. Un giorno scriverò di alieni. E allora vorrò sapere cosa avranno da dire in proposito.

La frase più spinta, invece, ricevuta dai lettori dei tuoi romanzi erotici.
Lo posso dire? Ok, lo dico. Alcuni mi hanno detto che, dopo aver letto “È te che aspettavo” hanno dovuto fare delle docce ghiacciate e immaginate il perché! Felice allora di aver “provocato” sessualmente qualcuno.

Infine, se potessi scegliere, in quale città/paese vorresti scrivere il tuo prossimo libro e in quale location? E di che genere sarebbe?
Dopo aver ambientato “Ti regalo l’amore” in due città italiane (Roma e Perugia) tornerei ad ambientare un mio libro ancora una volta in Italia. Mi è piaciuta la totale immersione nei posti nostrani, posti che non ho visto tutti ma che ora ho curiosità di visitare almeno una volta per poter dire “qui i miei personaggi si sono baciati” o “qui si sono odiati”. Il genere? Il romance, credo. Ora come ora è quello che più sento vicino.


Vi ricordiamo che il 20 Settembre è uscito il nuovo romanzo di Alessandra Paoloni, Ti regalo l’Amore. Copertina curata dalla grafica Elisabetta Baldan.

Per seguire l’autrice, non perdete di vista il suo blog e la pagina Facebook ufficiale.

 

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