Intervista all’autrice Silvia Menini

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Silvia Menini è un’autrice tutta da scoprire, attraverso la sua opera “Se bella vuoi apparire” pubblicata da Rizzoli nella collana digitale YouFeel.

Veronese di nascita, ha girato il mondo per un po’ e quando è tornata in Italia ha frequentato la scuola Holden di Torino. Giornalista pubblicista e sommelier, collabora con la rivista “Mondo Rosa Shokking” e cura il blog “Il Cavalibri” dove abbina a ogni libro un vino.

Conosciamola meglio in questa intervista esclusiva per Parole a Colori.

Se bella vuoi apparire, Silvia Menini, YouFeel

Ciao Silvia, grazie per aver accettato di raccontarti sul nostro sito. Siamo molto curiosi, perché sei una persona intraprendente non solo quando si tratta di scrittura. Sappiamo che hai girato il mondo, prima di rientrare in Italia. Dove sei stata di bello?

Innanzitutto grazie a voi per l’opportunità. Io amo molto viaggiare e fin da piccola ho avuto occasione di girare il mondo. Mia mamma mi ricorda sempre di quando, avevo forse 5-6 anni, tutti in aereo erano terrorizzati per una turbolenza che ci stava facendo ballare non poco, e io invece ero entusiasta per il cibo e lo facevo presente decisamente ad alta voce! Il volo l’ho spiccato per davvero il primo anno di liceo, quando ho iniziato passare le estati scoprendo un paese che amo molto: gli Stati Uniti. Il primo lavoro è stato in Belgio, dove sono rimasta due anni, seguiti da altri due a Boston per un Master. Poi, ahimè, sono tornata in Italia ma anche qui ho fatto molti spostamenti. Credo di essere arrivata a quota 16 traslochi, e temo che non sia ancora finita. Tutt’ora le estati le dedico a scoprire posti nuovi: Malesia, Tailandia, Vietnam… Il mondo è grande e mi sembra di avere così poco tempo per scoprirlo.

I tuoi viaggi hanno ispirato, in qualche modo, la tua scrittura?

Certamente. Quando lavoravo in Belgio il mio assistente si rifiutava di prendere il mio stesso volo. Raramente ho fatto un viaggio in cui tutto è andato liscio; col tempo ho imparato a ridere delle mie disavventure invece che arrabbiarmi e il materiale da cui attingere è diventato veramente imponente. Senza parlare delle persone che si incontrano, delle culture con cui si viene a contatto, dei posti magnifici che si visitano e del cibo che mette sempre a dura prova il mio povero stomaco.

Al ritorno in Italia hai frequentato la Scuola Holden di Torino. Com’è stata questa esperienza?

Era un corso organizzato nei week end. Ne ho fatti due, a dire la verità. È stata una esperienza bellissima perché, oltre a trovare docenti competenti che mi hanno insegnato a impostare un racconto e un romanzo, ho avuto anche la possibilità di confrontarmi con persone che, come me, amano la scrittura (e la lettura) più di ogni altra cosa. Un’esperienza un po’ dispendiosa, dato che io abitavo all’epoca a Varese e dovevo andare a Torino ogni volta, ma che mi ha dato veramente tanto e che ricordo ancora con molta nostalgia.

Giornalista e sommelier, collabori con la rivista “Mondo Rosa Shokking” e sul tuo blog “Il Cavalibri” parli di libri e vini. Raccontaci questa curiosa e interessante scelta di abbinarli. Come nasce l’idea?

L’idea è venuta a una mia amica. Ne ha parlato con me perché sviluppassi la parte riguardante i vini e io ho aderito con entusiasmo al progetto. Poi però è stato abbandonato e io ho deciso, dopo qualche anno, di riprenderlo, dandogli una vita propria. Siamo ormai abituati ad abbinare a un determinato cibo un vino che lo esalti e lo completi, ma anche un libro fa nascere in noi delle emozioni che spesso prendono il sopravvento. L’abbinamento vino-libro segue gli stessi principi dell’abbinamento cibo-vino: il vino scelto esalta una sensazione positiva nata durante la lettura, o ne contrasta una negativa. Un libro strutturato vorrà un vino altrettanto complesso, mentre a un libro che lascia in noi “l’amaro in bocca” abbineremo un vino dolce che possa raddolcirci. Provare per credere.

Parliamo adesso del tuo libro, “Se bella vuoi apparire”, edito da Rizzoli per la collana YouFeel. Intanto ti chiedo: a che tipo di vino la abbineresti?

Quando ho ricevuto la notizia dell’imminente pubblicazione, la sera a casa ho voluto stappare una bottiglia (da brava alcolista anonima). Il vino che ho scelto non era casuale. “Motivo” era il suo nome, perché finalmente avevo trovato un “motivo” per tutti gli sforzi fatti nel tempo. E poi perché ci voleva un vino spumante, che ispirasse allegria come spero faccia il mio romanzo. Un rosé, in onore di una protagonista che forse di femminilità, quella vera, ha poco, ma che continua la sua ricerca imperterrita. Un vino dal profumo delicato e fragrante, con sentori di fragola, lampone e rosa. Delicatamente aromatico. Fermatemi, altrimenti devo uscire per andarmene a comprare una bottiglia.

vino bicchieri

La storia che racconti è quella di Serena, trentaquattro anni, single, donna moderna, che però a un certo punto della vita inizia a temere di rimanere da sola. Ti va di parlarci di questo personaggio?

Serena è una figura un po’ controversa. Indipendente, pasticciona, alla fine basta a se stessa, ma è anche alla disperata ricerca dell’amore. Si fissa con uomini sbagliati e, presa dalla foga di portarli a innamorarsi di lei, non si accorge nemmeno che sono totalmente sbagliati e… sposati. Questa sua insicurezza la riversa poi nel cibo – mangia senza controllo come se non ci fosse un domani – e nell’alcol, che la aiuta a sdrammatizzare certe situazioni e a lasciarsi andare (anche se, onestamente, non ne ha proprio bisogno). In suo soccorso c’è sempre il fidato amico Sebastian che ha, invece, uno standard di donna completamente diverso da Serena. Lui è attento a ciò che mangia, frequenta la palestra, beve moderatamente ed esce con le ragazze senza alcuna ossessione se non quella di passare una bella serata. È il suo angelo custode, che c’è sempre quando Serena ha bisogno, che la conforta e la soccorre quando combina qualche casino. Il libro si articola in mille situazioni divertenti che fanno divertire e intrattengono… almeno spero. Notate bene che alcune delle cose successe a Serena sono capitate anche a me.

La situazione di Serena fotografa quella delle donne dei giorni nostri? Grande attenzione alla carriera e vita privata un po’ messa da parte?

Credo che al giorno d’oggi il ruolo della donna nella coppia sia cambiato rispetto al passato. Credo che la donna sia più indipendente e che sia anche più focalizzata sulla carriera e sulla sfera personale (hobby, sogni, ecc.), ma sono convinta che tutte poi, in un certo qual modo, abbiamo paura di non trovare l’anima gemella. Abbiamo mille amici/conoscenti, ma ci rendiamo conto che le persone veramente vicine sono talmente poche che una mano basta e avanza. Proprio per questo siamo alla costante ricerca di quell’unica persona fatta apposta per noi, che si incastri nella nostra vita e con cui costruire il futuro. Cerchiamo quell’amore che leggiamo nei libri, che vediamo al cinema, senza renderci però conto che la vita è un’altra cosa. La vita di coppia è ben diversa da quello che ci viene propinato giornalmente. Ma la ricerca continua ossessiva e anche se non lo ammetteremmo mai… stare da sole spesso non ci basta. E questo non vuol dire certo non essere autonome e indipendenti.

Se dovessi definire la Silvia Menini autrice che aggettivo useresti e soprattutto a quale vino ti abbineresti? Sei dolce, frizzante, aromatica, brut – si fa per dire ovviamente?

Poliedrica. Ho pubblicato questo romanzo di genere ironico ma nel cassetto ne ho altri: uno intimista, uno romantico, uno più serio e con una sfaccettatura storica. Insomma, mi piace spaziare e scrivere in base a quello che vorrei trasmettere a chi mi legge e anche in base ai miei stati d’animo del momento. Mi abbinerei a un buon Franciacorta. Perfetto per tutto il pasto e sicuramente adatto in molte occasioni.

L’ultima domanda è un classico delle interviste di questa stagione. Allunga una mano e tira fuori dal cassetto del tuo comodino un sogno, il primo che riesci ad afferrare. Cos’è?

Rispondo senza pensarci nemmeno un secondo. Pubblicare un romanzo cartaceo che mi possa dare quella spinta in più e che mi permetta di entrare a gamba tesa in questo mondo che sogno anche a occhi aperti, ma che sembra sempre così lontano.

Grazie infinite per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera.

Grazie a voi di cuore.





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