Intervista all’autrice Emme X

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La forza dell'amore coverScrivere è un istinto animale”. A pronunciare questa frase è l’autrice che ha scelto di farsi conoscere con lo pseudonimo di Emme X. L’esordio nel mondo della narrativa è arrivato nel 2013 con “La forza dell’amore”, a cui è seguito “Quando l’amore è amore”. Due romanzi autopubblicati, per un’autrice che si definisce anche una lettrice avida e onnivora.

Oggi Emme X lavora a un nuovo romanzo, attende il risultato di un concorso a cui ha partecipato con un’altra sua storia, per adesso inedita, e si cimenta nel ruolo di blogger – il suo spazio online si chiama Romanticamente libri.

 

Ma conosciamo meglio quest’autrice giovane ed entusiasta attraverso l’intervista esclusiva per Parole a Colori.

Ciao Emme, sono felice tu abbia accettato di raccontare la tua storia. Inizio col chiederti perché hai deciso di usare uno pseudonimo per pubblicare i tuoi libri e come è nato.
Ciao Tiziana, grazie per concedermi questo spazio. Questo pseudonimo è nato con il mio primo romanzo. Mi piaceva l’idea di un “nome d’arte”, quindi ho usato l’iniziale del mio cognome “Emme” e “X” che sta per incognito. Un po’ come Madame X, il titolo di un vecchio film in bianco e nero che avevo visto da ragazza.

A giudicare dai titoli dei tuoi libri, si capisce che hai una certa predilezione per il romance. Pensi che in futuro ti dedicherai anche ad altri generi?
Assolutamente sì. A volte, anche nelle letture, provo a spaziare, ma non c’è niente da fare, sono innamorata dell’amore. Posso dire, però, che “La forza dell’amore” è una storia complessa, che tratta argomenti insospettabili. Ci sono colpi di scena e verità nascoste, quindi ha un suo peso. Invece “Quando l’amore è amore” è decisamente più frivolo, più leggero. Anche da questa semplice descrizione si può capire che sono libri di genere diverso, nonostante l’amore sia il perno principale in entrambi. Soprattutto le protagoniste sono totalmente agli antipodi, quindi anche i personaggi differiscono gli uni dagli altri.

Parliamo della tua prima opera, “La forza dell’amore”. Qual è stata la genesi della storia? E dove possiamo trovarlo?
A questo romanzo sono molto legata, forse perché è il primo, non so. Pensarci provoca sempre in me violente emozioni: l’ho scritto e riscritto, corretto e ricorretto tantissime volte. Eppure, ogni volta, che lo leggo piango come se non sapessi come va a finire. È una via di mezzo tra un romance, un giallo e un new adult. Era nato come romanzo erotico, però mano a mano che lo scrivevo sono emerse situazioni impreviste che hanno suscitato un nuovo interesse in me. Quindi ho addolcito le scene di sesso e mi sono dedicata maggiormente ai sentimenti, alle scoperte, alle bugie, al rapporto di amicizia malato, all’invidia, a una famiglia meravigliosa e alla scoperta del vero amore, quello forte, quello che ti fa superare grandi ostacoli. “La forza dell’amore” è disponibile in formato ePub e PDF, su diversi book store online – Amazon, Bookrepublic, Ibs, Hoepli sono alcuni dei principali. Inoltre è acquistabile anche su Play Store (applicazione per telefoni) per chi ha uno Smartphone Android.

Passiamo adesso alla tua seconda opera, “Quando l’amore è amore”. Quando è nata e cosa racconta?
Dopo aver tanto pianto per il primo libro, mi sono detta: “Ridiamoci su”. Così è nato questo chick lit. Subito dopo aver pubblicato “La forza dell’amore”, a inizio 2014, ho iniziato a scrivere. Come dicevo prima, tra Stella (protagonista del primo libro) e Maya (protagonista del secondo) c’è un vero e proprio abisso. Sono assolutamente diverse. Maya appartiene a una famiglia numerosa, è sempre stata coccolata e protetta (fin troppo), cerca un po’ di libertà e fugge dalla sua famiglia. Dalla Sicilia si trasferisce in Sardegna, dalla sua migliore amica. Lì incontrerà Mirko. Non è sempre simpatica, anzi, più di una volta, mentre scrivevo, avrei voluto prenderla a calci. Mi sono invaghita di Mirko – lo ammetto. Poverino, quante gliene combina Maya! Lui è innamorato perso, la corteggia apertamente in mille modi, eppure lei non riesce proprio a capirlo. Gliene combina una dietro l’altra, Mirko è esasperato ma la perdona sempre… almeno fino a che lei non tocca il suo tallone di Achille.

Leggiamo che stai lavorando a qualcosa di nuovo. Ci muoviamo ancora all’interno del genere romance?
Premetto che tra “Quando l’amore è amore” e il romanzo che sto scrivendo adesso si colloca un altro libro, che sta partecipando a un concorso e quindi non è ancora stato pubblicato. Quello si avvicina alla mia prima opera come genere e struttura, tutte le verità si sapranno alla fine, ma con la differenza che la protagonista conoscerà quattro ragazzi, di cui uno in particolare la conosce da tempo. Sa che è difficile avvicinarsi a lei per via del suo doloroso passato e cerca di attirare la sua attenzione, inviandole delle e-mail con piccoli indizi che la dovranno portare a capire di chi si tratta. Tutti e quattro hanno buone probabilità per essere identificati nel fantomatico mittente. Poi ci saranno imprevisti, colpi di scena, molte sorprese. Invece, il romanzo attuale è un nuovo chick lit, un po’ magico. Stavolta ho voluto aggiungere un pizzico di fantasia, ma non al punto da considerarsi fantasy. Ho voluto dare un tocco di diversità dagli altri. Una fatina che arriva improvvisamente nella vita di un “cattivo ragazzo”, per redimerlo e portarlo sulla buona strada. Dire che non si sopportano è molto poco. Lei è furba e pericolosa perché usa la magia e lui non vede l’ora che lei se ne ritorni da dove è venuta. Ci sarà da ridere. In ogni caso sono tutti libri diversi tra loro. Le dinamiche sono differenti, i personaggi hanno svariate caratteristiche (sia fisiche sia caratteriali), la novità degli indizi via e-mail rende quel libro particolare. Anche l’introduzione di qualcosa di magico, gli dà una variante non indifferente.

Pensando al futuro, che tipo di libro ti piacerebbe scrivere?
Molti mi hanno chiesto di scrivere un thriller, ma non so se ne sarò mai capace. Mi piace, come si vede nelle altre mie opere, svelare tutto pian piano, se non addirittura alla fine, in modo da tenere incollato il lettore fino alla fine. Però non so se sarei capace di macchinare una trama da suspense, avvincente, con azione e dinamicità. Vedremo … mai dire mai.

Se dovessi scegliere un solo aggettivo che ti definisca come autrice?
Emozionante – spero.

Per salutarci, cosa vorresti dire a chi ti ha conosciuta come autrice grazie a questa intervista e vuole scoprire le tue opere?
Ho letto molti libri, alcuni belli altri meno. Alcuni interessanti, altri struggenti. Ho letto premi Pulizer e non sono riuscita ad arrivare alla fine. Ho letto recensioni pessime di romanzi che ho apprezzato. Cosa vuol dire? Che la lettura è soggettiva. Ognuno ha i suoi gusti, le sue preferenze, nella lettura come in tutte le altre cose. Io ho solo un desiderio: emozionare il lettore e arrivare a toccare le sue corde. Spero che i miei romanzi non risultino noiosi mai. Che chi li legge, si diverta se ho scritto per divertire, che pianga, se ho scritto per toccare il cuore. Sarebbe bello arrivare al lettore sempre … con i personaggi, con le frasi, con un’espressione o un pensiero. Io ci metto anima, lacrime e sangue. In ogni libro c’è una parte di me, quindi, chi lo legge, sta ricevendo un piccolo pezzo del mio essere. Vorrei che questo fosse apprezzato, sempre!


 

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