di Concetta Piro

 

Il cortometraggio, forma cinematografica breve che normalmente non raggiunge i 30’ complessivi – ma secondo la normativa italiana può arrivare fino a 75’ -, dopo una stasi creativa ha iniziato a essere rivalutato già a partire dagli anni ‘80.

Oggi, con l’istituzione di numerosi concorsi e festival cinematografici a lui riservati (pensate che sono ben 3 anche le categorie di Oscar dedicate ai corto), e grazie anche all’ampia diffusione di tecnologie per gli effetti speciali digitali a basso costo, è tornato a proliferare, eguagliando talvolta la qualità dei lungometraggi.

Ma come si è evoluta questa forma espressiva nel corso del tempo? Nel nostro appuntamento con “I Fantastici 4”, la rubrica dedicata al consiglio di pellicole a tema, ripercorriamo la storia del cortometraggio attraverso quattro esempi illustri.

 

Danse Serpentine di Louis Lumière (1896)

I fratelli Lumière, inventori del cinema, catturano la danza sinuosa, un misto tra angelico e demoniaco, di Loïe Fuller. Girato a Parigi è uno dei primi esempi noti di cortometraggio.

 

Il racconto dei racconti di Jurij Norštejn (1979)

No, non stiamo parlando del film di Matteo Garrone del 2015, vincitore di numerosi premi, ma di un’opera sovietica, accompagnata dalle musiche di Bach e Mozart. Ancora oggi è considerato il film d’animazione più bello di tutti i tempi.

 

Destino di Salvador Dalì e Walt Disney (2003)

Collaborazione postuma tra il pittore spagnolo e la Disney. Il progetto, già vagliato nel 1945, è stato realizzato solo agli inizi del XXI secolo. Si tratta di un’opera poetica e coinvolgente, sicuramente unica nel suo genere.

 

Piper di Alan Barillaro (2016)

Prodotto dalla Pixar, ha conquistato l’Academy che l’ha premiato con l’Oscar. La storia racconta di un uccellino che ha paura dell’acqua, nonostante sia il suo habitat naturale. Un granchio saprà indicargli la via.

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