“La mia vita non proprio perfetta”: il ritorno di Sophie Kinsella

Un romanzo tutto emozioni e umorismo, con uno sguardo alla realtà di oggi, per l’autrice di "I love shopping"

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La scrittrice inglese Sophie Kinsella, alias Madeleine Wickham, 47 anni.

Una commedia agrodolce, che fa ridere sì, ma anche riflettere sulla società contemporanea e alcuni dei suoi mali. È questo, in estrema sintesi, “La mia vita non proprio perfetta”, il nuovo libro di Sophie Kinsella uscito il 14 febbraio.

Il nome dell’autrice, per gli amanti del genere chick lit, è di per sé una garanzia. Madre di cinque figli, laureata a Oxford, la Kinsella – alias Madeline Wickham – ha pubblicato diversi romanzi, raggiungendo il successo internazionale con la serie “I love shopping”.

Dopo la spendacciona Becky Bloomwood, facciamo qui la conoscenza di Katie, ventiseienne cresciuta in campagna che sogna di diventare una londinese con la L maiuscola.

Katie adora la vita della grande metropoli scintillante, peccato che non possa permettersela. Come tante persone della sua età, infatti, fa fatica ad arrivare alla fine del mese, anzi della settimana, tra stage mal pagati e lavori a termine.

Costantemente a corto di denaro, vive in una casa minuscola insieme a una serie di coinquilini con cui non va troppo d’accordo, si veste solo con abiti presi al mercato, mangia come un uccellino. Eppure resiste. E fa credere a tutti di avere una vita fantastica, postando su Instagram foto patinate e modaiole, quando purtroppo la sua realtà è tutt’altra.

Il suo sogno è essere come Demeter, la sua responsabile nell’agenzia di marketing in cui ora lavora, una quarantenne realizzata nella professione e nella vita, glamour, sicura di sé e molto egocentrica.

Ma quando Katie rimane di nuovo senza lavoro, è costretta a tornare a vivere dai genitori nel Somerset. Mortificata, vede svanire il suo sogno di carriera, ma ancora non sa che la partita è tutta da giocare.

Sophie Kinsella si dimostra ancora una volta un grande talento nel raccontare storie ironiche e divertenti ma con un significato più profondo.

“La mia vita non proprio perfetta” affronta alcune tematiche di stretta attualità: l’esistenza precaria dei giovani, sempre più in difficoltà nel diventare economicamente indipendenti; il ruolo dei social network come catalizzatori di attenzioni; l’importanza dell’apparire e del mostrare rispetto all’essere.

Katie è una ragazza del nostro tempo, e incarna alcuni dei difetti del periodo. Ma con un pizzico di fortuna, riuscirà a trovare anche lei la sua strada… Voi che dite?

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