Al cinema | Elle

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Un film di Paul Verhoeven. Con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Virginie Efira, Christian Berkel, Anne Consigny. Drammatico, 2016

Tratto dal romanzo “Oh…” di Philippe Djian.

Elle, locandina

Paul Verhoeven è un regista che nel corso della sua carriera ci ha abituato a pellicole che spaziano tra i diversi generi cinematografici, senza mai mancare di talento. Molti dei suoi film sono diventati dei cult – su tutti “Basic instict” e “Robocop”.

Il vecchio leone olandese conferma ancora una volta il suo talento, presentando in concorso al Festival di Cannes “Elle”, un film particolare e divertente, assai difficile da collocare.

Nella prima scena lo spettatore assiste al brutale stupro subito da Michelle (Hupper) da parte di un uomo incappucciato. Invece di chiudersi in se stessa, la donna va avanti con la sua vita – è l’affermata manager di una società di videogiochi –, come niente fosse accaduto.

Dopo questa premessa potreste aspettarvi una pellicola drammatica e introspettiva, incentrata sull’elaborazione del dolore. Invece il film assume fin da subito i toni della commedia noir o, se preferite, dell’assurdo, viste le reazioni e i comportamenti poco convenzionali della protagonista.

Isabelle Hupper, protagonista di "Elle". (2016)
Isabelle Hupper, protagonista di “Elle”. (2016)

Michelle ha in sé alcuni tratti della sociopatica, come il padre che trent’anni prima ha massacrato degli innocenti, e per questo fatica a gestire i rapporti con la famiglia e l’ex marito. La donna non vuole denunciare quanto le è successo, per evitare qualsiasi forma di pubblicità negativa. Vuole però scoprire l’identità del suo aggressore, avendo sviluppato per lui una sorta di strana sindrome di Stoccolma.

La sceneggiatura è ben scritta, sarcastica, pungente, mescola con efficacia dramma e commedia. Paradossalmente il limite sta nell’assenza di una vera identità drammatica, che finisce per penalizzare la completa riuscita del film. “Elle” diverte, con un’ironia feroce e surreale, e nello stesso tempo mostra il lato peggiore, più animalesco, dell’essere umano.

Paul Verhoven con l'attrice Isabelle Huppert sul set. (2016)
Paul Verhoven con l’attrice Isabelle Huppert sul set. (2016)

La regia di Verhoeven è ispirata, esperta, pulita, talentuosa nel costruire un impianto narrativo credibile e intrigante. Forse sarebbe stato opportuno asciugare il film, rendendolo più agile e brillante sul piano del ritmo ed evitando così la sensazione di pesantezza che si avverte a tratti nella seconda parte.

Isabelle Huppert sfodera una performance degna della Palma d’oro, riuscendo a rendere il suo personaggio non solo credibile, ma sopratutto emotivamente significativo per chi guarda. Michelle, per quanto particolare, è una donna in cui immedesimarsi è possibile, e per questo non si può non fare i complimenti all’attrice.

Il finale è la parte più debole del film, ma riesce comunque a dare allo spettatore l’illusione che, alla fine, per ognuno di noi ci sia spazio per almeno un briciolo di calore e di normalità.

 

Il biglietto da acquistare per “Elle” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.





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