Intervista all’autrice Linda Bertasi

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Quello di Linda Bertasi è un nome noto nel settore della piccola e media editoria, per la bella carriera che l’autrice ha alle spalle. Appassionata di storia e letteratura inglese, collaboratrice per diversi blog e magazine, Linda si è spesa molto anche per la sua attività di scrittrice.

Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo, “Destino di un amore”, a cui è seguito il paranormal romance “Il rifugio – Un amore senza tempo”, che ha portato all’autrice la Medaglia d’argento al XXIII Premio letterario Valle Senio nel 2012.

La prima edizione della sua opera più conosciuta, “Il profumo del sud”, risale al 2013, mentre nel 2015 è stata la volta del romanzo breve di genere storico-erotico “Il silenzio del peccato” pubblicato da Delos Digital. “L’erede di Tahira” è la sua ultima fatica letteraria, e proprio di questo abbiamo parlato con l’autrice in questa intervista.

L'erede di Tahira, Linda Bertasi

 

Ciao Linda, grazie per esserti resa disponibile per questa chiacchierata su Parole a Colori dove presenteremo il tuo ultimo libro, ma non solo.

Vorrei iniziare proprio da questo, dall’Erede di Tahira. Quanto tempo hai lavorato a questa storia prima di pubblicarla?

Ciao Tiziana, è sempre un piacere tornare a trovarvi. Per “L’erede di Tahira” ho effettuato molte ricerche, soprattutto su cristalloterapia, numerologia, simbologia animale e reincarnazione. Ho impiegato sei mesi, tra ricerca e stesura.

Ci puoi anticipare qualcosa della trama? L’erede a cui si accenna nel titolo mi intriga molto.

La storia è ispirata a una vicenda realmente accaduta in provincia di Rimini, che coinvolge Vaccarina, una donna condannata al rogo per stregoneria nel XVI secolo. Il libro parte da qui, da questa esecuzione. A Viserbella, nel 1561, Tahira consegna alla figlia, prima di morire, un diario e una stella a sette punte che costituiscono la sua eredità. Si volta pagina e ci ritroviamo ai giorni nostri, su una spiaggia di Viserbella, dove Arianna ritrova un misterioso diario incustodito. Non ha titolo, non si apre, l’unico indizio è un indirizzo riportato sulla quarta di copertina. La ragazza lo riporterà nella libreria che corrisponde all’indirizzo e da quel negozio non uscirà mai più. Sarà catapultata in una dimensione parallela senza ricordi, vestiti, amici e lì si ritroverà circondata da un gruppo di personaggi che sembrano invece conoscerla molto bene e che la aiuteranno a rammentare il suo passato. Perché è proprio lei l’erede del titolo, e deve ricordare, perché c’è una missione da compiere, un traditore da scovare, misteri da risolvere.

L’opera si inserisce nel genere paranormal fantasy. Se dovessi definirti come autrice, che parole useresti? Ci sono generi con i quali ti senti più a tuo agio oppure preferisci sperimentare?

Per me è difficile definirmi come autrice, preferisco che siano i lettori a farlo. Nasco come scrittrice di romance, ma amo sperimentare, pur mantenendo nelle mie storie un denominatore comune, l’amore. Mi piace tantissimo la fase di ricerca – sono molto scrupolosa, maniacale se vogliamo -, nutro un profondo rispetto per la storia e voglio che i miei romanzi siano accurati. Sicuramente sono un’autrice che dà molta importanza all’ambientazione: voglio far sentire il lettore come dentro al libro, attorniato da profumi e sensazioni.

Come hai detto, sei una grande appassionata di storie e di romanzi storici. È vero che stai lavorando a una nuova opera, ambientata all’epoca Tudor?

Sì, confermo. La mia passione per la dinastia Tudor ha radici profonde; avevo 12 anni quando lessi la prima biografia su Anna Bolena e ancora la porto nel cuore. Proprio su questa regina sarà incentrato il mio romanzo storico, che posso anticipare sarà assai complesso, ma sono solo agli inizi, la ricerca sarà lunga e impegnativa. Al momento, in realtà, sto lavorando a un romanzo storico del tutto diverso, ambientato in una zona dell’Inghilterra molto suggestiva. Ci saranno amore e mistero e sarà una storia alla Jane Austen, da sempre grande fonte di ispirazione per me.

Il silenzio del peccato, Linda Bertasi

Parliamo adesso di uno dei tuoi libri editi, “Il silenzio del peccato”. Come sei entrata in contatto con la Delos Digital che ha curato la pubblicazione del romanzo?

Io sostengo da sempre che scrivere sia magia e quando mi accadono vicende come quella con Delos ci credo ancora di più. Avevo scritto il romanzo già da qualche mese, quando ho incontrato Laura Gay e le ho inviato il manoscritto. In estate è arrivata la risposta positiva dell’editore e a ottobre, il giorno dopo il mio compleanno, la pubblicazione. Le novità positive arrivano quando meno te lo aspetti, è proprio vero. Sono felicissima di aver pubblicato con Delos e consiglio a tutti questa casa editrice perché sono davvero professionali, seri e puntuali. E naturalmente sono orgogliosa di aver lavorato con Laura, una grande professionista.

Un sodalizio riuscito, insomma. State già collaborando a qualche nuovo progetto o per adesso “Il silenzio del peccato” resta un caso isolato?

Al momento no, non abbiamo altro in cantiere, ma mai dire mai. Io seguo molto l’ispirazione e ammetto di prediligere i romanzi lunghi a quelli brevi, ma chissà cosa ci riserverà il futuro.

Prima di salutarti, una domanda personale. Svelaci un sogno, un desiderio, un dubbio e un timore che hai vissuto nel corso della tua carriera di autrice.

Che bella domanda. Dunque, andiamo con ordine. Il sogno l’ho realizzato nel 2009, quando ho ricevuto la prima risposta affermativa da una casa editrice per la pubblicazione del mio romanzo d’esordio “Destino di un amore”. Tornavo da un viaggio in Inghilterra e mai rientro fu più piacevole. Ricordo ancora le lacrime e poi io che correvo da mamma, incredula e felice.

Il mio più grande desiderio non ha nulla a che fare con la mia carriera da autrice. È quello di riuscire un giorno a tornare in Inghilterra e visitare i luoghi in cui ha vissuto Jane Austen. Il mio dubbio riguarda l’editoria e il momento che sta attraversando. A volte mi chiedo se abbia senso continuare a scrivere se non si viene notati da un grande editore, se abbia senso impegnarsi senza avere delle prospettive concrete. Ma è questione di un attimo e il dubbio scompare; la mia passione per la scrittura ha radici profonde e dovessi anche farlo solo per mia figlia, mia madre e mio marito continuerei comunque, perché non potrei immaginare di vivere senza.

Il timore di aver scritto un romanzo che possa non piacere c’è sempre, ma fa parte della vita di ogni autore. Chi non si pone nemmeno questa domanda, secondo me, ha fallito in partenza. Io credo fermamente nella necessità di mettersi in dubbio e aggiornarsi, sempre, perché non si è mai troppo arrivati per smettere di imparare.

Grazie mille a Linda Bertasi per essere stata con noi.

Grazie mille a te Tiziana e a tutta la redazione. Un saluto ai lettori.





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