Intervista all’autrice Tiziana Cazziero

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Conosco Tiziana Cazziero da molti anni. Abbiamo entrambe una lunga gavetta nel settore editoriale alle spalle e molto in comune. Sognatrici incallite, donne in carriera, creative per natura, intraprendenti per difetto, sempre tenaci, combattive e pronte a raccontare.

La Sicilia è la sua regione, la letteratura la sua passione, la scrittura un mestiere che le ha riempito la vita e continua a darle soddisfazioni.

Tiziana è un’autrice a tutto tondo, che non solo si è dedicata alla stesura di romanzi di vario genere, dal fantasy al romance, e a manuali per aspiranti scrittori, ma ha anche collaborato con case editrici e agenzie, con periodici online e magazine. Promotrice editoriale e social media marketing, ha saputo cogliere e cavalcare la rivoluzione digitale, dedicandosi anche all’imprenditoria del suo nome.

Tra le sue opere ricordiamo “Amore tormentato“, “Patto con il Vampiro”, “Quell’amore portato dall’Africa”, “Ritrovarsi, la forza dell’amore”, “Ritrovarsi, passione inaspettata”, “Blogger e autore, la mia verità sul mondo social”. Per la collana YouFeel di Rizzoli ha pubblicato lo scorso luglio “E tu quando lo fai un figlio?”.

Ciao Tiziana, grazie per aver accettato questa intervista. Mi piacerebbe parlare con te dei consensi raccolti con l’ultima opera ma anche in generale della tua carriera.

Quando è nata in te la passione per la scrittura e cosa ti ha spinto a buttarti con la prima pubblicazione?

Ciao Tiziana e grazie per questo invito e lo spazio concesso. La passione per la scrittura credo sia nata con me; fin da ragazzina annotavo sempre tutto, scrivevo biglietti, lettere ad amici e parenti e inventavo le storie per giocare. In età adolescenziale ho gettato le basi del mio primo romanzo, “Voltare pagina”. Un’insegnante lo trovò sul mio banco, ai tempi scritto a carta e penna, e lo lesse con attenzione. Ricordo ancora con affetto il suo sguardo; era pronta a rimproverarmi perché ero distratta dalla mia scrittura, ma invece mi fece un sorriso e mi perdonò perché si lesse tutto il romanzo, o meglio la prima bozza, in classe e ne rimase colpita. Mi fece i complimenti e mi disse che era una bella storia. Come spesso avviene, quel racconto rimase in un cassetto per tanto tempo, solo diversi anni dopo ho trovato il coraggio per riprenderlo e renderlo il romanzo di oggi o quasi. Era il 2005 quando terminai la stesura e partecipai a un concorso. Non vinsi, ma ricevetti delle segnalazioni e alcune proposte di pubblicazione. Non avvenne nulla all’epoca, ma fu importante quel momento per me, pensai per la prima volta seriamente alla pubblicazione, che è avvenuta nel 2011.

Sei un’autrice di grande esperienza. Quali sono stati i riscontri più importanti che hai ricevuto, e quali i maggiori ostacoli, durante il tuo percorso?

Mi piace considerarmi un’autrice sempre in crescita, sempre affamata di conoscenza. Io credo che non si finisca mai d’imparare e di fare esperienza. Certo, adesso sono trascorsi diversi anni dai miei inizi, ho imparato un po’ a conoscere il mondo editoriale e della scrittura e devo dire che, rispetto a quando ho cominciato, sono cambiate tante cose. I riscontri sono arrivati dai lettori, dalle persone che hanno sempre creduto in me e anche da chi, invece, ha imparato col tempo ad avere fiducia in quello che faccio, apprezzandomi come autrice e persona. Non è stato facile, sono stati tanti i momenti di sconforto e diverse volte ho pensato di mollare, anche se per natura sono una combattente e difficilmente mi arrendo. Nei momenti di difficoltà, quando ricevevo dei no, alcune storie stentavano a decollare o era complicato arrivare ai lettori e farsi conoscere, non ho comunque mai smesso di scrivere. Mi sono dedicata a ogni genere di argomento, ho collaborato con diverse redazioni online e lavorato con tanti siti differenti. Scrivere mi è servito ed è stata di fondo anche la mia gavetta, non ho mai abbandonato i miei romanzi, ma la scrittura è diventata parte integrante della mia quotidianità ed è stato importante per crescere come autrice e persona. Mi sono confrontata con tante persone del settore e ho imparato a conoscere la scrittura. Inoltre ho aperto e gestito diversi blog sull’editoriale, ho dato spazio ad altri autori, intervistato molti colleghi e recensito le opere che leggevo. Gli ostacoli sono tanti, purtroppo è un settore difficile. Forse oggi il self facilita un po’ gli autori emergenti, anche se può essere una lama a doppio taglio, ma credo che riuscire a crearsi un seguito sia stata sicuramente la parte più difficile, e lo è ancor oggi.

So che a un autore non si dovrebbe mai chiedere di scegliere, ma c’è un’opera che ti sta più a cuore delle altre e una invece che ha richiesto più lavoro per la stesura?

Quando mi fanno questa domanda non riesco a trovare subito una risposta. Tutte le mie opere sono state fonte di emozioni e lavoro, ma se dovessi scegliere quella che mi sta più a cuore forse direi “E tu quando lo fai un figlio?” pubblicata con Rizzoli per la YouFeel, perché tratta un tema che mi ha toccato personalmente, l’infertilità. Un’opera che mi è costata tanta fatica, invece, è “Amore tormentato”. Anche questa storia tratta un argomento sociale importante, la violenza sulle donne. Ho davvero faticato a scriverla, perché volevo che i personaggi facessero trasparire pienamente le loro sensazioni e speravo, al contempo, che i lettori potessero carpire il messaggio che volevo mandare. La tematica mi sta a cuore anche perché ho conosciuto due donne che hanno vissuto questa situazione drammatica e la violenza è una tematica, purtroppo, sempre attuale. Per me è stato un modo per catalizzare l’attenzione su questo fenomeno sociale devastante.

Hai sperimentato, con ottimi risultati, generi diversi. Ce n’è uno che senti più congeniale?

Sì è vero, tratto generi differenti, scrivo manuali e fantasy, ma quello che senz’altro mi veste meglio, che sento mio come autrice, è il romance drammatico con suspense. Come “Amore tormentato”, “Voltare pagina”, “Ritrovarsi – Passione inaspettata”; sono tutti romanzi con una forte componente drammatica e di suspense. Storie non solo d’amore, ma che toccano aspetti importanti della vita.

Parliamo adesso di “E tu quando lo fai un figlio?“, un’opera che come ci hai anticipato tocca il tema delicatissimo dell’infertilità.

Quest’opera è nata come una specie di diario. Dentro di me sentivo la voglia di pubblicare qualcosa che riguardasse questo tema ma, al contempo, non ero convinta che fosse la strada giusta. Non volevo un diario triste e doloroso da offrire ai lettori, ma qualcosa che potesse intrattenerli, così, senza pensarci troppo, ho costruito i personaggi di Luisa e Leonardo e sono stati loro che mi hanno raccontato qualcosa delle loro vite e dell’infertilità. Nel libro ci sono momenti frizzanti e divertenti, e tutto è condito con l’ironia, per smorzare un argomento così serio come la sterilità. Per me è stato importante, quasi liberatorio ed esorcizzante. Mi sono sentita libera quando, finalmente, avevo tra le mani la storia di Luisa e Leonardo.

I protagonisti sono una coppia come tante, costretta a soffrire molto prima di coronare il sogno di diventare genitori. Una storia che è un po’ anche la tua. Com’è stato scriverla e rivivere, anche se attraverso la narrativa, un passato difficile?

Ammetto che in certi momenti l’emozione prendeva il sopravvento. La storia è nata tutto d’un fiato, ma le revisioni e riletture sono state difficili da affrontare. Per me è stato come tornare indietro nel tempo, a quel tempo quando rincorrevo un desiderio e trovavo solo ostacoli e delusioni. L’infertilità ho sempre detto che non si dimentica; nemmeno oggi che sono mamma ho accantonato del tutto quel periodo. Inevitabilmente quello che vivi ti segna e anzi, io mi ritengo davvero fortunata nell’essere riuscita a diventare madre. Molte donne che conosco ancora inseguono il loro sogno e devono lottare e affrontare tante peripezie, altre sono costrette a dire basta… per cui, nonostante i tanti patimenti e i dolori per le perdite subite, mi sento fortunata.

Il messaggio che hai voluto trasmettere con “E tu quando lo fai un figlio?”?

Quando una donna vuole un bambino e non riesce ad averlo si sente sola anche in mezzo a mille amici. Non è una condizione facile con la quale convivere, l’infertilità, per questo ho voluto pubblicare questa storia, per dire alle donne che affrontano questo problema: non siete sole. E poi mi piaceva attirare l’attenzione su un tema importante, ma del quale si parla poco. Spero in parte, nel mio piccolo, di esserci riuscita.

Com’è stata accolta la tua opera?

Molto bene. Quest’opera mi ha regalato tante soddisfazioni. I lettori mi hanno fatto i complimenti non solo per il romanzo, ma anche per il coraggio dimostrato nel raccontare una storia di questo genere e dire, senza alcun problema, che la trama è ispirata alla mia vicenda personale.

Il complimento più bello che ti hanno fatto per una tua opera, e di contro la critica più aspra?

Il complimento l’ho letto in una recensione pubblicata da una lettrice per il romanzo “Amore tormentato”. Riporto le testuali parole: “… e poi la Cazziero è una certezza!”. Queste poche parole, quando le ho lette, mi hanno fatto emozionare. La critica peggiore? Non saprei dire. Mi spiace quando ricevo recensioni negative che non riguardino tanto l’opera ma altro. Un’opera può non piacere, è normale. Ma quando viene usata la cattiveria gratuita nelle recensioni… non è piacevole.

Prima di salutarci, allunga una mano e tira fuori dal cassetto del tuo comodino un sogno, il primo che riesci ad afferrare. Qual è?

Non è presunzione, ma ho davvero realizzato i sogni importanti. Ho una vita tranquilla, una relazione serena, una figlia, e dal punto di vista professionale ho pubblicato con una grande casa editrice come Rizzoli. Se poi dobbiamo andare a scovare bene nel cassetto, cosa potrei aggiungere? Un cartaceo a mio nome in libreria, ma questo credo sia il sogno di tutte le autrici. Al momento sono contentissima così, ma la vita è imprevedibile e chissà.

Grazie infinite a Tiziana Cazziero per la disponibilità e in bocca al lupo.

Grazie ancora a te e a tutta la redazione per il tempo concessomi.





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