di Valeria Lotti

 

Dopo un paio di settimane dal mio arrivo in Cina ho deciso di andare a trovare degli amici a Shanghai. Un’ora di treno ad alta velocità mi ha portato dalla stazione gigante di Hangzhou Est alla ancor più enorme stazione di Shanghai Hongqiao, al costo di 10 Euro circa.

Quella che viene considerata la metropoli più cool della Cina offre una grande quantità di attrazioni, i grattacieli del Bund ad esempio.

Ma nel nostro secondo appuntamento con “Cronache d’Oriente”, voglio parlarvi invece di una attività molto particolare che si svolge ogni fine settimana nel parco di People’s Square: il Marriage Market, ovvero il mercato dei matrimoni.

Di cosa si tratta? Madri e padri, armati di ombrelli colorati e volantini, si muovono per incontrare altri genitori. L’obiettivo è trovare un partner adatto per il loro figlio o figlia ormai “avanti con l’età” – di solito sui trent’anni.

Il matrimonio è davvero un affare di famiglia in Cina, ma l’occidentale medio resta sorpreso dal fatto che esista ancora una soglia anagrafica, soprattutto per le donne, sopra la quale si viene considerati poco appetibili. Un po’ come le nostre zitelle dell’Ottocento!

Ricordo ad esempio una collega, anni fa, rimproverare una 27enne per essere ancora single, e assolvere invece me, di 23 anni, motivando che per me c’era ancora tempo.

Di certo, nella Cina moderna, sono i genitori a preoccuparsi del tempo che passa molto più dei figli – che spesso non sanno nemmeno che i loro vecchi si recano al Marriage market per cercare loro uno sposo o una sposa.

Chi sono, questi uomini e donne in cerca di sistemazione? Come si legge sui volantini, solitamente hanno una laurea e un ottimo lavoro, e nei casi migliori anche un appartamento in città. Le ragazze vengono anche descritte con aggettivi come raffinate, graziose, gentili.

Altra caratteristica importante è lo hukou, ovvero la registrazione comunale, che si distingue in rurale ed urbana. Quasi impossibile da cambiare, lo hukou urbano porta molti più benefici di quello rurale, e quindi è messo bene in evidenza sui volantini.

 

PASSEGGIANDO PER IL MARRIAGE MARKET

Il mercato era piuttosto affollato quel sabato, ma molti visitatori erano solo passanti curiosi come noi. Il nostro gruppo, però, era l’unico composto palesemente da non cinesi e questo attira sempre sguardi e domande, soprattutto quando ci si ferma a leggere e commentare le scritte. Un laowai (straniero, ndr) che parla e soprattutto legge e scrive il cinese è sempre sorprendente per gli autoctoni!

Da parte nostra, è stato divertente guardare i vari “venditori” scambiarsi consigli su come presentare al meglio le qualità dei propri figli per ottenere risultati concreti.

Al mercato c’è anche uno spazio dedicato ai “cinesi d’oltremare”, ovvero figli di famiglie cinesi nati e/o cresciuti all’estero, perciò dotati di altra nazionalità, ma ritornati da adulti in patria. Quanti americani, canadesi e giapponesi in offerta! Un ottimo investimento per dare un futuro internazionale alle famiglie che nasceranno.

Tutto molto interessante, direte voi, ma alla fine i matrimoni, nel 2017, si riescono davvero a combinare? Il tasso di riuscita è in realtà piuttosto basso, perché l’ultima parola spetta ai figli, non ai genitori.

Il Marriage Market di Shangai è diventato più un’attrazione, un passatempo per pensionati stanchi della mancanza di nipotini e un intrattenimento per avventori curiosi.

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