Intervista all’autrice Chiara Mineo

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Chiara Mineo è una giovane autrice che ho scoperto per caso. Siciliana e passionale, animata da una forza e da un entusiasmo non comuni, mi ha colpito con la sua intraprendenza e creatività e ho pensato di intervistarla per Parole a Colori.

Tutto è iniziato con la “Saga di Fenix”, il suo esordio narrativo, pubblicata dalla casa editrice GDS e poi con “I rovi del male – L’Inferno”. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo anche: “A time for love. Un tempo per amare” e “A cuore aperto”.

Il suo ultimo romanzo, “La strada della libertà”, è stato pubblicato da Rizzoli nella collana digitale YouFeel, dedicata all’universo femminile.

Abbiamo parlato con l’autrice della sua promettente carriera, dei riscontri ottenuti dai suoi libri e di molto altro.

La strada della libertà, Chiara Mineo, YouFeel, Rizzoli

Ciao Chiara, grazie per aver accettato questa intervista.

Inizio col chiederti quando hai iniziato a scrivere. La tua passione è davvero nata sui banchi di scuola, come ho letto in una tua biografia?

Buongiorno e grazie di questa opportunità. In effetti sì, ho iniziato a scrivere proprio ai tempi della scuola. Era il periodo in cui tutti andavano pazzi per “Twilight” e decisi di partecipare a un concorso di scrittura, dedicato proprio al genere fantasy. Al concorso non presi mai parte, ma grazie alla scrittura ho allacciato una grande amicizia con Esmeralda Piccione, con cui ho scritto la serie Fenix per la GDS. Scrivere mi faceva stare bene, era come uno sfogo personale, un modo per tirare fuori tutte le emozioni che mi soffocavano. Così, non ho più smesso.

La tua primissima opera? Edita, o gelosamente conservate nel cassetto?

Il primo romanzo che ho scritto non l’ho mai fatto leggere a nessuno. Onestamente sono gelosa di quel libro, forse perché parla troppo di me e del periodo che stavo vivendo. Lo conservo tutt’ora e non mi decido a dargli un’opportunità. “Fenix la lunga notte” è stato invece il primo lavoro che ho proposto all’esterno. È piaciuto alla GDS che poi ha pubblicato l’intera serie.

Hai esordito nel 2013, come ci raccontavi. Com’è stato vedere il tuo nome in copertina?

Onestamente? Quando è uscito il libro ero semplicemente euforica. Penso sia normale esaltarsi, all’inizio, pensare di essere arrivati. Dopo torni con i piedi per terra e capisci che non è tutto così semplice come sembra. Mi ci sono voluti anni per arrivare dove sono adesso. La prima esperienza editoriale non è stata poi molto piacevole, ci sono state diverse complicazioni. Col tempo però ho migliorato me stessa, e ho imparato a ponderare meglio le mie decisioni e a conoscere quel mondo.

Dando un’occhiata alla tua produzione salta all’occhio il tuo destreggiarti tra generi diversi. Hai un preferito?

All’inizio ero semplicemente innamorata del fantasy, per me non esisteva altro, forse perché ero ancora immatura. Adesso prediligo il romance storico; adoro leggere storie di amori impossibili in epoche difficili.

A time for love, Chiara Mineo

Il libro che fino a oggi ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Assolutamente “A time for love. Un tempo per amare”; ho messo tutta me stessa in quest’opera.

Parliamo adesso della tua ultima fatica, “La strada della libertà”, pubblicato da Rizzoli nella collana YouFeel.

Il libro rientra nel genere che adoro, il romance storico. Sole è una ragazza semplice, divisa tra due mondi che nel 1665 erano in forte conflitto tra loro: quello dei bianchi e quello dei neri. È un’epoca difficile, fatta di pregiudizi. Quando Sole si innamora di uno dei suoi padroni, Will, dovrà dimostrare che non è il colore della pelle a stabilire il tuo posto nel mondo. Anche se è vero che oggi alcune cose sono diverse, se pensiamo alla cronaca possiamo vedere come la strada per la libertà sia ancora lunga da percorrere.

Un libro complesso, con un bel messaggio al suo interno.

Il messaggio fondamentale che ho voluto trasmettere è che l’amore non deve conoscere ostacoli.

Una storia particolare, per la collana YouFeel dove dominano le storie divertenti o puramente romantiche. Come hanno reagito i lettori?

Per adesso i riscontri sono stati positivi. I lettori hanno mostrato di apprezzare il mio libro, anche se ancora è presto per dirlo. Alcuni forse si aspettavano qualcosa di più violento, vista l’epoca narrata, ma io ho voluto dare più importanza all’amore (im)possibile. Nel complesso posso ritenermi soddisfatta e lusingata dei riscontri.

Prima di salutarci, la fatidica domanda che faccio a tutti gli intervistati in chiusura. Allunga una mano e tira fuori dal cassetto del tuo comodino un sogno, il primo che riesci ad afferrare. Qual è?

Ammetto che questa domanda è un po’ imbarazzante. Ho pubblicato tutti i miei romanzi con discreto successo, quindi posso dire di aver già realizzato parte dei miei sogni. Ma se devo essere onesta, mi piacerebbe davvero vedere “A time for love” sugli scaffali delle librerie e poi, magari, sul grande schermo. Credo davvero tanto in questa storia.

 

Grazie a Chiara Mineo per essere stata con noi, e in bocca al lupo.





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