di Francesco Salvetti

 

Si dice che le star – un po’ come le spose nel loro giorno – amino farsi aspettare. Oggi possiamo confermare che la voce è vera, ma in certi casi – come questo – ne vale la pena.

Kevin Spacey è a Roma per girare alcuni film, tra cui “All the money in the world” di Ridley Scott, incentrato sulla vera storia del sequestro di John Paul Getty III avvenuto nel 1973.

Abbiamo incontrato l’attore, produttore, regista e sceneggiatore statunitense in occasione della presentazione del film “Baby driver” di Edgard Wright, dove Spacey interpreta Doc, un personaggio tutto da scoprire.

La pellicola arriverà nelle sale italiane il 7 settembre, ma potete già trovare la recensione in anteprima su Parole a Colori.

Vediamo il meglio della conferenza stampa di Kevin Spacey.

 

Tre anni fa in un’intervista a Hollywood Reporter ha dichiarato che in futuro avrebbe accettato solo ruoli di rilievo e che se Martin Scorsese si fosse presentato alla sua porta gli avrebbe aperto sicuramente. Ritiene Edgard Wright il nuovo Scorsese?

Quella dichiarazione va contestualizzata. Era un momento della mia carriera in cui dovevo smettere di accettare certi ruoli, dopo essermi allontanato dal cinema per gestire un teatro londinese. Oggi sono interessato a ricostruire una storia nel cinema. Edgard è un regista sveglio, brillante e poi onestamente il ruolo poteva essere di Michael Caine [ride].

Possiamo definire un bad guy quello che interpreta in “Baby driver”? E se sì si differenzia dagli altri ragazzacci che ha interpretato in precedenza?

Il mio ruolo non è giudicare ma interpretare. Io interpreto una persona, quello che dice, che pensa, che fa. È vero che il pubblico è attratto spesso da personaggi complessi, dagli antieroi. Poi grazie ai “Soprano” questo concetto è stato rivalutato anche in chiave positiva.

Oggi viene considerato un modello da molti attori. Ma quali sono i suoi, di modelli?

Ho avuto la fortuna di avere una madre grande appassionata di cinema e teatro. Per questo sono cresciuto con Henry Fonda, Jack Lemmon – con cui ho fatto anche quattro film! -, Betta Davis e molti altri divi di quel periodo.

In Italia Roberto Pedicini presta la voce al suo personaggio. Cosa ne pensa del mondo del doppiaggio, dato che in passato ne ha anche fatto parte?

Al Festival di Berlino un signore una volta mi disse: “I am you. Io faccio la tua voce in Germania. Doppio anche Sean Connery e Robert De Niro”. Al che io gli chiesi: “Quindi se faccio un film con Connery e De Niro fai tutti e tre? Cercherò di non fare mai un film con loro, stai tranquillo”.

 

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