Intervista a Linda Bertasi: “Vi racconto il profumo del Sud”

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Se state cercando una storia d’epoca, capace di travolgervi con l’incalzare degli eventi, “Il profumo del Sud” di Linda Bertasi è ciò che fa per voi.

Tornato di recente negli store con una nuova edizione, il libro, ambientato nel XIX secolo, tra Italia e America, racconta le vicende di Anita Dalmasso, una giovane alla ricerca del suo destino che si troverà ad affrontare una nuova vita oltreoceano. La guerra civile americana arriverà, come un vento tempestoso, a sconvolgere la sua esistenza e quella di tutti gli altri personaggi.

Ma procediamo con ordine. Linda Bertasi è un’autrice nota al pubblico, grazie a un curriculum letterario di tutto rispetto. Ha debuttato nel 2010 con “Destino di un amore” cui è seguito, nel 2011, il paranormal romance “Il rifugio – Un amore senza tempo” che è valso all’autrice il secondo posto al XXIII Premio Letterario Valle Senio.

Nel 2013 ha pubblicato la prima edizione del romanzo “Il profumo del Sud”, mentre l’anno successivo è arrivato “L’erede di Tahira”. In questa intervista per Parole a Colori Linda Bertasi ci parla della nuova edizione del suo libro, uscita nei mesi scorsi, e di molto altro ancora.

Il profumo del Sud, Linda Bertasi

Salve Linda, benvenuta sul nostro sito. Prima di tutto complimenti per le soddisfazioni artistiche che in questi anni ti sei già tolta, per un autore ricevere dei riscontri è sempre positivo.

Ma partiamo dall’inizio. Quando hai pensato che la scrittura potesse diventare un’attività a cui dedicarti in modo serio e continuativo, capace anche di farti raggiungere obiettivi importanti?

Tutto è iniziato nel 2008 quando ho iniziato a scrivere “Destino di un amore”, ne ho letto qualche pagina a mio marito e lui, entusiasta, mi ha spronato a proseguire e, in seguito, a inviare il libro all’editore. Se non ci fosse stato lui, molto probabilmente ora non starei rispondendo a questa intervista: è stato il primo a credere in me. Quando, nel 2009, ho ricevuto la risposta positiva dalla casa editrice mi sono commossa fino alle lacrime; e dopo, quando sono arrivati i primi pareri entusiasti sulla storia, ho iniziato a chiedermi se sia davvero questa la mia strada. Il sogno che scrivere possa diventare un’occupazione vera e propria è sempre lì, chiuso nel cassetto.

Quando hai scritto la tua prima opera? E da dove trai ispirazione per le tue storie?

Come dicevo prima, ho iniziato a scrivere “Destino di un amore” nel 2008, di ritorno dal mio viaggio di nozze a Parigi. Per il mio primo libro è stata proprio la capitale francese a ispirarmi, in particolar modo il ponte Alexandre III. Mi ricordo che ero lì, ferma sul ponte al tramonto, quando vidi Francesca e Philippe, i miei protagonisti, scambiarsi un tenero bacio. È iniziato tutto in quel momento e dopo sono seguiti altri lavori. L’ispirazione può venire da qualsiasi cosa: può essere un viaggio, come per i primi romanzi, ma anche una canzone, un’immagine alla televisione, persino un sogno. Io la considero una specie di magia.

Tra le tue varie pubblicazioni, ce n’è una alla quale sei più legata?

Difficile scegliere tra i “miei figli”, sono legata a tutti in maniera differente. “Destino di un amore” è il mio esordio, e il primo romanzo non si scorda mai; “Il rifugio – Un amore senza tempo” mostra la mia passione per il paranormale, “Il profumo del Sud” la mia dimensione ideale, che è la storia. Se devo proprio scegliere, però, direi il mio romanzo storico, perché è quello che ho sempre voluto scrivere e ho impiegato più di un anno per realizzarlo.

Parliamo adesso delProfumo del sud” che è uscito in seconda edizione in questi mesi. Che riscontri hai ottenuto la prima volta e perché hai deciso di ripubblicarlo?

“Il profumo del Sud” mi ha cambiato la vita, se non fosse stato scelto dalla Butterfly Edizioni probabilmente a quest’ora non sarei qui. La prima edizione è andata molto bene e mi ha messo in contatto con autori e lettori straordinari. La seconda edizione, che è uscita in self-publishing, è stata pensata per regalare qualcosa di più ai lettori – infatti ha una veste grafica completamente nuova, presenta contenuti inediti e una prefazione d’eccezione scritta da Adele Vieri Castellano.

La storia è ambientata in un’epoca affascinante, quella della guerra di secessione americana.

Sì, è ambientata durante la Guerra di secessione, in particolare nel periodo che va dal 1858 al 1867. La vicenda si svolge tra l’Italia e l’America, in particolare con la narrazione tocco luoghi come Genova, Meta, Montgomery in Alabama, Richmond in Kentucky e Nashville in Tennessee. Il libro racconta la storia di Anita, una donna che, venuta a conoscenza del suo scomodo passato, decide di tentare di ricostruirsi una vita nel Nuovo Mondo. Qui si innamorerà dei profumi e dei colori del Sud, vivrà una passione travolgente e toccherà con mano il problema dello schiavismo… I venti di guerra, però, le alitano sul collo e non sarà facile ignorarli. È una storia di uomini d’onore, di ideali e di coraggio.

Tra i personaggi principali, Anita occupa un posto speciale come abbiamo capito. Ma c’è anche una controparte maschile ugualmente caratterizzata?

I personaggi della storia sono tanti e tutti hanno un loro perché, soprattutto quelli secondari. Nei miei romanzi capita spesso che siano questi ultimi a rivoluzionare la trama, e così è stato anche in questo caso. Anita Dalmasso è senza dubbio la stella della storia, una donna impavida che non ha paura di lottare per le proprie convinzioni; un personaggio che affronta un lungo viaggio, non solo verso il Nuovo Mondo, ma anche dentro se stessa. Quando la incontriamo la prima volta è ingenua e timorosa, ma nel proseguo della storia la ritroveremo indomita e coraggiosa. Il personaggio maschile principale è Justin Henderson, libertino e nordista, abituato a ottenere sempre ciò che vuole. Naturalmente con Anita non avrà vita facile. Anche lui affronterà un lungo percorso interiore e si dimostrerà capace di compiere scelte coraggiose. E poi abbiamo Christopher Jones, l’antagonista, un uomo alla “Jane Austen”, uomo d’onore, sudista e industriale, che si rivelerà un amico prezioso per Anita.

Perché hai deciso di cimentarti nel genere del romanzo storico?

Sono innamorata della storia da sempre, in particolare del periodo della Guerra di secessione americana. Ho sempre desiderato utilizzare questa ambientazione in un mio romanzo e finalmente ho potuto realizzare il mio sogno.

Se dovessi dare una definizione della Linda Bertasi autrice?

Domanda difficilissima. Se parliamo in termini narrativi, come scrittrice do molta importanza all’ambientazione e ai dettagli, faccio sempre molte ricerche prima di dedicarmi a una storia. In effetti sono una ricercatrice mancata: doveva essere questo il mio indirizzo di studi all’università, ma poi il destino ha scelto diversamente per me. Scrivo seguendo la tecnica dello “Show, don’t tell”: mi piace mostrare la scena al lettore, più che raccontarla. Utilizzo anche molto i dialoghi, un po’ come la sceneggiatura di un film.

Prima di salutarci, quale sogno vorresti che uscisse presto dal fantomatico cassetto?

Il mio sogno più grande è di riuscire un giorno a tornare in Inghilterra e visitare i luoghi in cui è vissuta Jane Austen. In materia letteraria, invece, spero di riuscire a scrivere un romanzo incentrato sulla figura di Anna Bolena, indimenticabile Regina d’Inghilterra e madre di Elisabetta I. Sono una grande appassionata della dinastia Tudor.

 

Grazie a Linda Bertasi per essere stata con noi. Se volete saperne di più dell’autrice e delle sue opere non perdete la sua pagina ufficiale su Facebook.


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