Valeria De Luca: “Adoro Stephen King ma sono una lettrice onnivora”

Intervista alla scrittrice e blogger, che ha trovato nei libri la forza per rialzarsi dopo un periodo difficile

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Valeria De Luca ama da sempre la lettura e la scrittura, e nonostante le difficoltà è riuscita a trasformare le sue passioni in una bella attività come scrittrice e blogger.

Nel dicembre del 2011 è uscito il suo primo libro, “Emily Noir. Incubi in monastero“, un thriller con un pizzico di paranormale. A questo sono seguiti “Le lenzuola nere di Khloe“, “Black cemetery. Il luogo della perdizione”, “L’uomo con il cilindro” e “La polvere dei ricordi”. Determinata e appassionata, ha parlato dei suoi lavori in tv e in radio.

Nella nostra intervista parleremo della sua esperienza come autrice e come blogger – potete trovarlo su Libri in bottiglia.

 

Ciao Valeria, grazie per aver accettato questa intervista per Parole a Colori. Quando hai iniziato a scrivere e come sei arrivata al primo romanzo?

Ho iniziato a scrivere poesie alle elementari. Adoravo il classicismo, tema che tutti odiavano a scuola. La prima bozza del romanzo “Le lenzuola nere di Khloe” è nata nel 2006, dopo un viaggio a Praga. All’epoca scrissi otto capitoli, ma decisi di fermarmi, perché avevo accanto una persona che non condivideva la mia passione e non mi sosteneva, facendomi sentire patetica. La voglia di scrivere è tornata in un momento tragico per me, avevo perso due bambini intorno al quarto mese di gravidanza, ero a pezzi e non riuscivo a rialzarmi. Ho deciso di riprendere in mano carta e penna, ed è nata “Emily Noir”, nel 2011. La scrittura e la lettura mi hanno salvata.

Capita spesso che le autrici esordienti siano molto timide, e in generale che abbiano difficoltà a far conoscere i loro lavori. Tu, invece, ti sei buttata in tv, in radio e non solo. Ci racconti com’è stato?

Anche io tendenzialmente sono una persona molto timida. Queste però sono state esperienze incredibili, necessarie e che consiglio a tutti. Ho presentato il mio romanzo “Le lenzuola nere di Khloe” in radio, in biblioteca, in televisione, persino in una scuola media. Sono state esperienze bellissime, anche se avevo il cuore che martellava forte. Auguro ad ogni autrice di poter presentare i loro libri in ogni maniera possibile, perché tutto fa esperienza nella vita e aiuta a migliorare.

Due due tuoi libri – “Emily Noir. Incubi in monastero” e “Black cemetery. Il luogo della perdizione” – sono disponibili anche in francese. Hai scelto tu questa lingua per la traduzione? E cosa ti ha spinta?

A spingermi è stata la voglia di far arrivare in ogni luogo possibile, non solo in Italia, le mie storie. Il francese non è stata una mia scelta, a dire il vero. Avevo messo su Babelcube i miei scritti e un traduttore francese mi ha contattata, perché era interessato a “Emily Noir” e “Black Cemetery”.

Oltre a scrivere romanzi, hai anche un blog – Libri in bottiglia – dove ti occupi di recensioni e interviste. Qual è il ruolo che ami di più, blogger o autrice? 

Bella domanda! Vado a periodi, ma comunque è sempre scrittura, anche se non dello stesso tipo. Adoro scrivere, volare con la fantasia, con la mente, lasciarmi trascinarere, però il blog mi fa sentire molto utile, non solo per me stessa, ma anche per altri autori. Dare visibilità alle loro storie, recensire i loro libri, ma fa sentire bene, nel mio piccolo importante.

Quali sono secondo te i requisiti necessari per un buon book blogger? 

Il tempo, quello è davvero importante. A un blog si deve dedicare tempo, non si deve trascurarlo, come invece ho fatto io in passato. Poi un buon book blogger, secondo me, deve essere neutrale, non avere preferenze. Purtroppo leggo spesso di autori che vengono esclusi da alcuni blog, magari per antipatia personale o perché sono self. Ecco, questo è sbagliato. Tutti hanno diritto a una vetrina, a poter presentare il proprio lavoro. Parlo anche per esperienza personale, purtroppo. Diverse blogger mi hanno chiuso la porta in faccia perché non avevano tempo per i miei libri. Ecco, da me c’è spazio per tutti!

Autori e generi preferiti? 

Io adoro Stephen King, è il mio idolo, ma non mi faccio problemi a leggere anche autori italiani che scrivono thriller, horror, paranormal – nel tempo ho trovato scrittori di casa nostra che non hanno nulla da invidiare agli americani! Quindi leggo senza pregiudizi, di tutto e di più, scopro storie e personaggi fantastici. Ammetto che, a volte, mi danno più emozioni gli autori self che quelli ormai affermati.

Prima di lasciarci: cosa ne pensi del mondo dei social applicato al blogging? Anche tu utilizzi le principali piattaforme per far conoscere i tuoi lavori e quelli degli altri? E credi che sia uno strumento valido?

Sì, certo! Non basta creare un post e lasciarlo lì in attesa che qualcuno per caso clicchi sul tuo blog. Io condivido tutto su Facebook, Twitter, Mebook, Google+, Pinterest. Purtroppo per adesso ho dei problemi con Instagram, ma conto prima o dopo di sbarcare anche lì.

Grazie a Valeria De Luca per essere stata con noi e in bocca a lupo per tutto. 

Grazie a voi per la bella occasione.

 

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