Intervista all’autrice Anisa Gjikdhima

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Anisa Gjikdhima ha iniziato a scrivere sul web un po’ per caso, un po’ per passione e ha pubblicato il suo primo romanzo, “Bello ma dannato – Attrazione”, con le Edizioni Epsil.

A questo esordio è seguita la serie romance in tre volumi composta da “A ogni costo”, “Sei solo mia”, “Disposto a tutto” e una seconda trilogia, “Madness”, di genere erotico che ha riscosso grandi consensi. “Dimmi quello che vuoi”, “Dimmi che mi vuoi” e “Dimmi che mi ami” sono stati infatti inclusi da Rizzoli nella collana tutta al femminile YouFeel.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’autrice, per parlare dei suoi lavori ma anche a tutto tondo di carriera ed esperienze di vita.

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Ciao Anisa, grazie per aver accettato di raccontarti su Parole a Colori. Iniziamo parlando di te e delle tue origini.

Ciao. Innanzitutto vi ringrazio per l’opportunità. Per quanto riguarda le mie origini ci vorrebbe uno schema per spiegarle bene e rischierei comunque di confondervi ancora di più. Meglio evitarvi la tortura e dirvi che sono nata in Albania. Da piccola, insieme ai miei genitori, ci siamo trasferiti in Italia, e da allora questa è diventata la mia seconda casa.

Quando nasce in te la passione per la scrittura? C’è stato un evento che ha dato il là alla tua vena creativa oppure le cose si sono sviluppate in modo naturale, quasi da sé?

La passione per la scrittura nasce molti anni fa. Sul mio portatile c’è ancora la prima bozza a cui ho lavorato, nel 2006, bozza che non ha ancora visto la luce. Ho iniziato scrivendo fantasy e poi alcuni racconti di genere romance. Scrivevo ogni volta che ne sentivo la necessità, ma non avevo il coraggio di pubblicare. Nel 2015 qualcosa è cambiato. Mi sono iscritta alla piattaforma Wattpad come lettrice; poi ho scoperto che esisteva anche la possibilità di creare una propria storia a capitoli. Era un momento particolare per me, non dormivo molto la notte perché da poco avevo perso una persona fondamentale, la mia adorata nonna. Così una sera, per puro caso, ho iniziato a creare “Bello ma dannato”. Le notti insonni si erano trasformate in qualcosa di divertente. Scrivere mi aiutava a distrarmi. Quello che non mi sarei mai aspettata è stato il successo di quella storia. È avvenuto tutto velocemente e ancora oggi faccio fatica a crederci.

Dal fantasy sei passata al romance, e dopo al genere erotico. Che tipo di autrice ti senti di essere?

Io sono una persona romantica, quindi forse è per questo che riesco a scrivere romance con facilità. L’erotico, invece, è stata una novità per me. La serie Madness, edita da Rizzoli, è stato il primo lavoro di questo tipo a cui mi sono dedicata. È stata una bella avventura e non mi dispiacerebbe continuare con questo genere.

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Parlando di generi, senti di avere un preferito oppure sperimentare, anche in futuro, non ti spaventa?

Sono una persona che crede molto nell’amore e alcune lettrici mi definiscono “cuori e farfalle”, ma mi piace anche sperimentare. Preferisco essere versatile e mettermi alla prova con generi diversi. Almeno è quello che provo a fare, poi spetta ai lettori dare un giudizio sui risultati.

Parliamo della trilogia erotica “Madness”, a cui accennavi prima, inserita nella collana YouFeel di Rizzoli. Quando e come è nata l’idea?

Io sono molto timida, quindi proporre un lavoro di genere erotico non è stato facile – concedetemi la premessa. È iniziato tutto per caso nel marzo del 2016. Una lettrice mi aveva consigliato la lettura di una trilogia erotica, ed è stato quello la causa di tutto. Ho passato giorni e giorni a pensare e ripensare a quella storia, perché alcune scelte dei protagonisti non riuscivo proprio a comprenderle. Poi una sera, ero davanti al pc, ho iniziato a scrivere una mia storia erotica. Avevo il quadro completo, sapevo esattamente come la volevo ma, non avendo molto tempo, ho scritto solo una prima parte. Grazie ai consigli di alcune autrici self ho poi deciso di pubblicare per la prima volta su Amazon. In seguito sono stata contattata da Rizzoli che ha pubblicato il primo volume della serie e anche i sequel

Protagonista della trilogia è Eva, una donna decisa ma con grandi fragilità. Cosa ci puoi raccontare di lei? E come sei arrivata alla scelta del nome?

Eva è forse uno dei personaggi che ho amato di più nelle storie che ho scritto. Una donna in carriera che non si lascia mettere i piedi in testa; in apparenza forte, ma dentro fragile. Ha un lato ironico che riprende un po’ una mia caratteristica. Mi sono divertita molto a creare questo personaggio. Mi piace la donna decisa, che non cede facilmente. Ma per quanto Eva sia decisa, l’incontro con Leon cambia tutto. Lui la comprende e alla fine lei abbassa le sue difese e si lascia amare. La scelta del nome è stata una vera odissea: non riuscivo a trovare quello giusto finché una sera, parlando con un’amica, le ho spiegato a grandi linee la storia e lei mi ha detto “Eva è perfetto”. Capite? A lei è venuto in mente subito, mentre io ero bloccata a pensarci da giorni. Assurdo.

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Hai pubblicato il primo romanzo in self, e dopo la serie completa per Rizzoli. Che riscontri hai avuto? Il pubblico ha mostrato di apprezzare la tua storia?

I riscontri sono stati più che positivi, inutile negarlo, e ne sono felicissima. Io scrivo per passione, non penso al dopo. Quando ho pubblicato la prima versione in self di “Dimmi quello che vuoi”, in pochi giorni ero tra le prime nelle classifiche di vendite del genere erotico. Non ci potevo credere, ero felice ma anche preoccupata. Forse questo elemento non cambierà mai. Io sono perennemente in ansia: spero che la storia trasmetta emozioni, solo in quel caso posso dirmi del tutto soddisfatta.

Archiviata questa avventura, cosa dobbiamo aspettarci adesso da te?

Ho diverse bozze promettenti in cantiere. Penso di pubblicare un nuovo romance per inizio anno. E poi mi piacerebbe anche cimentarmi nuovamente con il genere erotico.

Prima di salutarci, allunga una mano e tira fuori dal cassetto del tuo comodino un sogno, il primo che riesci ad afferrare. Qual è?

Un mio sogno l’ho già realizzato pubblicando con Rizzoli. Un altro che ho sempre avuto è quello di avere una libreria tutta mia, perché amo stare tra i libri.

Grazie infinite ad Anisa Gjikdhima per essere stata con noi e in bocca al lupo per il futuro.

Grazie a voi.





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