I racconti di Fitzgerald per la prima volta in edizione integrale

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Dalle allusioni sessuali ai motivi antisemiti, sono tantissimi i passi espunti dai racconti di Francis Scott Fitzgerald dagli editori del giornale che li pubblicava che saranno reinseriti nella nuova edizione dell’opera La sveglia. Il libro, uscito per la prima volta nel 1935, verrà presentato oggi, dopo 80 anni, nella sua forma originale e completa.

I diciotto racconti della raccolta furono composti dallo scrittore per il Saturday Evening Post tra il 1927 e il 1934, in un periodo difficile dal punto di vista personale. Fitzgerald sarebbe morto di lì a poco, nel 1940, all’età di soli 44 anni. Degli studi approfonditi hanno messo a confronto i pezzi che uscirono effettivamente sul giornale con le bozze che lo scrittore mandò al suo agente Harold Ober e hanno evidenziato differenze significative tra le due versioni – segno che gli editori del Post, per non offendere i lettori borghesi, sono intervenuti in modo importante, eliminando passaggi controversi o troppo espliciti.

Nell’originale di “Two Wrongs”, ad esempio, lo sgradevole protagonista Bill descrive qualcuno come un “sudicio, piccolo ebreo”, un insulto cancellato dalla versione data alle stampe. In un’altra scena, invece, dovrebbe esserci la moglie di Bill che, nuda, fa un bagno, ma le cose sono state modificate, e lei è completamente vestita, prima di immergersi nell’acqua.

La nuova edizione de La sveglia, che verrà pubblicata dalla Cambridge University Press, riporta sulla pagina la prosa originale di Fitzgerald. Perché, come ha dichiarato James West, docente alla Pennsylvania State University, “quello che i lettori vogliono è leggere l’originale, quello che l’autore aveva scritto, non certo quello che gli editori del Post hanno pensato sarebbe stato meglio che i lettori leggessero”.

Per Fitzgerald scrivere racconti brevi non era affatto semplice, come racconta lui stesso dalle pagine del suo Diario: “Il prezzo è alto, perché c’è qualcosa di me in ogni storia, qualcosa di profondo. Il romanzo è la forma giusta per esprimermi, perché ogni mia storia ha alle spalle un’emozione o un’esperienza speciale”. Nonostante queste difficoltà, lo scrittore produsse una cosa come 178 racconti nel corso della sua vita, vendendoli per oltre 4.000 dollari al Post e ad altre riviste, per sostenere con questi guadagni la sua famiglia.

“Criticare chi, nel giornale, ha modificato gli scritti di Fitzgerald non ha alcun senso – scrive West nella sua introduzione alla nuova edizione – Queste erano le regole del mercato. Fitzgerald, in quanto autore professionista, le conosceva e le accettava. Quando scriveva i suoi racconti era del tutto consapevole che certi passaggi sarebbero stati segnati con la penna blu per andare incontro ai gusti del pubblico. Rientrava nel gioco”.

 

 

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